San Benedetto: bella città, ma in carrozzina è un incubo
Incrocio fra viale dello Sport e via Virgilio, una barriera architettonica grande come una casa
Multimedia
Correlati
- I Comitati di quartiere implorano la Commissione: dite sì o no allo stoccaggio
31 gennaio, 12:12 - Gas, i Cinque Stelle a Gaspari: “Si decida: è il Dottor Jekill o Mister Hyde?”
27 gennaio, 18:18 - Video dell’incontro sul gas all’Agraria. Tanta tensione
18 dicembre, 12:12 - Gas Plus. Incontro all’Agraria, atmosfera surriscaldata
16 dicembre, 21:21 - Stoccaggio gas. Ue e Italia: Serve per favorire concorrenza e ridurre i prezzi
27 novembre, 14:14
FOTOGALLERY Barriere architettoniche, per un disabile fare una passeggiata è un vero percorso ad ostacoli. Marciapiedi senza scivoli e interrotti da pali della luce, pedane elettriche che non funzionano. Eppure spesso basterebbero poche centinaia di euro per opere pubbliche di grande civiltà
dal settimanale Riviera Oggi numero 808
clicca qui per il reportage video
clicca qui per un commento all’inchiesta
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La perla della Riviera delle Palme non è affatto una città accessibile per i disabili. Parliamo delle cosiddette barriere architettoniche. Marciapiedi senza scivoli per le carrozzine, autobus che non permettono ai disabili di salire autonomamente, pali dell’illuminazione pubblica conficcati nel bel mezzo di marciapiedi angusti.
Elementi che ostacolano quello che è un diritto di tutti, in particolare dei disabili. Il diritto a una circolazione libera e sicura per le strade della propria città
La denuncia che raccoglie Riviera Oggi è lanciata direttamente dal presidente dell’AIFVS (associazione italiana familiari e vittime della strada), il sambenedettese Jonni Perozzi, che dichiara: «Sono pronto a lottare per i nostri diritti costi quel che costi. In questa città un disabile non conquisterà mai la dignità e l’indipendenza perché non siamo considerati come cittadini comuni. Questo è l’errore. Noi non vogliamo rimanere chiusi in casa per colpa di qualcuno che non comprende le nostre necessità».
Jonni è una vittima della strada dal 1990. Un giovane disabile estremamente arrabbiato della condizione in cui versano molte città in Italia e in particolar modo la sua, San Benedetto. Si impegna molto nell’ambito sociale, è anche presidente del comitato di quartiere Agraria.
Accogliamo la sua testimonianza e negli ultimi giorni di gennaio camminiamo con lui per la città documentando le quotidiane difficoltà di movimento che un disabile è costretto a subire a discapito della sua dignità.
«San Benedetto è un concentrato di barriere architettoniche visibili e invisibili che giorno dopo giorno riducono le distanze tra un disabile e la realtà comune. Siamo trascurati e giudicati cittadini di serie B. Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario».
Jonni ci porta nel quartiere Agraria e ci illustra le condizioni di questo piccolo angolo di città.
Le strade e le vie di comunicazione pedonale della sua zona nascondono mille avversità e si confondono dietro i mille marciapiedi disastrati e senza rampe d’accesso.
Marciapiedi troppo stretti per chi ha una carrozzina e spesso bloccati da pali che sorgono nel bel mezzo del passaggio pedonale. Mancano i semafori e l’illuminazione adeguata per i pedoni e questo, dice Jonni, «è solo l’inizio, il resto è ancora peggio».
Nessun autobus di linea permette a Jonni, come a tutti i disabili di questa città, di salire e poter arrivare in centro autonomamente. Mancano le pedane nei pullman e nessun autista è autorizzato a scendere dal mezzo per aiutarlo, perciò è fondamentale un’auto per gli spostamenti anche più brevi. Alla faccia delle politiche di incentivo all’uso dei mezzi pubblici.
Facciamo un giro con Jonni. Nei pressi di Viale dello Sport scendiamo assieme dall’auto ma il marciapiede sembra essere impraticabile. C’è una rampa da un lato della strada ma dall’altro si vedono solo cordoli distrutti dalle radici delle piante e nulla più.
L’unica via pianeggiante che collega gli impianti sportivi al centro della città è completamente inagibile per un disabile.
Dopo numerose difficoltà ci fermiamo nel parcheggio sotterraneo del Comune. I posteggi più vicini alle scale sono tutti riservati ai mezzi comunali e non ai disabili. La pedana elettronica per la risalita autonoma delle scale è bloccata da una corda e per Jonni come per tutti i disabili in carrozzina pur avendo un impianto di risalita autonoma è impossibile andare oltre. Le condizioni pietose d’igiene lasciano ben pensare che nessuno si curi di questo strumento fondamentale e non ci resta che abbandonare l’idea di salire in Comune passando da lì.
Per raggiungere viale Secondo Moretti parcheggiamo a ridosso dei campi da tennis e fortunatamente senza intoppi per la via. «La sfortuna però non è raggiungere il Corso ma entrare nei negozi per acquistare qualcosa».
Il 90% degli esercizi commerciali ha un gradino mediamente alto per un disabile in carrozzina. Una barriera alquanto ignorata probabilmente da tutti, enti e commercianti inclusi.
Viale Secondo Moretti è accessibile ma il percorso realizzato per le persone non vedenti è ostruito da un enorme pino reduce delle passate feste natalizie: «L’ennesima barriera ignorata dal principio».
Se l’isola pedonale è praticabile, non si può dire lo stesso delle sue vie parallele. Per l’ennesima volta un disabile deve fare i conti con i marciapiedi troppo stretti e privi di rampe d’accesso o d’uscita. Un esempio lo troviamo in Via Mazzocchi. Uno dei tanti marciapiedi è largo 70 cm circa, quando una carrozzina ne misura 65. Un errore e un diversamente abile potrebbe cadere nel bel mezzo della strada.
Abbandoniamo il corso alla volta di Piazza Nardone. Il loggiato sembra essere accessibile solo da un tratto pericoloso e contromano. «Non è possibile – esclama Jonni – Chi ha pensato questo non comprende davvero le necessità di un disabile».
Nonostante il traffico elevato delle 16:00, entriamo nel parcheggio interrato gestito dalla Multi Servizi spa, azienda di proprietà del Comune. Anche in questo caso la pedana elettrica per la risalita delle scale non funziona ed è putrida come quella del municipio. Per uscire fuori dal parcheggio dobbiamo risalire la ripida entrata con il rischio che qualche auto ci investa. Naturalmente un disabile in autonomia non è in grado di uscire da solo da quel parcheggio.
Il breve viaggio con Jonni ci permette di illustrare una piccola parte della condizione di inagibilità di questa città. Dalla “periferia” al centro, abbiamo documentato strade e servizi fatiscenti. «Gli enti preposti non vedono o forse fingono di non vedere, la nostra tolleranza è arrivata agli sgoccioli e iniziamo ad urlare a grande voce per i nostri diritti. Eppure basterebbero poche centinaia di euro, spesso, per fare gli scivoli sui marciapiedi», dice Jonni. «Tutto questo è una vergogna. Dove inizia la dignità di un disabile? Può capirci fino in fondo una persona che nella vita non ha mai assaporato l’odore dell’asfalto dopo l’ennesima caduta da un marciapiede? Voglio una risposta concreta».

In questo articolo uscito ieri sulle pagine di questo giornale c'è scritto che per la pista ciclabile del Ballarin e quella totalmente inutile di via Curzi sono stati stanziati 271 mila euro!!! Ma ci rendiamo conto!!! Chissà se alla nostra amministrazione pubblica avanzerà qualcosa per rifare i marciapiedi e permettere anche alle persone disabili di vivere degnamente in questa città!!? Io dico che è una vergogna, mi è capitato a volte di uscire con un mio amico disabile, e non sapete che fatica si fa ad utilizzare i marciapiedi!! Spesso capita che siamo costretti a camminare in mezzo alla strada con le macchine che ci passano ad un centimetro!! Jonny spero proprio che qualcuno ti ascolti, ma l'indifferenza è un muro duro da abbattere, soprattutto se non porta voti!!!!
Ho già commentato l'altro articolo e ci tengo a ribadirlo qui. Sono arimasto inorridio dal video. Io penso che nella programmazione del bilancia di una città si debba pensare PRIMA a renderla sostenibile e solo DOPO e ripeto DOPO mettere statue e statuine peraltro di dubbio gusto o cambiare le poltrone e il colore delle pareti degli uffici comunali. Black è proprio vero…se non porta voti l'incubo dell'indifferenza è pesante..
Jonni sei un grande,sarai proprio tu la svolta di San Benedetto del Tronto!!!
Il tuo corraggio sarà vincente!!!
ammiro il coraggio di Jonni nell'affrontare questa battaglia di civiltà, dobbiamo tutti noi appoggiarla in primo luogo cambiando i nostri comportamenti quotidiani, cominciamo da noi stessi, impegnamoci a non parcheggiare piu sulle strisce pedonali, anche solo per andare a prendere un caffè o le sigarette, impegnamoci a non parcheggiare agli angoli delle vie dove ci sono quei pochi scivoli per disabili, o con una ruota sopra i marciapiedi riducendone la già ridicola larghezza. impegnamoci civilmente e moralmente ad essere sempre attenti a queste piccolezze, che per noi possono sembrare sciocchezze ma per Jonni sono esempi di civiltà! Detto ciò incominciamo a denunciare a gran voce gli scempi che si fanno in città, cominciamo a denunciare l'inutile spreco di soldi per lampioni a 7.500 euro ognuna di piazza Matteotti quando con il costo di un solo lampione si poteva mettere a norma i marciapiedi di un'intera via, avete citato il percorso per non vedenti della stessa piazza, grande ipocrisia di chi l'ha progettato e realizzato, comincia dal nulla e finisce nel nulla!! questo per citarne solo alcuni, non parliamo delle inutili biosfere e di altri programmi di riqualificazione che pensano di rendere bella la nostra città. Una città e bella quando è solidale, quando è fruibile da tutti, compreso i disabili e gli anziani.
Se a tutto questo aggiungete che molti dei parcheggi destinati ai disabili vengono occupati da chi non ne ha diritto (care guardie lì dovreste veramente dare delle multe stangate) il quadro è completo.
Carissimo, non ti conosco, ma forza e coraggio sperando che questa tua battaglia servirà ad elevare il senso civico della gente.