Silvia Ballestra e “I giorni della Rotonda”
WEB TV La scrittrice sambenedettese parla del suo ultimo fortunato romanzo e della sua città che l’ha ispirato, tra le lotte e le delusioni degli anni ‘70 e la “glaciazione” del decennio successivo: dal naufragio del Rodi all’omicidio Peci per finire all’eroina e alla perdita di riferimenti politici e sociali
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per vedere il video clicca sull’icona a destra, sotto la foto
La scrittrice sambenedettese Silvia Ballestra racconta genesi e spunti del suo ultimo fortunato romanzo, I giorni della Rotonda (Rizzoli) che fa riferimento all’evoluzione della sua città tra i ‘70 e gli ‘80: «Negli anni Settanta si lottava e si ottenevano vittorie, poi vennero l’eroina, la repressione e la cultura televisiva e del divertimento a tutti i costi che è ancora dei nostri giorni». Tra ricordi personali e ricostruzioni attendibili, dal Rodi all’omicidio Peci alle “parade” del decennio rampante. Da ascoltare e poi da leggere.


vorrei che qualcuno mi desse qualche delucidazione in merito:
a me Silvia Ballestra risulta essere nata a Porto S.Giorgio e vissuta a Grottammare.
La domanda è :
che ciazzecca Silvia Ballestra con S.Benedetto del Tronto …
Grazie
Caro Gluc
durante l’intervista ho avuto modo di parlare con Silvia di questo aspetto, che molti sottolineano quasi fosse una “provinciale” pregiudiziale rispetto al valore (ottimo o pessimo che sia) di un’opera letteraria.
Silvia è nata a Porto San Giorgio ma non ha alcuna relazione con la città sangiorgese se non, appunto, il luogo di nascita. E’ poi vissuta a San Benedetto, in centro, frequentando le scuole di San Benedetto. L’ha lasciata quando è andata a Bologna per l’università e poi è andata a vivere a Milano. Da quando Silvia si è trasferita a Milano, quindi da almeno 15 anni credo, quando torna in Riviera vive in una casa a Grottammare.
Mi scuso per l’intromissione in aspetti privati ma poiché sono in diversi a chiederlo, spero di poter fare un po’ di chiarezza.
Detto questo, trovo abbastanza ridicola la distinzione in “Grottammare”, “San Benedetto”, “Monteprandone” eccetera: si tratta in definitiva della stessa città.
Ha ragione Pier Paolo! San Benedetto ed in particolare la Rotonda sono sempre stati punti di riferimento per i ragazzi di tutto l’interland! In parte lo è ancora anche se molte abitudini dei giovani sono cambiate.
Io ho letto il libro , e devo dire che entrerà a far parte dei miei libri preferiti!
Non potrebbe essere altrimenti per la mia esperienza personale!
Io sono coetaneo di Silvia Ballestra e Lei ha descritto straordinariamente quello che è stata la Rotonda degli anni 80, quella che ho vissuto io, gli anni dell’individualismo sfrenato e del flagello dell’eroina! Difficile trovare uno della generazione mia e di Silvia Ballestra che non abbia avuto almeno un conoscente che ha vissuto il dramma dell’eroina e della tosssico dipendenza in generale. Io purtroppo ricordo diversi amici e compagni di scuola che oggi non ci sono più!
Ciò che in parte mi fa sentire vicino a questo romanzo è il ricordo del disagio che ho vissuto io, che ero fra quei pochi che sin dall’adolescenza ha cercato di farsi una coscinza Politica, che negli anni ottanta non era di certo una prerogativa importante per i giovani, basti pensare che l’unico sciopero scolastico che ha avuto un senso politico che io ricordi fu quello contro l’istallazione dei Missili Cruis a Sigonella e Cimiso.
Ho sempre guardato con curiosità e rimpianto al fatto di non poter aver vissuto La Rotonda degli anni 70!
Per concludere sono convinto che la difficoltà che i Partiti odierni hanno nel rinnovare le loro classi dirigenti, derivi in gran parte da questo disimpegno politico da parte dei giovani dai primi anni 80′ in poi, hanno lascito un vuoto che inevitabilmente è stato riempito dalla mediocrità!
Fabio Urbinati