Punteruolo rosso, una lotta senza quartiere
La palma con la sommità copertà nel giardino Comunale
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Da Grottammare continuano le iniziative per evitare che il parassita si diffonda nella Riviera delle Palme. Per poterlo sconfiggere del tutto vengono abbattuti i costi di cura a soli 270 per un privato. Il sindaco Merli: «Chi nel proprio giardino ha una pianta ammalata lo faccia presente al Comune, altrimenti i nostri sforzi saranno vani»
GROTTAMMARE – Con 270 euro un cittadino può salvare la Riviera delle Palme. Tanto costa infatti il contributo per le spese della messa in sicurezza di una palma attaccata dal “punteruolo rosso” che chiunque potrebbe trovare nel proprio giardino.
A dichiararlo è il Comune di Grottammare, in particolare il sindaco Luigi Merli e l’assessore all’ambiente Giuseppe Marconi. Insieme a loro anche Francesco Marozzi dell’Assam, Agenzia servizi settore agroalimentare Marche, ed Elisa Mauro, agronoma che collabora con l’Assam. Ad appoggiare la campagna di sensibilizzazione è anche l’ex assessore all’ambiente Marcello Capriotti, che fu uno dei primi che tre anni fa si trovò alle prese con il parassita in questione.
«Il Comune – ha spiegato Merli – e l’Assam stanno effettuando delle operazioni di contenimento del fenomeno, agendo sulle piante comunali. Il problema è monitorare le palme dei privati. È vero, ai primi sintomi di malattia il privato deve avvisare obbligatoriamente il Comune e il servizio Fito Sanitario, ma non tutti lo fanno».
Prosegue il sindaco: «Fare il censimento della palme dei privati è difficile ed il problema sta anche nella tempistica del trattamento. Dal momento in cui viene scoperto che la pianta è stata attaccata, fino al momento in cui qualcuno se ne accorge e riesce a convinvere il proprietario di trattare la palma, trascorrono molti giorni che possono comportare l’attacco di centinaia di altre piante mettendo a rischio tutta la Riviera».
«Per questo – sottolinea Merli - la collaborazione del cittadino è importante e abbiamo stilato una convenzione ad hoc. Innanzitutto occorre evitare il fai da te ma rivolgersi al personale specializzato messo a disposizione dal Comune e dall’Assam. Occuparsi della pianta malata ha dei costi molto alti e cerchiamo di evitare di far gravare totalmente sul privato il costo delle operazioni, richiedendo loro solo un contributo».
Il sopralluogo infatti è gratuito, ed è poi possibile intervenire a seconda dei casi. Ad esempio il costo per la messa in sicurezza che comprende la potatura sferica e un primo trattamento è di 270 euro, il costo per un trattamento di cinque cicli con prodotti sanitari biologici è 150 euro, la rimozione della parte infetta costa invece dai 100 ai 270 euro, l’abbattimento del fusto ha un prezzo comrpeso tra i 70 e i 150 euro.
Il trasporto e la triturazione dei rifiuti prodotti dalle operazioni di abbattimento costa 60 euro a viaggio, mentre lo smaltimento dei rifiuti presso gli impianti autorizzati è di 85 euro a tonnellata.
Aggiunge il sindaco: «Quello che il cittadino dovrebbe sborsare è in realtà il 30% del costo totale dell’operazione: il prezzo minino che comporta occuparsi di una palma infetta si aggira intorno agli 800 euro. Una somma sostenibile che però può, con l’impegno di tutti, evitare la rovina del nostro patrimonio arboreo».
«Il nostro territorio – è intervenuto Marconi – è tra quelli che più di tutti si sta dando fare per combattere questo fenomeno che sta proliferando nel Sud Italia dove invece non sanno come risolvere il problema».
Marcozzi poi ha spiegato le tecniche di intervento dell’Assam: «Oggi si sta procedendo con due sperimentazioni. Una è biologica, ovvero utilizza i nematodi, dei parassiti antagonisti forniti da due ditte diverse. L’altra è una sperimentazione curativa, che usa cioè sia nematodi che insetticidi. Il primo metodo è stato applicato a 24 palme a Grottammare e 48 palme a San Benedetto. Cupra è stata escusa perchè il numero di piante interessate era basso. Il secondo tipo di lotta è stato applicato a 9 piante in totale. I risultati sono in fase di elaborazione».
«Per ora – fa notare ancora Marozzi – non c’è un prodotto che annienti l’insetto al 100%, bisogna agire con diversi cicli sulle stesse piante. Stiamo procedendo con la sperimetazione che speriamo porti a buoni risultati. In agguato inoltre c’è un altro parassita che ha provocato molti danni in Lombardia, un ceramicida che aggredisce tutte le piante: il nostro scopo quindi è anche quello di fare ricerca per essere sempre aggiornati sui nuovi tipi di invasioni».
Attualmente è stato adottato un altro accorgimento, descritto dalla dottoressa Mauro, applicato ad una palma all’interno del giardino Comunale: «La sommità delle piante che sono state potate a settembre e che vanno incontro all’inverno, sono state ricoperte da un grande vaso di plastica rovesciato con all’interno della paglia, e avvolta nel tessuto non tessuto, in modo da creare una temperatura più favorevole alla rifioritura. Cosa che non è servita per le piante potate in primavera, che invece si preparavano a vivere una stagione calda».
«Per il 2010 – ha concluso il sindaco – intensificheremo gli interventi per coinvolgere maggiormente i cittadini, con un monitoraggio costante che ci aiuti a intervenire su più piante possibili».
I NUMERI Nel sono anno 2009 il Comune ha speso circa 30 mila euro per le operazioni di manutenzione riguardanti il verde comlpito dal punteriolo rosso. L’Assam ha ottenuto dalla Regione circa 100 mila euro per il monitoraggio della situazione di Cupra, Grottammare e San Benedetto. Per gli studi, i prodotti e lo smaltimento.
Per quello che riguarda la sola città di Grottammare, fino ad oggi sono state attaccate dal parassita 76 palme di proprietà comunali, di cui 62 già trattate, 6 abbattute e 10 da abbattere. Per quello che riguarda i privati invece se ne contano 160 attaccate dall’insetto, di cui 20 trattate dal Comune, 50 trattate dal cittadino, 75 abbattute, 15 da mettere in sicurezza. Dai dati relativi agli interventi di messa in sicurezza sulle palme di proprietà Comunale, c’è una ripresa vegetativa del circa 60%. Un dato significativo che sta a sottolineare che i metodi applicati stanno andando nella giusta direzione.
LA STORIA Il Punteruolo rosso attecchì nella Riviera delle Palme nel 2007. Da allora fu subito emanato un decreto mnisteriale circa l’obbligatorietà della lotta al parassita attuando le misure indicate dai Servizi Fitosanitari Regionali. Nel 2008 i Comuni della Riviera delle Palme, insieme alla Provincia di Ascoli, in collaborazione con l’Assam, l’Università Politecnica delle Marche e altri partner, decisero di dare vita ad un protocollo di sperimentazione come soluzione alternativa al solo abbattimento.
I metodi sembravano quindi funzionare poiché diverse palme erano sopravvissute. Oggi Grottammare resta paese capofila nella lotta al parassita proseguendo con la sperimentazione che sembra ottenere dei buoni risultati. Chissà che queste metodologie non possano venire esportate anche nelle altre regioni colpite dal punteruolo rosso.
Per informazioni il Comune di Grottammare ha quindi messo a disposizione un tecnico specializzato da contattare presso l’Ufficio Ambiente allo 0735.739204.
Vuoi vedere che adesso la moria di palme per cui non si è fatto quasi nulla per due anni è colpa delle cento piante private che hanno infettato le 2000 pubbliche.
Non basta Sindaco, non basta dire che ci vuole la collaborazione del cittadino.
Cio è necessario ma non sufficiente: le cose che dice, sig Sindaco, sono le stesse che diceva un anno fa, e serve a poco, se serve, fare bilanci di quanto fatto.
A meno che ci si voglia solo far bravi agli occhi della stampa…
Basta con le chiacchiere fini a se stesse, ne siamo stufi: è necessario un passo in più, bisogna informare, educare, sensibilizzare i cittadini continuamente con incontri pubblici, seminari e soprattutto creare una vera TASK FORCE con incremento di persone addette al controllo e al monitoraggio delle palme. A Grottammare abbiamo assistito in questi mesi alla visione di tante palme ammalate che per mesi non sono state neppure sfiorate, pubbliche e private. Addirittura per un mese non si è visto nessuno operare con i trattamenti, ne sono testimoni anche coloro che vendono il prodotto. Tutti ne parlavano ma nessuno interveniva. Dunque qualcosa non va.
Dia ordine ai suoi giardinieri di trascurare le mansioni ordinarie di giardinaggio, ne possiamo fare a meno un po', e piuttosto dica di monitorare e censire le palme infette.
Inoltre incontriamo i tecnici che magari hanno nel cassetto suluzioni innovative e strumentali che nessuno, neppure Lei, conosce…
Le chiacchiere lasciamole nel cassetto: qui è a rischio il futuro turistico della nostra riviera e le palme, ora come nei prossimi anni, bisogna curarle, no di certo spostarle, che daremmo loro il colpo di grazia. Se lo ricordi.
Umberto Scartozzi -AOT Grottammare
Rispondo al primo commento, affermando che l’infestazione del punteruolo rosso è proprio arrivata dal settore privato. Questo è garantito!
Questo tipo di problema è stato assolutamente sottovalutato dai commercianti quando invece sarebbe bastato informarsi, visto che nel Sud d’Italia il punteruolo rosso è noto dal 2004.
Nel nostro caso, il Comune si è mosso alle prime avvisaglie ed ha attivato questa procedura, cioè il metodo MPS, ovvero, metodo potatura sferica unita all’ uso di prodotti chimici e/o biologici, a partire dal 2008, grazie alla segnalazione di un cittadino che ci ha fatto presente la situazione di Terracina, dove era in essere una sperimentazione con questo sistema.
In merito al secondo commento, vorrei far notare a Umberto Scartozzi che per quanto riguarda le chiacchiere è rimasto solo lui a farle. A meno che lui intenda per “chiacchiere” l’iniziativa di rendere chiaro il percorso che stiamo affrontando, i risultati raggiunti e, in generale, lo stato dell’arte di un programma che vede coinvolti vari enti e istituzioni.
Vale la pena di ricordare, che siamo l’unica realtà italiana che sta contrastando questo problema con un progetto integrato e tutti dovremmo fare squadra insieme all’ASSAM- il Servizio fitosanitario regionale – per contribuire, ognuno come può, alla soluzione di questo problema vista l’attuale e discreta efficacia di questi sforzi.
Con il suo intervento, invece, Umberto Scartozzi sembra voler ancora una volta girare attorno al problema. Perché non ci fa sapere come ha gestito l’infestazione delle sue palme, dal momento che non ha concesso ai tecnici di effettuare il sopralluogo nella sua proprietà nella primavera del 2008? Sarebbe interessante sapere che metodo ha applicato, che prodotti ha utilizzato. Dal momento che siamo in fase di sperimentazione, Scartozzi potrebbe dare un contributo utile a tutta la Riviera delle Palme – e non solo, anche al resto d’Italia – invece che diffondere, appunto, solo chiacchiere.
Marcello Capriotti
Se le polemiche servono a fare pressione ed essere più attenti e tempestivi negli interventi, ben vengano.
Se servono solo a farsi pubblicità, se ne può fare a meno.
Rispondo a Marcello Capriotti, assessore al Comune di Grottammare.
Glisso intanto sulle sue osservazioni "ad personam" perchè false e tendenziose, tipiche di chi cerca la polemica pretestuosa. Ma, visto che mi cita e quando vorrà, La istruirò sulle mie conoscenze al riguardo della lotta al punteruolo rosso…che mi auguro corrispondano a quelle che Lei ha, perchè altrimenti sarebbe preoccupante.
Detto questo, visto che il mio commento non è stato ben interpretato, Le chiarisco alcuni punti.
Le 'chiacchiere' che Lei mi attribuisce sono quelle di aver detto che 'indire una conferenza stampa da parte del Comune dicendo le stesse cose di un anno fa' è sinceramente fuori luogo: se vuole Le cito l'articolo di un anno fa che è una falsariga di quello che avete detto pochi giorni fa alla stampa.
Con la differenza però, che rispetto ad un anno fa, il problema si è notevolmente aggravato, il che dovrebbe indurre voi amministratori (ed anche noi cittadini) ad acquisire maggiore consapevolezza della gravità del problema. E non è certo questo il momento di fare alcun bilancio, perchè i bilanci, se permette, si fanno a problema risolto…altrimenti diamo un messaggio distorto della realtà della situazione.
Ripeto: è necessaria un'opera di informazione più capillare sul territorio, con seminari, convegni aperti a TUTTI, spiegando ai cittadini, agli operatori turistici di tutta la Riviera, agli operatori del verde, i risultati ottenuti dalle ultime sperimentazioni e le nuove metodiche di lotta.
Ricordo a Capriotti (e a chi per Lui) che l'ultimo seminario tecnico sul problema (molto interessante) è stato organizzato da un privato, dal Dott. Piunti della Ditta PBE e risale a quasi 2 anni fa. Un po' troppo…da quello abbiamo attinto tante preziose informazioni.
Così come bisogna intensificare le azioni ed il monitoraggio. I fatti parlano chiaro: si sono viste molte palme anche pubbliche, da fine estate a pochi giorni fa, lasciate a Grottammare SENZA CURA, lasciate lì con tutti i rami abbassati. Così come è scandaloso che la procedura per rilasciare dal Comune le autorizzazioni a procedere al trattamento di una palma richieda 2 mesi di tempi burocratici. Questi sono i fatti: ma come vedo, Lei (o chi perLei) non risponde su questi.
Umberto Scartozzi – A.O.T. Grottammare
io approfitto per fare i complimenti all'assam dato che sembra siamo l'unico posto in Italia dove si cerca di salvare le palme.
Una delle due mie due palme è stata da loro trattata circa 6 mesi fa' ed ora sembra essersi perfettamente ripresa.
Al Governatore SPACCA, dopo due mesi di attesa per avere la sua Amicizia su FACEBOOK, ho chiesto di mettere mano urgentemente,come Regione, a questa epidemia.
Mi ha risposto : ho dato incarico all'ASSAM di seguire il problema.
Risposta di Vesperini …: speriamo che rispondano, oggi è gia troppo tardi.
Sinora si legge da più parti che è praticamente impossibile contrastare l’avanzamento implacabile del punteruolo rosso, ed è quasi impossibile eseguire trattamenti fitosanitari efficaci in ambienti urbani e anche quando questi vengono usati, non si ottiene un risultato efficace e al momento pare non si trovano altre soluzioni valide.
Noi proponiamo dopo due anni di ricerche e sperimentazioni, un nuovo e già collaudato sistema brevettato per debellare totalmente il Punteruolo rosso delle palme, il nostro obiettivo è di distruggere il maggior numero possibile di questi insetti nocivi e salvare le palme, cercando per prima cosa di rispettare l’ambiente.
Con l’impiego della macchina a microonde ECOPALM ring, la quale non fa uso di prodotti chimici inquinanti , nocivi alla salute e all’ambiente, ma utilizza energia ad altissima frequenza che penetra nella palma infestata dal coleottero e va ad interagire a livello molecolare maggiormente con questi insetti in qualunque stadio essi siano (uova, larve, pupe e adulti) distruggendoli istantaneamente per ipertermia, lasciando inalterato l’apparato vegetale della palma.
ECOPALM ring è: veloce, pulito, sicuro, non inquina e non lascia residui di alcun genere è una macchina che va installata su un qualunque braccio gru, e va ad abbracciare il capitello infestato debellando tutti gli insetti nocivi in circa 30 minuti.
Noi il punteruolo rosso lo stiamo distruggendo in qualunque stadio esso sia, con la macchina a microonde ECOPALM che già da oltre un anno ha trattato alcune palme (fortemente attaccate dal punteruolo rosso) con una sperimentazione fatta con la Regione Lazio e la Regione Campania. In queste palme è stata debellata l’infestazione, non hanno perso più nessuna foglia e hanno ripreso a far spuntare con vigore la nuova germogliazione. Il Punteruolo Rosso lo si può combattere ecologicamente con le microonde.
Per ulteriori informazioni: http://www.ecopalm.it
Da approfondire l'uso questo strumento ECOPALM… Fosse davvero la volta buona?