“L’Ambito”: voci e corpi fuori dal perimetro
Istantanea de "L'ambito"
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LA RECENSIONE La compagnia di teatro-danza Atacama ha portato sul palcoscenico del Concordia, per la rassegna Teatri Invisibili, la rappresentazione sperimentale dell’io che evade i confini del proprio essere, incontrando lo spazio dell’altro
dal settimanale Riviera Oggi numero 792
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Paura di esplorare luoghi sconosciuti, di sondarne i confini fisici e mentali. Luoghi estranei all’Io, rifugiato in modo statico all’interno del proprio perimetro esistenziale.
Tra parole e movimento in un’atmosfera surreale, martedì 15 settembre i due danz-attori Patrizia Cavola e Ivan Truol hanno interpretato, con lo spettacolo di teatro e danza “L’Ambito”, l’essere umano nella sua scoperta del confine dell’individualità e nel superamento di quel muro invisibile che ci separa dall’altro.
Tratto dall’opera del drammaturgo cileno Oscar Stuardo, racconta l’incontro dei due protagonisti, Jam e Jim, simbolo dell’uomo senza genere o ruolo sociale, la cui unica realtà è l’appartenenza “all’ambito”, che oltrepassano nel momento in cui si toccano e lasciano che i propri confini si compenetrino fino a divenire un luogo unico. Un dialogo intessuto di parole ermetiche, slanci emotivi che sembrano una sperimentazione del proprio valore intimo e di gestualità evocativa.
“Questo è il mio ambito, che succede se ti tocco? Avanziamo nel nostro ambito” il tuo e il mio…”
L’incontro con l’altro è la scoperta timorosa di un mondo diverso. Sullo sfondo di una scenografia nuda e priva di colore, i corpi dei due attori hanno mimato l’intreccio di due realtà che cercano di avanzare all’unisono, esplorando un territorio che ora guardano con gli stessi occhi. Una conquista minacciata da presenze estranee, facce senza identità proiettate sul fondo nero del loro “luogo”: intrusi che mettono a repentaglio l’equilibrio precario delle debolezze umane, rappresentate con eleganza e delicata armonia dai due protagonisti.
Uno spettacolo di grande valore artistico per la Compagnia Atacama e il loro originale codice linguistico-espressivo. Una conferma dell’eccezionalità dei Teatri Invisibili, una realtà locale purtroppo ancora troppo sconosciuta o ignorata dalla cittadinanza, presente in numero esiguo nella platea del Concordia.
