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Appartenenza o merito? La burocrazia sambenedettese secondo Roberto Conti

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L’ex dirigente del Comune ha scritto un libro che verrà presentato oggi, venerdì 4 settembre, allo chalet “Club 23″: «Conviene appartenere ad un gruppo, un partito, un potente, per emergere?»

di: Pier Paolo Flammini 4 settembre 2009 @12:11

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa succede per un funzionario pubblico nel corso della sua carriera? Deve prendere la tessera di un partito, deve coprire la sua scrivanie di scartoffie come accadeva all’Alberto Sordi nel film “Un borghese piccolo piccolo”, deve adulare i politici di turno, o può camminare a testa alta fiero del proprio lavoro?
Quesiti che forse il libro di Roberto Conti, “Appartenenza e merito”, consentiranno di capire meglio. Conti è stato per anni dirigente del Comune di San Benedetto del Tronto, e presenterà il suo libro venerdì 4 settembre alle ore 18 allo chalet “Club 23” di San Benedetto. L’incontro è un appendice a “Scrittori sotto Le Stelle“, organizzati dalla Confesercenti e dalla Libreria La Bibliofila. Presenterà l’evento l’ex Preside Tito Pasqualetti.
Nel testo di presentazione del libro, si legge: “Conviene appartenere ad un gruppo, un partito, un potente, per emergere? E’  meglio coltivare le proprie capacità per avere riscontri positivi nella professione, nell’attività lavorativa? Altra domanda: in particolare nella pubblica amministrazione cosa succede? Che risposte possono avere le due ipotesi?
Il libro affronta l’argomento raccontando episodi a volte ridicoli, a volte inverosimili, ma, purtroppo, sempre e del tutto veri. Per dare conferma a quanto sosteneva Ennio Flaiano ,” la situazione è grave ma non è seria.”
Si potrebbe aggiungere la riflessione, a fronte di tanta arroganza di certi amministratori pubblici, se è proprio impossibile coniugare etica e politica.
Oltre un secolo fa , fra gli altri, la pensavano così Alexis de Tocqueville e Alessandro Manzoni…ma si sa certa gente è un po’ strana e sicuramente qualunquista
”.

Conti forse sarà in grado di svelare le debolezze del sistema amministrativo e politico sambenedettese e non solo. Sarà interessante chiedergli come, durante il suo lavoro, ha deciso di comportarsi quando ha verificato situazioni anomale.

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I vostri commenti all’articolo (4)

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  1. Emidio Girolami scrive:

    Per giudicare un libro si possono scegliere diversi parametri, alcuni positivi altri negativi. Il libro di Roberto Conti spiazza, come un rigore battuto da Totti a cucchiaio.
    Mi aspettavo una sarabanda di nomi, fatti, circostanze, date e tutto quello che serve per smascherare la GRANDE TRUFFA, invece è un volo leggero, pacato come l'autore.
    Conti cita le categorie, ossia l'amministratore, i dirigenti, i sindacalisti e i consulenti e come se parlasse a personaggi in un interno kafkiano. c'è il distacco di chi ha visto troppo e la lucidità di chi non vuol farsi coinvolgere emotivamente, nessuna vendetta, ma bensi un TU SAI CHE IO SO'.
    Il comune di SBT è un SUSSURRI e GRIDA del grande svedese, la metastasi di una città sul viale del tramonto e trame da notte dei lunghi coltelli……
    In questi tempi, belli o brutti, lascio a voi la scelta, le cifre dell saccheggio sono l'unica certezza 582.310….
    La certezza dello scempio, del malfuzionamento per il nostro autore ha inizio in un settembre del secolo scorso, i mali di oggi sono figli di avi oramai lontani.
    Io so (pasoliniano) che molte cose nel posto di lavoro più grande della città, IL MUNICIPIO, circa 400 essere umani, qualcosa non va', umanamente c'è del fuoco sotto la cenere e in se' niente di male. ma se occorre un esercito di funzionari, e dip com per far funzionare la burocrazia in una città di 50.000 anime, con una presenza sempre più invadente dell'informatica, la macchina dovrebbe essere sembre ben oleata e scattante, invece mi dicono che non sia così.
    Non sono in grado di aggiungere niente all'infinita letteratura sia scientifica che di denuncia sulla mala burocrazia, ma almeno CONTI ha gettato un sasso (un classico) nello stagno.
    Lamentarsi, sono portato al lamento, ma un modello improprio di funzionario che a mi ha affascinato è tratto da un racconto di Stifter, sceneggiato da OIlmi e diretto da Zuccaro che racconta di questo agrimensore che viene mandato in una landa sperduta della Boemia. ai tempi di Cecco Peppe, ma dobbiamo scollinare due secoli….

  2. roar scrive:

    Potere
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    Citazioni sul potere.

    * Alleandosi a un potere politico, la religione aumenta il suo potere su alcuni uomini, ma perde la speranza di regnare su tutti. (Alexis de Tocqueville)
    * C'è chi può e chi non può: io può. (attribuita a Angelo Massimino)
    * Chi detiene un potere appena conquistato è sempre inesorabile. (Eschilo)
    * Concupiscenza, successo e potere sono le tre grandi passioni su cui Satana insiste. (Gabriele Amorth)
    * Ho fatto questo mio mestiere proprio come una missione religiosa, se vuoi, non cedendo a trappole facili. La più facile, te ne volevo parlare da tempo, è il Potere. Perché il potere corrompe, il potere ti fagocita, il potere ti tira dentro di sé! Capisci? Se ti metti accanto a un candidato alla presidenza in una campagna elettorale, se vai a cena con lui e parli con lui diventi un suo scagnozzo, no? Un suo operatore. Non mi è mai piaciuto. Il mio istinto è sempre stato di starne lontano. Proprio starne lontano, mentre oggi vedo tanti giovani che godono, che fioriscono all'idea di essere vicini al Potere, di dare del "tu" al Potere, di andarci a letto col Potere, di andarci a cena col Potere, per trarne lustro, gloria, informazioni magari. Io questo non lo ho mai fatto. Lo puoi chiamare anche una forma di moralità. Ho sempre avuto questo senso di orgoglio che io al potere gli stavo di faccia, lo guardavo, e lo mandavo a fanculo. Aprivo la porta, ci mettevo il piede, entravo dentro, ma quando ero nella sua stanza, invece di compiacerlo controllavo che cosa non andava, facevo le domande. Questo è il giornalismo. (Tiziano Terzani)
    * Il dovere fondamentale del potere è la sollecitudine per il bene comune della società: da qui derivano i suoi fondamentali diritti. (Papa Giovanni Paolo II)
    * Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente. (Montesquieu)
    * Il potere è l'afrodisiaco supremo. (Henry Kissinger)
    * Il potere non prova la propria forza a sé stesso che collo strano abuso d'incoronare con le palme della vittoria qualche assurdità, insultando il genio, sola forza che il potere assoluto non possa toccare. La promozione del cavallo di Caligola, questa farsa imperiale ha avuto e avrà sempre un gran numero di rappresentazioni. (Honoré de Balzac)
    * Il potere non sazia, anzi è come la droga e richiede sempre dosi maggiori. (Luciano De Crescenzo)
    * Il potere logora chi non ce l'ha. (Giulio Andreotti)
    * Il potere reale è come un grande albero frondoso; se gli spunti la cima o gli tagli i rami più grossi, e gli lasci stare gli altri rami e la radice, crescerà ancora e riprenderà nuova forza. (Gerrard Winstanley)
    * Il potere ubriaca, ed i migliori, investiti di autorità, diventano pessimi. (Carlo Cafiero)
    * Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza. (Oriana Fallaci)
    * In realtà non c'è nessuna storia dell'umanità, c'è soltanto un numero illimitato di storie, che riguardano tutti i possibili aspetti della vita umana. E uno di questi è il potere politico. (Karl Popper)
    * La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini. (Leonardo Sciascia)
    * La stabilità è l'obiettivo naturale per ogni espressione di potere politico ed è una finalità indispensabile per una nazione che ha conosciuto cinquanta anni fa le conseguenze nefaste di un periodo di estrema debolezza governativa, crisaiola e poco concludente. (Giulio Andreotti)
    * La storia della politica del potere non è nient'altro che la storia del crimine nazionale e internazionale e dell'assassinio di massa. (Karl Popper)
    * La tentazione del potere è la più diabolica che possa essere tesa all'uomo, se Satana osò proporla perfino a Cristo. Con Lui non ci riuscì, ma riesce con i suoi vicari. (Ignazio Silone)
    * Nessuno è adatto ad essere investito del potere. (Charles Percy Snow)
    * Non conosco nulla di sublime che non sia una variante del potere. (Edmund Burke)
    * Ogni potere è debole, a meno che non sia unito. (Jean de La Fontaine)

  3. Luigi Pulcini scrive:

    «E’ meglio coltivare le proprie capacità per avere riscontri positivi nella professione, nell’attività lavorativa?»
    La domanda sembrerebbe avere risvolti retorici, ma la risposta non è poi così scontata.
    Ci sono posti in cui le capacità, alla fine, emergono, in barba alle alleanze, alle amicizie, alle affiliazioni, ai nepotismi.
    Ce ne sono altri, invece, in cui si mette in deroga la ricerca di qualità pur di accontentare, assecondare, compiacere, barattare.
    Ahimé l'Italia si sta sempre più svuotando dei primi e riempiendo degli altri.
    E non mi sembra che la nostra cara città sia votata a distinguersi.

  4. Roberto sa',ma non vuol farsi coinvolgere ,vista la sua lucidita' ,in conflitti e complotti, Roberto sa' e lo ha fatto sapere, lo ha fatto sapere nel momento in cui ha chiuso la sua porta da Dirigente.
    Un Segretario Generale ,mancato, una lucida mente accantonata ma non persa.
    Un ulteriore merito va dato alla sua persona per disponibilita' e servizio nell'ascoltare e consigliare.

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