Oggi in Italia, Società

Feltri, Boffo, le patacche e gli “attenzionati”

Una straordinaria (nel male più che nel bene) pagina di giornalismo: una lettera anonima viene spacciata per la trascrizione “di un documento del casellario giudiziario, cioè pubblico”.

di: 1 settembre 2009 @18:41

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ difficile raccapezzarsi nel ciclone che negli ultimi giorni, partendo da Il Giornale di Vittorio Feltri-Ronaldinho, ha investito il direttore del quotidiano dei vescovi, L’Avvenire, Dino Boffo, che a confronto con il fuoriclasse della bottega di Paolo Berlusconi sembra avere piuttosto il passo cadenzato di un Andrea Pirlo.
Lo ammetto: non appena la notizia è saltata fuori, ho pensato che, comunque la si potesse interpretare (ovvero anche come una forma, diretta o indiretta, di vendetta berlusconiana) fosse un gran gol di Feltri: di quelli in cui, mentre tutte le altre squadre la spuntano con una deviazione di stinco o un rimpallo fortuito, lui, l’asso del giornalismo del centrodestra, prendeva palla a centrocampo e scartava tutti, per poi depositare la palla in rete.
Ma dopo alcuni giorni le nebbie iniziano a diradarsi e la verità, seppure dovesse successivamente emergere in maniera integrale, risulta diversa rispetto alla paventata prodezza d’apertura. Il replay illustra delle scorrettezze che non possono essere taciute, neppure da un giornale di provincia (ma non provinciale).
Scriveva ilgiornale.it il 29 agosto, il giorno successivo lo “scoop” feltriano, in risposta alla reazione di Boffo: «Nessun killeraggio ma solo la trascrizione “di un documento del casellario giudiziario, cioè pubblico”». Faceva riferimento ad un articolo, pubblicato il giorno precedente da Gabriele Villa sempre per il quotidiano di Berlusconi (Paolo), in cui si scriveva «visto che le prove in nostro possesso sono chiare, solide e inequivocabili, abbiamo deciso di divulgare la notizia». Scriveva sempre Il Giornale: «Dino Boffo, alla guida del giornale dei vescovi e impegnato nell’accesa campagna di stampa contro i peccati del premier, intimidiva la moglie dell’uomo con il quale aveva una relazione».
Un piatto indubbiamente succulento: il direttore di un giornale cattolico è omosessuale (ma dagli atti dell’indagine questo non è emerso, come scrive La Stampa), ha commesso reati contro la moglie di un suo compagno, fustiga Berlusconi-Pelè (pur senza eccedere). Ho pensato: bravo Feltri-Dinho. Ho nutrito sempre simpatia per i giornalisti che seguono percorsi originali: la prima pagina di Libero, negli ultimi anni, si distingueva in edicola rispetto ai titoli fotocopia e spesso stantii rispetto ai telegiornali della sera di quasi tutti gli altri quotidiani.
Ma emergono, ora, verità inquietanti. Con manovre di retromarcia ancora goffe ma chiare nella direzione: «Noi abbiamo i documenti, se Boffo ha un’altra verità, la dimostri» ha detto poi Feltri. Mi ero chiesto: ma cosa c’è da dimostrare? Se Villa faceva capire di copiare e incollare un documento ufficiale del Tribunale di Terni come nel seguente virgolettato, cosa c’era ancora da rimuginare? «Atteniamoci rigorosamente ai fatti, così come riportati nell’informativa: “Il Boffo – si legge – è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela”».
Dunque, come era possibile per Boffo dimostrare che quel che Feltri aveva scritto, non era verità, se questa era stata presa da una sentenza definitiva e quindi non smentibile? Qui sta la pagina buia di questi giorni: quell’«atteniamoci rigorosamente ai fatti», quel «documento chiuso nei nostri cassetti», altro si parla che di una lettera anonima inviata qualche tempo fa a tutti i vescovi italiani e forse anche a diversi direttori di giornali. Cosa ha combinato Feltri: ha ambiguamente spacciato un documento anonimo e quindi inattendibile (li ricevono tutte le redazioni, anche in Provincia) in una “informativa del Tribunale di Terni”.
Giuseppe D’Avanzo, su Repubblica, fa notare che «c’è stata finora una regola accettata e condivisa nel pur rissoso giornalismo del nostro Paese diviso: spara duro, se vuoi, ma è legittimo farlo soltanto con notizie attendibili e fondate, confermate da testimonianze o documenti che reggano una verifica, pena il discredito pubblico, la squalifica di ogni reputazione professionale». Il sempre ottimo Marco Travaglio (che però forse corre troppo nell’accusare Boffo sulla base di informazioni anonime) ha posto l’attenzione sull’editoriale di Feltri, in cui si scrive «mai quanto nel presente periodo si sono visti in azione tanti moralisti, molti dei quali, per non dire quasi tutti, sono sprovvisti di titoli idonei. Ed è venuto il momento di smascherarli (…) Cominciamo da Dino Boffo, 57 anni». Ritengo sia giusto smascherare un finto moralista – lo sono anche i furfanti che rubacchiano o mentono fingendosi senza macchia – altrimenti il giornalismo a cosa servirebbe? Ritengo altrettanto grave che per rinforzare la vericidità di una vicenda di condanna penale pur lieve si spacci (inizialmente) una lettera anonima in un documento del Tribunale, e, attraverso quel “cominciamo”, e quello “smascherarli”, si preannuncino implicitamente azioni simili verso tutti coloro che hanno mosso accuse al proprietario del quotidiano diretto da Feltri.
Ad ogni modo, i comportamenti probi o scandalosi, sessuali o meno, di un Boffo, di un Feltri, di un Travaglio o di un qualsiasi altro personaggio pubblico dovrebbero, se diffusi, rafforzarci nell’idea di chiedere correttezza da parte di tutti, e non invece propendere per una assoluzione generalizzata. Chissà se Feltri è della nostra stessa idea.

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Commenti recenti

I vostri commenti all’articolo (38)

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  1. Da tutta questa lettera e lettura , BOFFO è omosessuale o no???. Questo è il dilemma,
    Pier Paolo chiarisci grazie.

  2. Gundam scrive:

    Pier Paolo,
    non sei stato molto obiettivo in questo articolo.
    Feltri ha fatto riferimento a 2 documenti, poi pubblicati dal Corriere.it.
    Da chi li ha avuti il corriere?
    Li ha avuti da qualche vescovo, perché quei documenti erano stati inviati a tutti i membri della CEI 3 mesi fa.
    Anzi, nello stesso articolo in cui il Corriere pubblica i documenti, afferma sicuro che tutti i vescovi hanno cestinato quei fogli. Wow, che controllo dettagliato!
    I documenti sono 2. Uno è il certificato penale del casellario giudiziario, in cui si parla del patteggiamento di Boffo. L'altro è una lettera inviata a "Sua Eccellenza". La seconda "potrebbe" essere falsa, ma il certificato assolutamente no.
    Ora,
    chi ha accesso a tutti gli indirizzi dei vescovi in Italia se non qualcuno della CEI?
    Per quanto mi riguarda il tutto era nato all'interno dei vescovi. Poi, i documenti sono arrivati anche a Feltri, che ne ha fatto il giusto utilizzo.
    Inoltre, per chi frequenta i Blog liberi sulla rete, quella vicenda era già nota da anni.
    Vedrete che Boffo si dimetterà, così i vescovi avranno raggiunto il loro obiettivo, ma potranno incolpare Feltri.

  3. evil monkey scrive:

    “Quando la politica si trasforma e si svilisce scadendo nel gossip , quando gli addetti all’informazione si rassegnano a pescare sui fondali del pettegolezzo spacciando per notizie le attività più intime degli uomini e delle donne, fatalmente la vita pubblica peggiora e riserva sorprese cattive. E se il livello della polemica è basso, prima o poi anche chi era abituato a volare alto , o almeno si sforzava di non perdere quota, è destinato a planare per rispondere agli avversari.”. V. Feltri
    Vorrei sapere chi sono gli AVVERSARI di un giornalista, un altro direttore di testata che patteggia 6 mesi per molestie? E perchè mai sarebbe un suo avversario? Solo per aver detto tre parole (più sobrietà cavaliere) dopo anni di silenzio? Tre parole neanche riferite a lui ma ad un uomo politico e lo stesso Feltri ci ha ricordato pochi giorni fa quando si è insediato al ”Il giornale” di non essere il cortigiano di nessuno.
    Forse piu che avversario il buon Feltri avrebbe dovuto usare un altro vocabolo riferendosi a Boffo.

  4. Giovanni Marucci scrive:

    Ma come si fa a leggere o ascoltare Feltri?
    Ricordo che Feltri, al "Costanzo-show", di poco pre-tangentopoli, fu messo a tacere dall'allora ministro della sanità "De Lorenzo" in un confronto "uno a uno".
    Feltri fu messo a tacere perché non aveva argomenti e quei pochi (ritenuti tali) furono puntualmente controbattuti dall'allora ministro (travolto poi da tangentopoli) che aveva con se una discreta pila di documenti.
    Ci mancò poco che il pubblico si producesse in una standing ovation a De Lorenzo.
    Questo non per dare merito all'allora ministro, ma per evidenziare ulteriormente "l'autorevolezza" del Feltri.

  5. Gundam scrive:

    Feltri è un non credente che considera gli uomini di chiesa senza canali preferenziali per l’aldilà. Ritiene, quindi, che non abbiano alcun accesso privilegiato alla verità, né doti morali per poter giudicare nessuno.
    Il Berlusca è chiaramente una persona che non può permettersi di fare la morale a nessuno: non può permettersi di dire quello che ha detto sul caso Eluana, ma in quel periodo, Avvenire lo applaudiva.
    Il rimprovero arriva da un direttore che non ha rispettato gli insegnamenti del suo superiore. Feltri lo sapeva, e ha tirato fuori i fatti.
    E’ forse un delitto? No! Per me QUESTO E’ GIORNALISMO!
    Per Feltri, Boffo è un avversario in quanto esponente di un’ideologia che non gli appartiene, direttore di un quotidiano concorrente, e non solo per la tirata di orecchie che Boffo ha fatto al Berlusca.

    IL DIRETTORE NON CAPISCE
    “Quotidiano concorrente”, scrive Gundam. A me sembra un’assurdità, ma se Gundam volesse spiegarci il significato gliene saremo grati.

  6. Pier Paolo Flammini scrive:

    @ vesperini: non sono io che devo chiarire se Boffo è omosessuale o meno! La cosa di per sé non avrebbe alcun interesse se Boffo non fosse il direttore di un giornale cattolico, con tutte le contraddizioni del caso.
    @ Gundam: Feltri ha fatto bene a pubblicare il primo documento, da cui però si capisce ben poco. Sul secondo documento, questo è stato spacciato per un testo ufficiale del Tribunale di Terni. Io questo avevo capito dalla prima lettura. Scusa ma il fatto mi sembra grave: le lettera anonime sono impubblicabili così come si ricevono, perché possono contenere le diffamazioni più gravi. Se Feltri l'avesse pubblicata spiegando che di lettera anonima si trattava, e che era stata inviata ai vescovi, allora sarebbe stato diverso. Ma sul primo numero c'è scritto ben altro. Non si può fare giornalismo a certi livelli mascherando una lettera anonima per un documento ufficiale di una indagine, facendo capire che Boffo ha molestato la moglie di un suo compagno omosessuale quando dagli atti del Tribunale (leggi La Stampa) nulla di questo trapela. Non si può fare giornalismo se la seconda "potrebbe essere falsa", come tu scrivi. Ho riportato quanto scritto dal Giornale nell'articolo e si dice: "Trascrizione di un documento giudiziario". Non è così e questo non può essere taciuto. Io non mi permetterei mai di scrivere che Tizio è omosessuale oppure che ha una relazione adultera con la quale garantisce favoritismi alla velina di turno se mi arriva una lettera anonima, spacciandola per documento ufficiale, per poi scrivere, il giorno dopo: "Se le cose stanno diversamente, che le dimostrino". Perderei la causa di diffamazione.
    Quando a Boffo, è ovvio che prima o poi dovrà dimettersi. Ma sinceramente sono stanco di parlare del dito e non guardare la luna.

  7. capricc scrive:

    Egr. Flammini,
    mi sembra che quello che Feltri dice, viene confermato da quanto messo a disposizione dal Tribunale di Terni o no. Quindi il Boffo prima di sparlare di altre persone poteva pensarci un attimo o si può sparlare solo di Berlusconi?

  8. sfrinca scrive:

    Prima di parlare di patacche e continuare a parlare di patacche (con grande ipocrisia) leggetevi il documento del Tribunale di Terni che ha ieri rilasciato copie del decreto di condanna a firma del dott.Pierluigi Panariello e reso pubblico dallo stesso Tribunale. Basta ipocrisia,basta parlare di patacche e girare intorno al nocciolo della questione cercando appigli su una parete di vetro! Basta con chi predica bene e razzola male,basta con i moralizzatori a giorni alterni e sempre quando fa comodo a loro!

  9. galie scrive:

    Bravo Flammini! Così si fa giornalismo: mettendo a confronto le fonti e smascherando i disonesti. Cosa che ormai non fa più quasi nessuno. La domanda di Vesperini è sintomatica del livello omofobico, della incultura da guardiola imperanti in Italia, e della contemplazione del dito invece della luna.
    Una cosa è interessante, invece, di quello che scrive gundam: che Feltri “HA FATTO IL GIUSTO UTILIZZO” dei documenti in suo possesso.
    Dirlo a caldo (quando le notizie ancora non erano chiare) è un conto; confermarlo a freddo, dopo che è stato ormai acclarato che il documento diffamatorio era anonimo significa accettare questo modo di fare giornalismo, “di stampo mafioso”, come ha detto giustamente il Vescovo di Mazara del Vallo. Apro una parentesi: sebbene io sia un anticlericale doc e molto critico nei confronti dell’Istituzione Chiesa (assai meno nei confronti dei cattolici onesti che “cercano” una via, insieme agli atei pensanti – parole di Kirkegaard, padre Turoldo e Cardinal Martini), non ho problemi a condividere l’opinione di un “avversario” se la reputo giusta e non mi fa velo il rifiuto aprioristico delle loro idee, come fa spesso gundam, che dove vede un prete vede sempre qualcosa di riprovevole o sbagliato. E prima che mi si rivolga l’accusa di utilizzare le parole della Chiesa solo quando queste fanno comodo, ribadisco che reputo negativamente SEMPRE qualsiasi tentativo del Vaticano di condizionare la vita politica italiana e anche in questo caso la Chiesa è più preoccupata di non guastare i rapporti con un governo clericale (che di favori ne fa tanti) piuttosto che di dire una parola forte contro chi fa strame di qualsiasi etica e morale.
    Tornando all’argomento, lui reputa Feltri un grande giornalista. Io, da sempre, lo reputo uno “squadrista” della carta stampata con quei titoli (e i susseguenti articoli) che sono sempre mirati ad un obiettivo politico da raggiungere e spesso caratterizzati dal dileggio di una persona o categoria. Il caso Boffo è esemplare. Fra l’altro, giustamente conclude Flamini (ed è un concetto espresso anche da Serra oggi nella sua amaca) “i comportamenti probi o scandalosi, sessuali o meno, di un Boffo, di un Feltri, di un Travaglio o di un qualsiasi altro personaggio pubblico dovrebbero, se diffusi, rafforzarci nell’idea di chiedere correttezza da parte di tutti, e non invece farci propendere per una assoluzione generalizzata”. Verissimo e saggissimo. La Destra attuale (che di Destra – liberale e democratica – , in realtà non ha nulla) e il suo Capo propendono sempre per la seconda ipotesi. Ebbene si, mi circondo di donne, mi diverto, agli italiani piaccio così. Cos’è che non vi va? Questo il concetto ribadito dal Primo Ministro un mese fa. Concludo: quando leggo un quotidiano, voglio avere le notizie del mondo e dell’Italia, corredate da opinioni (che posso condividere o meno), anche le più estreme. Mi fa ribrezzo un gazzettino impegnato in sporchi lavori di macelleria (con titoli a nove colonne), con l’unico e malcelato obiettivo di manganellare per conto del Padrone (che naturalmente, dice di non entrarci nulla). Le notizie? Mah, qualcosa relegato nelle pagine interne.

  10. Emidio Girolami scrive:

    Per PPF, passa su DAGOSPIA. forse ci sono meno notizie telecomandate…..

  11. evil monkey scrive:

    Quindi Gundam nel nome della concorrenza tra quotidiani dovremmo ogni giorno leggere di attacchi fra i vari giornalisti sul piano personale solo per vendere piu copie rispetto al giornale avversario ??
    Se anche fosse un avversario in senso ideologico lo attaccherei sul piano delle idee, non andando a cercare gli scheletri negli armadi.
    Perche il virtuoso Feltri non ha usato tanta morale con il suo collaboratore R.Farina, espulso anche dall'ordine dei giornalisti ma che continua a scrivere per Libero ??

  12. Massimo Falcioni scrive:

    Dei presunti "servizietti" della Carfagna al Premier è lecito parlare, nonostante non esistano materialmente intercettazioni che provino l'accusa, mentre un decreto del tribunale di Terni firmato dal dott. Panariello viene fatto passare agli occhi della gente come "patacca".

    Cerchero' di essere sintetico: Se uno è gay, lo rispetto. Se uno è gay e dirige "L'avvenire" ne sono stra-felice. Ma se uno è gay, dirige "L'avvenire" e su questo quotidiano pontifica sulla famiglia tradizionale, condannando le leggi sulle unioni civili omo e boccia di fatto la legge sui Dico promossa da Bindi e Pollastrini, un pò, se permettete, mi girano.
    Il mio pensiero in questione è dunque "di sinistra", ma paradossalmente la stessa sinistra e le comunita' gay lo bocciano. Il motivo? Come sempre lui: Silvio Berlusconi. L'antiberlusconismo impedisce un'analisi obiettiva su qualsivoglia argomento ed anche in questa occasione, il suo coinvolgimento, ha fatto sì che ci si schierasse a priori dalla parte opposta.

    "Boffo è gay?" chiedeva Vesperini. Il direttore non ha smentito e pare che di questa storia, la stampa fosse a conoscenza da almeno 5 anni. Lo afferma Adinolfi del Pd, il quale pubblicò la "patacca" (come la denominano loro) sul suo blog nel 2005.
    A Feltri dunque, non contesto il fatto di aver pubblicato un atto pubblico (perche' di cio' si tratta) bensì di aver usato lo stesso solamente ora, per difendere il suo editore. Vuotare il sacco nel 2007, nel bel mezzo del Family Day, a mio avviso sarebbe stato meglio. Sai quante risate. Amare.

    PS: Vorrei infine aggiungere che chi non ha nulla da temere NON dovrebbe ipotizzare alcuna dimissione.

  13. Pier Paolo Flammini scrive:

    @ Gundam: non capisco come si possa parlare di avversario solo perché “ha una ideologia che non gli appartiene”. Mi sembrerebbe grave se fosse così.
    @ Capricc: no, quello che dice Feltri viene confermato solo in parte dal Tribunale di Terni. La pena a 516 euro di ammenda è vera. Per il resto è veramente assurdo giustificare quello che ha scritto Villa, e che ho copiato e incollato: “Atteniamoci rigorosamente ai fatti, così come riportati nell’informativa…” Fatti scritti da una mano anonima. Dai documenti lasciati a disposizione dal Tribunale di Terni, inoltre, non risulta che Boffo sia omosessuale e avesse una relazione con l’uomo della ragazza. Perché Feltri ha pubblicato mezza verità, e l’altra la spacciata per tale, illudendo anche me?
    @ Sfrinca: spacciare un foglio anonimo come “informativa del Tribunale” è una emerita patacca. Questo è indiscutibile! Che c’entra questo con i falsi moralizzatori che giustamente vanno smascherati (ma non mondano da nessun reato, siamo d’accordo su questo?)? Non credevo che il mio articolo si prestasse a critiche. Ci sono molte intepretazioni importanti su questa vicenda, ma su un fatto dovremmo essere tutti d’accordo: non si possono spacciare documenti anonimi per documenti ufficiali, mai, è alla base di questo lavoro cercare di dire la verità e non menzogne sapendo di costruire menzogne: in questo caso si fa pessimo giornalismo e anziché ricercare la verità si intorbidano volutamente le acque. Restiamo uniti una volta tanto sui principi. Non scrivo per difendere Boffo (lo fa Avvenire qui http://www.avvenire.it/Cronaca/caso+montato_200909020627530670000.htm), ma per affermare questo chiaro principio. Io non faccio l’ultras di nessuna curva, mi sembra che la politica c’entri poco in certe vicende.

  14. Pier Paolo Flammini scrive:

    Caro Emidio, non ho la tv, e non la apro da una tappa del tour de france…
    Caro Massimo: dove è scritto che Boffo è gay?

  15. Gundam scrive:

    Spero tanto che
    tra i lettori ci siano altre persone di buonsenso come Massimo Falcioni.
    @direttore,
    l’Avvenire è un quotidiano che si trova in edicola, così come Il Giornale, Repubblica, La Stampa ecc… Tutti questi giornali si fanno concorrenza. Quindi l’Avvenire è un concorrente de Il Giornale. Non capisco cosa ci sia di strano.
    @evil monkey,
    per quanto mi riguarda le tue considerazioni sugli attacchi personali non meritano risposta, puzzano di doppiopesismo.

    IL DIRETTORE RISPONDE
    A Gundam che si è fatto una bella arrampicata sugli specchi per spiegarci cosa significa “giornale concorrente”. Lui sa benissimo che la parola concorrenza era riferita a linee editoriali opposte che ti permettono di sapere prima quello che ci sarà scritto su quel giornale o sull’altro. Perchè così piace a moltissimi italiani. Scrivendo che Avvenire è concorrente (in edicola) de Il Giornale perché puntano a vendere più giornali, Gundam dice una cosa non vera. Se non altro perché non esiste giornale al mondo che si regge sulle vendite o anche sulle sue collegate potenzialità pubblicitarie. La concorrenza consiste nel difendere chi una causa, chi l’altra. La vera e libera informazione è ormai un optional carissimo e… rarissimo.

  16. Massimo Falcioni scrive:

    E' ciò che viene fuori dalla sentenza del tribunale. Molestie verbali alla fidanzata (all'epoca appena ventenne) dell'uomo con cui intratteneva clandestinamente una relazione.
    Inoltre, in cinque giorni di attacchi e contrattacchi, tutto ho sentito, tranne che la smentita di Boffo a questa "illazione".

    Si parla di dimissioni. Perche' mai un direttore estraneo completamente ai fatti dovrebbe ipotizzarle? E come mai una Chiesa, totalmente schierata col suo direttore, dovrebbe avallarle?

    Ps: Berlusconi è riuscito a far diventare "clericali" coloro che fino all'altro giorno avevano spinto affinche' il Pontefice non entrasse alla Sapienza! Miracoli dell'antiberlusconismo.

  17. galie scrive:

    "L'antiberlusconismo impedisce un'analisi obiettiva su qualsivoglia argomento" scrive Massimo falcioni. Ok, io me la assumo come colpa, dandoci appuntamento fra una ventina d'anni, quando la storia giudicherà questo periodo e l'uomo che l'ha caratterizzato politicamente, eticamente e moralmente.
    Se è intellettualmente onesto, però, il Falcioni dovrebbe aggiungere anche che "il berlusconismo impedisce un'analisi obiettiva su qualsivoglia argomento" , come dimostrano i suoi interventi. In quanto alla ipotesi (non suffragata da alcun documento o fatto oggettivo) che il Direttore di Avvenire sia gay, mi dispiace notare come il livello di discussione sia così basso e omofobo da rendere impossibile qualsiasi dialogo a proposito. Inoltre, svia dalla questione principale: l'uso di un quotidiano come clava per "uccidere" persone ritenute avversari politici attraverso veline anonime (questo vale per sfrinca e capricc che superficialmente leggono nel documento del Tribunale di Terni – il patteggiamento – cose che non ci sono scritte. Sveglia! Il vostro "giornalista" squadrista Feltri ha spacciato per documento veritiero un foglietto ANONIMO).

  18. Massimo Falcioni scrive:

    Sì, anche il berlusconista annulla ogni spirito critico. Vorrei però sapere a quali miei interventi si riferisce. Io filo-berlusconiano? Ringrazio Galie per avermelo rivelato, dato che non mi ritenevo e ritengo tale. Politicamente parlando s'intende.

    L'omofobia infine, è altrove. Feltri nella sua campagna (giusta o infame che sia) contesta una condanna, non un "indirizzo sessuale". Mi creda, l'omofobia è altrove, in particolar modo tra i perbenisti, quelli che rivendicano "le amicizie gay" (li vorrei proprio conoscere e contare 'sti amici), quelli che "non hanno nulla contro" (ma poi se si ritrovano il figlio "omo" lo ripudiano), eccetera.

  19. galie scrive:

    Mi meraviglio sempre più che Massimo Falcioni sia un giornalista. Ma lo è per davvero? Allora, dovrebbe conoscere meglio la differenza fra “clericale” e cattolico”, fra ateo e credente, fra laico credente e laico non credente. Inoltre dovrebbe esimersi, per il ruolo che riveste, da battute che segnalano solo una scarsa capacità di comprensione e analisi di quanto gli altri scrivono. Se riesce a fare una discorso non da tifoso, oltre ad accettare che anche il “berlusconismo impedisce un’analisi obiettiva su qualsivoglia argomento”, dovrebbe capire che non siamo al bar dello sport e nessuna persona seria diventerebbe “clericale” (uso improprio del termine) semplicemente per portare acqua al proprio mulino ideologico. L’ho scritto per inciso in un mio precedente post – e potrei circostanziarlo meglio se lo spazio me lo permettesse -, ma il Falcioni non legge “da giornalista” e preferisce fare ps ironici di bassa categoria ed efficacia.

    IL DIRETTORE RISPONDE
    Devo precisare che Massimo Falcioni collabora con noi da alcuni mesi per cui non ha ancora il “patentino” di giornalista-pubblicista. Ciononostante potrebbe essere più bravo di altri a scrivere articoli anche se, per ovvii motivi, difetta della giusta esperienza. Il problema per il sottoscritto, però, è leggermente diverso e Galiè lo ha capito. Devo aggiungere con estrema franchezza che, leggendo i tanti suoi commenti di semplice lettore, da alcuni giorni mi sto interrogando su come comportarmi. Il mio senso di libertà vorrebbe che Falcioni potesse comunque esprimersi senza un direttore che possa frenare qualche suo impeto non proprio equilibratissimo perché in quella veste è libero di farlo. Il mio senso professionale vorrebbe invece che Massimo Falcioni limitasse ai livelli, per esempio, di Pier Paolo Flammini o di Oliver Panichi, i suoi interventi personali, o meglio personalizzati. Lo ritengo un problema nuovissimo più che gravissimo per cui ho bisogno di rifletterci un po’ prima prendere una qualsiasi decisione. Grazie.

  20. Sottoscrivo ogni parola degli interventi di Galìè. Mi permetto però di aggiungere due considerazioni.
    In primo luogo, io credo che un personaggio pubblico sia passibile di critiche anche personali, quando queste attengono all'incarico pubblico che riveste. La cosa vale, ovviamente, tanto per Silvio Berlusconi quanto per un prete, o un laico direttore di giornale. Dunque, mentre è irrilevante (dal mio punto di vista) che Berlusconi tradisca o no Veronica Lario, è rilevante se è coinvolto in un giro di prostituzione o se si accompagna volentieri con minorenni. Cose che non solo "la morale" o "il costume" disdegnano, ma che hanno anche dei risvolti penali. Che un capo di governo ultrasettantenne sia poi debole (e ricattabile) a tal punto di farsi "pizzicare" in una visita di cortesia a una diciassettenne, non è cosa proprio secondaria. E neppure che a chi glielo fa notare risponda con una querela.
    Tutto sommato, poi, non è peregrina neppure la contestazione che viene fatta a Boffo, al di là della prima cantonata di Feltri (pessimo giornalismo, pessimo giornalista: non è possibile stampare un giornale per dimostrare ogni giorno una tesi, non si chiama giornalismo, si chiama propaganda). Se ti guadagni da vivere predicando contro l'omosessualità e "il malcostume" il fatto che qualcuno ti dica (documenti alla mano) che non solo sei omosessuale (quindi in contraddizione con te stesso) ma pure condannato per molestie non è cosa diciamo irrilevante.
    La cosa invece terribilmente grave è la modalità in cui questa vicenda è venuta fuori ed è stata utilizzata. Sostanzialmente alle legittime considerazioni dell'Avvenire, il direttore del giornale della famiglia di Berlusconi appena assunto – non uno qualunque! – ha risposto qualcosa che somiglia molto a un (perdonatemi la semplificazione) "zitto tu, frocio!". Ovvero l'eventuale incongruenza della morale personale di Boffo è stata utilizzata per eliminare una critica scomoda al "padrone". Questo si che è un atto gravissimo. L'informatissimo Feltri (che, come tutti, evidentemente era a conoscenza della cosa da anni) non ha pubblicato la notizia in un momento "qualunque", che so, quando l'Avvenire criticava gli omosessuali, ma lo ha fatto quando lo stesso giornale si è permesso di criticare i costumi del Padrone. E' un comportamento di una gravità inaudita, che in italiano ha un solo nome: intimidazione.
    Il giornalismo italiano non passa un buon momento, tanto quanto la politica italiana, e non è una coincidenza, perchè è l'italia tutta a non passare un buon momento. Sarebbe bello se tutti, nel loro piccolo, si riproponessero almeno di non contribuire al declino.

  21. Carissimo Pier Paolo la mia domanda era tentenziosa ma molto precisa e hai dato la risposta. Ha chiarito, molto precisamente Massimo Falcioni, BRAVO . Avvenie è un giornale bachettone cattolico della Chiesa .. e sinceramente da BOFFO mi aspettavo le personali dimissioni, BERLUSCONI O NON BERLUSCONI sfido tutti voi , amici della verginità coniugale , a gettare la prima pietra … o le pietre sono finite ??.

  22. Pier Paolo Flammini scrive:

    Dalla Stampa (come da link nell'articolo): Nel decreto si legge che Boffo Dino, nato ad Asolo il 19 agosto del 1952 « è stato imputato »del reato di cui all’articolo 660 c.p. perchè, effettuando ripetute chiamate sulle sue utenze telefoniche nel corso delle quali la ingiuriava anche alludendo ai rapporti sessuali con il suo compagno (condotta di reato per la quale è stata presentata remissione di querela) per petulanza e biasimevoli motivi recava molestia a omissis. In Terni dall’agosto 2001 al gennaio 2002».

    A proposito della frase sui rapporti sessuali il gip -rispondendo ai giornalisti- ha precisato che si devono intendere quelli tra la donna che aveva sporto denuncia e il proprio compagno. Il giudice ha inoltre ribadito che nelle carte processuali non c’è alcuna informativa che riguardi le inclinazioni sessuali di Boffo."

    Ritornando al parallelismo Boffo-Berlusconi (assolutamente da evitare, ognuno va giudicato per le sue colpe), per quanto riguarda la Carfagna, a dire che ci sono stati rapporti con Silvio sono stati, se non erro, il Parlamentare Pdl Paolo Guzzanti e sua figlia Sabina Guzzanti, nota comica. Quest'ultima è stata querelata dalla Carfagna per un milione di euro, e probabilmente perderà la causa (quanto all'analisi se la Carfagna abbia alle spalle battaglie politiche tali da farla sedere su quella poltrona, è un altro discorso che riguarda la luna e non il dito). Se poi alcuni giornali hanno scritto cose del genere: "La Guzzanti a Piazza Navona ha detto che…" è cosa ben diversa dal dire: "Abbiamo i documenti del Tribunale che dicono che", quando invece non è vero.
    Che non sia vero lo ammette anche Feltri: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379127. Se Boffo tenta di mascherare anche l'accusa per molestie (certamente cosa poco grave se ha evitato il processo con 516 euro di ammenda), e Feltri ribatte punto per punto, i passaggi più gravi di quel "abbiamo le carte" sono scomparsi: l'omosessualità sopratutto, che per il direttore di un giornale cattolico è un'accusa pesante. Se Feltri voleva colpire Boffo, lo doveva fare senza ricorrere a falsità. Non si può accusare nessuno di ipocrisia se si mente sapendo di mentire!

  23. PabloPaloma scrive:

    Registro con sollievo la precisazione del direttore circa il ruolo e la professione di Massimo Falcioni… Mi sembra assurdo che un giornalista giustifichi prima la denuncia a Repubblica(in altro articolo) in quanto le sue non erano vere domande e ora lodi Feltri,che nel caso specifico si è reso protagonista dell'atto che dovrebbe più schifare un giornalista vero e cioè la manomissione di una prova o meglio spacciare un documento anonimo in un documento giudiziario per rafforzare una propria tesi.
    Ma a proposito di luna e dito..vorrei soffermarmi sulla tesi di Feltri.
    Cioè non che Boffo in quanto gay non potesse pontificare su un giornale cattolico,ma che in quanto "discutibile" non poteva permettersi di criticare Berlusconi.
    E se leggete il suo articolo lo scrive proprio,già nei titoli…
    Ora io mi chiedo,il problema più grande è se Boffo possa dirigere o no l'Avvenire? Con tutto il rispetto,ma chi se ne frega!
    Sarà più importante Berlusconi che deve dirigere l'italia,no?
    Il parallelo vero sarebbe che i lettori di Avvenire discutano sull'opportunità che Boffo rimanga alla guida del loro giornale e che tutti gli italiani discutano se Berlusconi possa ancora guidare il nostro paese,o sbaglio?
    Cioè il percorso di Feltri,la linea difensiva di Berlusconi è sbagliata in partenza..guardate chi critica Berlusconi,anche loro hanno scheletri nell'armadio!
    Ok,anche fosse? Chi se ne frega se un direttore di giornale o un privato cittadino ha scheletri nell'armadio..se ce li ha il presidente del consiglio sarà un pò diverso??
    Per assurdo se Feltri riuscisse a dimostrare che tali persone non sono degne della direzione di un giornale,di conseguenza a Berlusconi basterebbe una sola condanna per falso in bilancio o la prova che nella sua vita abbia mentito sotto giuramento per dimostrare che non può governare il paese,giusto??
    Già fatto.. quindi in realtà Feltri sta chiedendo le dimisssioni di Berlusconi…
    Stupidi noi che non ci siamo arrivati! :P

  24. Gundam scrive:

    Come avevo pronosticato,
    Boffo si è dimesso.
    La versione ufficiale dei vescovi dichiara che le dimissioni sono state accolte con “rammarico”. Per quanto mi riguarda, credo che alla CEI siano tutti felici dell’esito della vicenda. Si sono liberati di una persona scomoda.
    Chiedo di nuovo, quante persone nel nostro paese hanno un archivio con tutti gli indirizzi dei vescovi in Italia? I documenti utilizzati da Feltri sono stati recapitati 3 mesi fa a tutti i vescovi. Chi può averlo fatto, se non qualcuno ben dentro la CEI?

  25. Massimo Falcioni scrive:

    Le mie sono state risposte educate e senza astio verso alcuno.
    Ci tengo comunque a rispondere a qualche vostra osservazione:
    A PABLOPALOMA: Non ho MAI giustificato la denuncia a Repubblica, semmai ho difeso la scelta del Premier di non rispondere alle domande del quotidiano dato che queste "erano poste in modo che contenessero al loro interno gia' la risposta". Provocatorie e pretestuose insomma.

    A GALIE: Resto stupito della sua reazione dinanzi a una mia battuta che in fondo tanto battuta non era. Sì, conosco la differenza tra "cattolico" e "clericale", tanto che ho volutamente usato il secondo termine nel mio post.
    Il suo attacco mi lascia un po' sorpreso, dato che continuo a non trovare nulla di "offensivo" e "disinformante" nel mio intervento.
    Saluti.

  26. evil monkey scrive:

    Gundam sta storia degli indirizzi la trovo ridicola, i vescovati sono o non sono sul territorio italiano ? se si avranno un numero civivo come per le abitazioni o fabbriche o qualsivoglia edificio. Se la tua accusa al vaticano si regge sul fatto che SOLO loro possono conoscere gli indirizzi dei vescovati mi sembra un accussa parecchio debole. Non escludo che tu non possa avere ragione, ma esserne cosi sicuro senza prove…boh invidio la tua sicurezza.

  27. Gundam, http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Vescovi_cattolici_italiani_del_XXI_secolo
    Non mi pare sia molto difficile trovare gli indirizzi, dal momento che la "carica" di Vescovo è tutt'altro che privata. Può essere stato chiunque, anche se è ovvio che l'ambiente sia cattolico, dal momento che a un non-cattolico non può fregar di meno una cosa del genere.

  28. PabloPaloma scrive:

    Gundam,supponendo che la tua tesi sia vera..ok,bravo… La Chiesa non piace anche a me,soprattutto nelle sue gerarchie.
    Vorrei però che mostrassi la stessa intransigenza verso tutti,ad esempio:mi dai la tua opinione su quello che ha fatto Feltri?
    Ti sembra normale che un giornalista,anzi un direttore di giornale,anzi il direttore del giornale del capo del governo, scriva il falso sapendo di scriverlo??
    Hai letto il suo primo articolo? Anche non lo avessi fatto,bastano le parti che ha citato Flammini…
    Grazie

  29. galie scrive:

    Boffo si è dimesso. Obiettivo colpito. Missione riuscita. Avvertimento lanciato. A chi tocca adesso? Attenti a noi tutti (beh, proprio tutti no…). Gundam insiste nel dirci che in realtà i vescovi – i veri mandanti, secondo lui – sono ben lieti che il direttore dell’Avvenire si sia tolto di mezzo. A noi, in realtà il problema interessa poco, come ha ottimamente spiegato pablo paloma nel suo ultimo post dove, con una logica stringente ed inattaccabile, ha esposto benissimo i veri termini della questione. Vorrei, poi, dire, una volta per tutte a Berlusconi, da semplice e sconosciuto cittadino, che non avrà mai da noi quello a cui lui tiene di più: il nostro amore. Siamo geneticamente non predisposti al culto della personalità e al servilismo (fosse anche Prodi, Bersani o chiunque di qualunque parte politica) e siamo agli antipodi della sua visione del mondo, dei suoi valori e dell’idea che lui ha dei rapporti fra esseri umani. Preferiamo una democrazia imperfetta al Regno perfetto e patinato che lui ci promette. Preferiamo l’Europa civile dalle mille lingue e culture all’autarchico ed asfittico giardinetto dove si sente solo la voce del Padrone e dei suoi fedeli (i leghisti). Nessun tribunale potrà mai emettere una sentenza di nostra stima nei suoi confronti. Si rassegni.

  30. Gundam scrive:

    Caro Primavera,
    peccato che quella lista su Wikipedia non sia completa. Basta che fai un controllo e cerchi il nome del nostro vescovo: Gervasio Gestori. Non c'è.
    Inoltre, vanno bene i nomi (incompleti), ma gli indirizzi delle loro residenze?
    No,
    chi ha mandato quelle lettere è qualcuno in stretti contatti con la CEI, qualcuno che non ne poteva più di un direttore globale (Avvenire, SAT2000 ecc.), che non rispettava la "santità cattolica".
    Infatti, guarda un po', proprio qualche ora fa ho letto su La Stampa che molto probabilmente è stato Ratzinger a chiedere le dimissioni.

    Prima è stato azzoppato un mio commento, forse mi ero espresso male. Intendevo pronosticare un prossimo direttore di Avvenire di sesso maschile, perché le donne dalle parti della chiesa, non hanno diritto ad alcun potere.

    Cari Galie, PabloPaloma e co.,
    qui fate tutti i santarellini, verginelli ed immacolati. Non sopportate che Feltri abbia pubblicato 2 documenti, uno VERO e PUBBLICO, l'altro di autore ignoto, ma che ben descrive il guaio in cui Boffo si era cacciato.
    Non ho problemi a dire che Feltri poteva pubblicare solo il primp documento, bastava ed avanzava per i suoi fini (cioè: Boffo, non giudicare e non sarai giudicato, non guardare la pagliuzza nell'occhio…), ma è andato oltre.
    E vi chiedo,
    perché non criticate Ezio Mauro e Concita De Gregorio per tutte le ILLAZIONI pubblicate nei confronti del Presidente del Consiglio?
    Io non amo il Berlusca, ha tradito più volte il mio voto originario, ma credo di essere molto più equilibrato di voi nei giudizi.

  31. PabloPaloma scrive:

    Caro Massimo Falcioni,a differenza di tanti altri italiani io non credo ciecamente alle smentite e non dimentico i FATTI,soprattutto quelli appena successi e facilmente documentabili.
    Per rinfrescarti la memoria ti riporto la discussione che stava avvenendo nei commenti all'articolo,che riguardava la causa fatta da Berlusconi a Repubblica:
    SFRINCA:Se Berlusconi querela è un attacco alla libertà di stampa? Se querela Dalema (Forattini)? Se querela Di Pietro (Il Giornale dopo che ha scritto che i soldi presi da Idv li intasca lui personalmente)?…
    PabloPaloma:Sfrinca, vedi la differenza è che le altre cause sono per diffamazione,per presunte cose false scritte.
    La causa a Repubblica è per delle domande fatte. DOMANDE!!
    Fare domande dovrebbe essere alla base del giornalismo vero e della democrazia…
    FALCIONI:"La Repubblica fa delle domande che al loro interno contengono gia' una risposta"
    Il tuo intervento fu chiarissimo,e la tua smentita ora appare davvero ridicola.
    Tant'è che anche FLAMMINI ti rispose:
    Massimo, o sei ingenuo oppure "ne devi magnà di pagnotte"
    Ma per concederti una seconda chance io ti scrissi:
    "Deduco che secondo il giornalista Massimo Falcioni la querela a Repubblica è giusta.. o sbaglio? Se così fosse ti consiglio di cambiare mestiere,visto che il tuo dovrebbe imperniarsi sulle domande,nel caso anche scomode..nel caso anche che contengano risposte,date dai fatti,ma negate dal diretto responsabile,a cui magari si cerca di far dire la verità…."
    A cui tu,solitamente molto pignolo e puntuale quando vieni chiamato in causa non hai risposto..forse perchè era meglio non rispondere…
    Ora prenditi le tue responsabilità,il gioco dell' IO NON HO MAI DETTO è fin troppo inflazionato!
    Grazie

  32. sfrinca scrive:

    Parole,parole,parole, soltanto parole e ancora nessuno (della sinistra) che ammetta: Boffo è stato condannato per molestie a una signora. Punto e basta! E poi sono gli altri che manipolano la verità! Ipocrisia all'ennesima potenza! I contorni, se Boffo è omosessuale,se gli piace le donne,se è interista o juventino,non freca nulla a nessuno e non ci deve interessare:sono fatti suoi! Ma non fare il moralista dei costumi altrui se non sei immacolato! Da che pulpito la predica!

  33. mario zazzetta scrive:

    Gianfranco!! Missione compiuta?
    Io parlerei piuttosto di obiettivo sbagliato.Non riesco a capire per quale recondito,machiavellico o egocentrico motivo Berlusconi abbia ordinato al suo Giornale di attaccare il Direttore di Avvenire alla vigilia,dopo settimane di tensione,di un incontro che avrebbe dovuto sancire la riconciliazione mediatica fra il suo governo e la Chiesa,istituzione quest’ultima a cui lui tiene moltissimo (voti). Ripeto obiettivo sbagliato perchè questa volta non è andato a confrontarsi come al solito con una sinistra senza timoniere, con un Casini che ripropone quotidianamente la sua antica “democristianità” o con un irruente Di Pietro. Questa volta non è andato a confrontarsi né con Bossi né con Fini che con le sue giornaliere ovvie banalità cerca di soffiargli il posto di Presidente della Repubblica (povera Italia). Questa volta il confronto è con uno Stato che nel bene e nel male in due mila anni di storia, con la sua potenza e la sua fine diplomazia, ha tenuto in scacco re, imperatori e nazioni.
    Alcuni editoriali dicono che l’attacco all’Avvenire abbia voluto sfruttare delle divergenze che sono ultimamente sorte all’interno della Chiesa. Io invece penso che questo attacco sia il preludio di una stagione dei lunghi coltelli già in atto nella maggioranza e che purtroppo per noi si ripercuoterà anche sulle nostre Istituzioni.

  34. galie scrive:

    Caro gundam, non sopportiamo l’uso propagandistico e squadrista che si fa di un quotidiano e non quello che dici tu. Quando falcioni, sfrinca, capricc mettono sullo stesso piano l’inchiesta giornalistica di Repubblica con l’uso strumentale di una anonima velina fatta dal Giornale per eliminare quello che si reputa un avversario politico (e che avversario timido, fra l’altro, con le sue appena accennate critiche a berlusconi!), fanno, secondo me, un grave errore. Nell’inchiesta di Repubblica (comprendente le 10 domande) non c’è nulla di diffamatorio, solo opinioni e ricostruzioni politiche sulla base di dichiarazioni e di fatti acclarati. Non le si condividono? Legittimo, ma non si possono mettere sullo stesso piano dell’attacco mirato a nove colonne ogni giorno su un determinato obiettivo, tramite una velina anonima (ma le notizie importanti, Il Giornale, dove le dà? Nelle pagine interne?)E per dimostrare, poi, cosa? Che siamo tutti “sporchi” (“fate tutti i santarellini, verginelli ed immacolati” scrive, concordando sul concetto, gundam) e nessuno è in grado di scagliare la prima pietra ovvero l’elevazione di ragionamenti e rivalse da bar a dignità giornalistica ed esistenziale. Ripeto un concetto di Flammini che non è stato letto con sufficiente attenzione: “i comportamenti scandalosi, sessuali o meno, di un Boffo, di un Feltri, di un Travaglio o di un qualsiasi altro personaggio pubblico dovrebbero, se diffusi, rafforzarci nell'idea di chiedere correttezza da parte di tutti, e non invece propendere per una assoluzione generalizzata”
    Feltri e gundam ci chiedono di tacitarci perché “così fan tutti”. Noi non ci tacitiamo perché preferiremmo che così non si faccia. Il post di Mario (Zazzetta) è degno di considerazione e approfondimento ma temo che richiederebbe, sommato a ciò che ho già scritto, uno spazio eccessivo. Potrei succintamente chiosare dicendo che, in questo caso, il cane da guardia (Feltri) potrebbe essere andato, nel suo zelo ardente, al di là delle intenzioni del Padrone. Feltri non è scodinzolante ed ubbidiente come Emilio Fede ed altri. Magari ha fatto vedere al suo editore come si trattano gli avversari (altro che con manovre sotterranee), muovendosi, tuttavia, con la grazia di un elefante in un campo di vasi di coccio.

  35. PabloPaloma scrive:

    Gundam forse non ha capito cosa ha fatto Feltri,nonostante la spiegazione di Flammini.
    Il problema non è tanto nell'aver pubblicato un documento anonimo,ma nell'aver spacciato questo per un documento ufficiale di un tribunale!
    Questo è da radiazione,chiaro o no??
    Nei tuoi riferimenti a l'Unità e company per farti capire è come se l'unità non avesse scritto:
    L'onorevole Paolo Guzzanto dichiara di aver letto di intercettazioni su rapporti orali e anali tra Berlusconi,la Gelmini e la Carfagna…
    Ma avesse scritto:
    Le trascrizioni del tribunale di Treviso riguardo quelle intercettazioni dicono che Berlusconi ha avuto rapporti sesuali con la Gelmini e la Carfagna!
    Ma volete capire la differenza?? Questi sono giornalisti,giurano su un codice e dovrebbero quindi essere radiati…
    A Sfrinca,come al solito,che dire?
    Lui dice:
    "Parole,parole,parole, soltanto parole e ancora nessuno (della sinistra) che ammetta: Boffo è stato condannato per molestie a una signora. Punto e basta!"
    E io ti dico:MA CHI SE NE FREGA DI BOFFO!
    è il giornale di Berlusconi che ha trasformato il caso Boffo in un caso nazionale,a me del direttore di Avvenire non me ne può fregar di meno…
    Solo che se si scopre che per insultarlo si è scritto il falso spacciando un foglio anonimo in un documento di un tribunale io mi incazzo. Non si può? Dove siamo in Cile??
    Rispondimi:secondo il tuo ragionamento Boffo ha sbagliato e quindi non può pontificare…
    Quindi Berlusconi è stato a letto con una escort e non può proporre leggi sulla prostituzione,è divorziato e non può andare al family day,è stato condannato per falso in bilancio e quindi non può amministrare imprese,tanto meno l'Italia??
    Parole,parole,parole??
    Ma fammi il piacere…

  36. PabloPaloma scrive:

    Nel frattempo vi pongo una domanda:secondo voi è normale che in nessun telegiornale o approfondimento vario si siano mai lette le 10 domande di repubblica?
    Secondo voi se in Inghilterra,Francia,USA,Germania il premier querela un giornale riguardo a delle domande non si sviscerano queste domande da capo a fondo??
    Ora lasciando perdere a malincuore i dibattiti impegnati(Matrix e porta a porta avranno ben altro da fare quest'anno) ed essendo forse inopportuno trattarli ai fatti vostri,forum,domenicaIN,mattino5,buonanotte6..forse però potrebbero almeno leggerle ste benedette domande per capire di cosa si tratta!?! Trovato:Uomini&Donne di MariaDeFilippi con susseguente coinvolgimento di pubblico e tronisti nel dibattito!
    Purtroppo il 70% degli italiani o più le ha sentite nominare ma non sa di cosa si tratti…
    "Povera Italia, con un sistema informativo come questo"
    Non sono parole mie,ma di SilvioBerlusconi..questa mattina…..
    Ridiamo o piangiamo?

  37. Giovanni Marucci scrive:

    Ma tutti questi Berluscones che lo elogiano sperticatamente e negano tutte le sue nefandezze, aspirano ad un qualche posto, privilegi, parti in qualche fiction …?

  38. reno07 scrive:

    L’attacco a Boffo, come a quelli a De Benedetti e Giannini, rispettivamente editore e vice direttore di ” La Repubblica “, sono “bombe” di avvertimento per chiunque si azzardi a criticare il ns Presidente del Consiglio, da sempre sensibile a questo tipo di attacchi. Per questo è stato riassunto Feltri che fu cacciato perché propinava patacche più o meno verosimili e per le quali “Il Giornale” si prese una caterva di denunce con conseguenti cause perse. Quì si tratta solo di raccontare la vicenda e non di rappresaglia contro qualcuno; purtroppo tutto si riduce al solito berlusconismo a antiberlusconismo senza un’analisi seria dei fatti. C’è da discutere inoltre su quello che sta accadendo all’interno della chiesa dove si sta combattendo una feroce battaglia fra la Segreteria di Stato e la Cei e pare che quest’ultima stia soccombendo e con lei l’era Ruini.

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