Piceno dimenticato 2/ Promozione sì, ma non per voi
La quarta di copertina dell'inserto di pubblicità regionale mostra la costa rocciosa del Conero: nel resto delle 16 pagine a colori non c'è neppure una citazione per San Benedetto, Ascoli e l'intero territorio Piceno
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Torniamo sull’inserto pubblicato giovedì 25 giugno da “Il Messaggero”: 16 pagine dedicate alle attrattive turistiche regionali, appena una riga sulla provincia meridionale. A colloquio con Laura Capozucca, funzionaria alla Regione. Mentre la politica locale sonnecchia
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In riferimento all’articolo “Per Ancona il Piceno è sempre “Marca Sporca”, ci preme approfondire alcuni aspetti:
1. Dopo un colloquio telefonico con la dottoressa Laura Capozzucca del settore Turismo della Regione Marche, ci è stato detto dalla stessa che la pubblicazione dell’inserto di 16 pagine allegato all’edizione de “Il Messaggero” non era ad opera della Regione Marche ma di un privato con il quale si erano stretti accordi precedenti l’arrivo della Capozucca in Regione. La dottoressa Capozucca non ha quindi avuto modo di verificare il contenuto dei testi (come invece risulta sia stato chiesto ad altre iniziative editoriali simili, come prassi quando si chiede un contributo), ma sono state inviate ai curatori alcune fotografie tra cui l’immagine di Torre di Palme (Fermo) in copertina (ma non è scritto in nessuna didascalia: lo intuiamo conoscendo la località) e la pubblicità della quarta di copertina che ritrae la spiaggia sassosa ai piedi del Conero.
2. La dottoressa Capozucca non ha saputo dirci, al momento della telefonata, la spesa sostenuta dalla Regione Marche per pubblicizzarsi nella quarta di copertina.
3. La dottoressa Capozucca era ignara del fatto che nelle 16 pagine della pubblicazione – nonostante l’espressione adoperata sia in copertina che nella pagina pubblicitaria pagata dalla Regione si facesse riferimento all’intero territorio regionale e non solo a quello di quattro delle cinque province regionali (Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata e Fermo) – non risultasse nessun articolo dedicato alla provincia picena.
4. La dottoressa Capozucca ci ha riferito che, stante alle sue informazioni, l’inserto non aveva carattere regionale ma nazionale, e che quindi sarebbe uscito come allegato almeno nelle regioni in cui “Il Messaggero” ha anche delle redazioni locali oltre che ovviamente nel Lazio e nella capitale, Roma.
5. Nessun politico piceno (fino a prova contraria) ha protestato per questo ovvio danno di immagine nei confronti di questa porzione del territorio regionale, che un ignaro lettore romano o viterbese potrebbe pensare facente parte di un’altra regione. Siamo pronti a rettificare nel caso qualche politico nostrano dimostrasse un loro precedente interessamento.

La dottoressa Capozzucca può anche tornarsene a casa visto che non sa fare il suo lavoro. Da quanto letto sembra che abbia risposto : "Non c'ero, se c'ero dormivo".
Scusa Direttore, ma dimentichi che io una segnalazione l'ho fatta al Sindaco, credendo che l'opuscolo fosse finanziato dalla regione. Quando ho capito – guardando meglio l'inserto – che si è trattato chiaramente dell'iniziativa di un privato ho ritenuto che non c'era molto da contestare ai vertici regionali. Poichè molte amministrazioni ed enti, evidentemente, hanno pagato per essere presenti, l'unica domanda è da rivolgersi agli amministratori locali dei comuni, dei consorzi e delle associazioni di categoria del piceno: siete stati contattati anche voi per comprare pagine che non avete comprato, comportando l'assenza del territorio da quella pubblicazione? Se siete stati contattati, perchè avete ritenuto di non contribuire? Domanda alla quale ovviamente si possono dare mille spiegazioni diverse, tutte dignitose (anche se non tutte valide).
Perchè altrimenti, caro direttore, non si capisce bene cosa contesta ed a chi. Contesta alla regione di non essersi fatta promotrice di una pubblicazione TOTALMENTE pagata dalla regione stessa in cui fossero rappresentate tutte le realtà? E' questo? Perchè se invece lei accetta che si tratti di una pubblicazione di un privato, mi sembra difficile argomentare che la regione avrebbe dovuto influire sui contenuti dell'intero inserto… Sinceramente non capisco la sua ostinazione su una vicenda molto piccola, rispetto a tutti i problemi che il turismo e la promozione hanno… rispetto alle condizioni della città, al suo progressivo impoverimento (palacongressi docet), alla mancanza di una strategia… insomma, mi pare una cosa di poco conto nel quadro complessivo; più campanilistica che di merito…
se nn siamo stati inseriti in questo inserto pubblico significa ke siamo troppo superiori a quelle altre 4 provincie… le persone che hanno pubblicato questa schifezza si devono solo vergognare! e poi la copertina ke raffigura la "costa" rocciosa del Conero che costa è? se vedono le spiaggie di san benedetto si spaventano!
Caro Daniele tu hai ragione, ma spiegami perchè c'è in bella vista il logo delle marche? Si fanno i belli con i soldi degli altri???
Anche se la regione non ha sborsato nulla ma solamente patrocinato poteva avvertire il sindaco o chi di competenza!!!
comunque non è solo 'sto libretto che si occupa di tutta la regione Marche, fuorchè del Piceno. Provate a comprae "Meridiani" di luglio, venduto in tutte le edicole di tutta Italia e sicuramente a più alta tiratura. Non c'è una sola foto , articolo, ecc sul piceno ad eccezione della cartiera papale che dall'articolo non si riesce a capire neppure che è ad Ascoli! Perciò, arrabbiamoci pure ma qui le trascuratezze sono molte e non solo imputabili alla Capozzucca…
Avreste dovuto vivere 20 anni all'estero come è accaduto a me e vi sareste accorti che esclusa qualche onorevole eccezione il Piceno da sempre manca di spirito "promozionale" forse per la grande presunzione di possedere talenti naturali che sono da sempre gli unici veri volani delle nostre realtà turistico-balneari (per quel che riguarda la costa). Ora ci scandalizzaimo nel vedere i risultati che sono la palese conseguenza di 50 anni di incapacità e di mancanza di vera programmazione globale. In questa provincia – anche se in verità racconto in modo più attendibile la realtà cittadina sambenedettese – ogni operatore del settore si è preoccupato esclusivamente di farsi i fatti propri, magari anche a discapito degli altri, visto che le realtà associative locali (Associazione albergatori e Consorzio turistico in primis) sono organizzazioni prive di coesione e di vero spirito "comunitario". Una vera grande promozione turistica si potrà fare solo "tutti insieme", mentre da queste parti prevale in modo evidente e predominante la voglia di protagonismo e non manca anche un alto livello di … paraculaggine. (Riego Gambini)
Alessandro, il logo delle marche è in ultima di copertina, nell'unica pagina acquistata dalla regione… la regione non ha patrocinato un bel niente…
@ Daniele Primavera: se davvero a Roma è stato distribuito un inserto sulle Marche senza una riga sulla provincia più meridionale, è un fatto gravissimo, che dovrebbe scuotere le istituzioni locali. Questo stato di passiva accettazione è abbastanza sintomatico. Se fosse accaduto a Teramo, ad esempio, credo che ci sarebbe stata una specie di sommossa, con interrogazioni e richieste di giustificazioni. Non ne parliamo se ad essere esclusa fosse stata la provincia di Ancona. Ogni cittadino vale un voto, ogni provincia ha la sua storia: non si può permettere che si usi il nome della Regione Marche con certe omissioni. Il privato che ha realizzato il suo opuscolo punta naturalmente al massimo dell'incasso, ma non doveva dimenticare di fare un bel lavoro giornalistico. Il Messaggero che ha diffuso il lavoro doveva vigilare nell'interesse di tutti i suoi lettori marchigiani. La Regione Marche non doveva pagare un lavoro del genere che, dopo tutto, è davvero offensivo per i cittadini piceni. Ho sentito la dottoressa Capozucca due settimane fa (credo sia intelligente e preparata, ma si è trovata in una situazione di difficile gestione, che purtroppo non ha contribuito a rendere più chiara), ho deciso di scrivere l'articolo quando ho visto che Celani si lamentava dell'indifferenza regionale per TecnoMarche. Giornalisticamente non fa una piega, anche. In questa storia il campanilismo sta a zero, piuttosto parliamo di buon senso e di rispetto.
@ Alessandro: la Regione non ha patrocinato la pubblicazione, ha solo pagato una pubblicità in quarta di copertina. Siccome il contratto, come dice la Capozucca, era stato accettato in precedenza, non è stato verificato (forse per una questione di tempi) il contenuto dei testi. Nè dei titoli. Non so qual è stata la spesa della Regione (posso chiedere e con un poco di tempo avrò i dati), per ora mi è stato detto che era una spesa bassa.
@ Giulia: nell'articolo faccio riferimento ad altre pubblicazioni simili, e il riferimento era proprio ai Meridiani. In questo caso la dottoressa Capozucca mi ha detto che si è provveduto a chiedere la documentazione dei titoli e quindi, successivamente, anche dei testi, e poi, non ritenendo la Regione la pubblicazione necessaria a promuovere le Marche, non è stata elargita nessuna somma in nessun modo.
Sarà la mia inesperienza, ma non ho mai sentito di un inserzionista che abbia diritto di leggere un giornale prima della sua pubblicazione, eppure di inserzioni ne ho fatte (e ne faccio) tante. Forse voi di Riviera Oggi passate la vostra pubblicazione in anteprima ai vostri inserzionisti? non mi pare. E' questo che mi impedisce di capire la vostra polemica. Se invece si vuole discutere del fatto che il piceno non è sufficientemente promosso, sono più che d'accordo. Ma quando si fa un'obiezione deve essere chiaro chi ne è il destinatario e cosa si propone. Tutt'ora non mi pare chiaro.
@Giulia: "Meridiani" tira 30.000 copie, il messaggero circa 250.000.
No, non è così. Credo non ci sia inserzionista che non conosca il nostro giornale prima di decidere se fare o meno pubblicità. Quando sono lontani spediamo delle copie. Se questo non ci viene richiesto, poi l'inserzionista non potrà lamentarsene. Qui l'inserzionista è pubblico e doveva tutelare tutti i suoi cittadini, evitando di pagare una qualsiasi cifra per una pubblicazione poco calibrata. Per il resto, se stampare in 100, 1000 o 250 mila copie una inserzione sulle Marche che esclude un quinto del suo territorio non sia un fatto grave, allora davvero credo di essere un pesce fuor d'acqua. In altri contesti ci sarebbero state almeno telefonate o richieste di chiarimento (politici più accorti avrebbero scritto qualche comunicato…), qui non è così e, lo ripeto, a sto punto mi sento un po' fuori luogo. Poi quando un romano chiederà di andare in Abruzzo per vedere Ascoli o San Benedetto, non facciamoci meraviglia, però.