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Veleni nel Pd: l’invito alla calma da Benigni e Cameli

Claudio BenigniClaudio Benigni

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Il capogruppo in consiglio comunale e il candidato alle provinciali smorzano i toni: «Sconfitta prevedibile ma a San Benedetto buon risultato del centrosinistra unito, l’amministrazione Gaspari ha avuto una buona risposta dalla città»

di: 1 luglio 2009 @17:54

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Partito Democratico, dopo giorni di scontri intestini giunge l’invito alla calma e all’unione da parte del capogruppo in consiglio comunale Claudio Benigni e del candidato alle provinciali Giuseppe Cameli. Quest’ultimo parla di «inutile, per quanto sospetto scaricabarile tra “attori” che altro non sono che comprimari». E aggiunge in merito alla richiesta di dimissioni dei segretari locali e provinciali del partito pervenuta da esponenti dell’ex Margherita: «Che logica c’è nel richiedere dimissioni a destra e a manca, sparando alla cieca e compromettendo ancora di più il già fragile Partito? È doveroso chiedersi perché il 6 e 7 giugno, alle Europee il PD ha riportato il 25,4%, mentre alle Provinciali un misero 19,7%, e chiedersi il motivo di questo scarto in negativo del 6%. Che vi siano stati giochi incrociati poco chiari è quindi evidente».
Sullo stesso tenore Benigni: «Coloro che oggi “attaccano” sui mass media, sono anche quelli che pochi mesi or sono tirarono le orecchie ai sei consiglieri comunali di San Benedetto compreso il sottoscritto, che osarono lanciare un appello a mezzo stampa per l’unità della coalizione del centrosinistra, pena la sconfitta elettorale. Oggi peraltro sono stranamente in tanti quelli che rivendicano “io l’avevo detto”; ne consegue che se le regole esistono, vanno rispettate da tutti altrimenti diventano pretestuose».
Le analisi del voto vanno fatte nelle sedi opportune, dice il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, in quanto la gente sarebbe stanca di una politica «che parla e riparla dei suoi rappresentanti e delle loro zuffe».

E aggiunge con un occhio alle consultazioni elettorali del 2010 e oltre: «Ho letto di accuse, di presunti doppi giochi, di illazioni e strategie varie; personalmente lo escludo ma se qualcuno oggi intende fare strategie in vista delle prossime elezioni comunali, regionali e quant’altro, salvando se stessi e accusando gli altri, ritengo che debba prestare molta attenzione poiché anche la recente tornata elettorale ha dimostrato che i cittadini sanno ben riconoscere i giochetti, hanno occhi, orecchie e memoria storica».
Infine un ritorno a bomba sull’analisi del voto: «Le elezioni provinciali hanno determinato una chiara e pesante sconfitta del PD, pesante perché era prevedibile e prevista, ma mi riservo le necessarie valutazioni da fare nelle sedi opportune. Reputo invece sostanzialmente positivo quello della città di San Benedetto del Tronto. Il centrosinistra tutto unito riscuote il 50% delle preferenze con uno scarto di appena 100 voti rispetto al centrodestra mentre la flessione del PD corrisponde all’incremento delle altre forze del centrosinistra. L’Amministrazione Gaspari ottiene comunque un una buona risposta dalla città». «Defezioni – conclude Benigni – certamente ce ne sono state ma sono certo che potranno essere compensate con una decisa accelerazione nei prossimi due anni. Chiunque di noi non fosse d’accordo sul percorso di questa amministrazione, farebbe bene a dimettersi da subito».

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  1. pipp scrive:

    La squadra che vince merita fiducia e rispetto.
    Una squadra perde perché è arrogante non sa discutere emergono i personalismi e la fretta di arrivare! Le ambizioni li portano a non ascoltare e proseguire con la barra dritta (detto da un noto dirigente Sambenedettese) nel programma senza confronti. Con Questi Metodi La Squadra ha Perso Quindi Aspettiamo Le Dimissioni Dei Segretari. Serve un partito che ha al suo interno una vera vita democratica, sia capace di ragionare, discutere, ascoltare, educare, proporre valori e progetti. Sappia scegliere e controllare i suoi dirigenti e rappresentanti, essi siano all’altezza di stringere alleanze e di contagiare con la propria passione civile, amici ed avversari. Soprattutto sia costituito da persone che avessero come primo obiettivo non quello di “arrivare”, ma quello di stare assieme per migliorarsi, capire la realtà e operare in modo coordinato.
    Per immaginare e poi costruire un partito così bisogna cominciare da subito un gran dibattito. Non è tardi, ma non c’è un minuto da perdere…

  2. observer scrive:

    L'intervento di Benigni è lucido, realistico, puntuale e condivisibile nelle argomentazioni, pacato nello stile ma sferzante nei contenuti.
    E' di queste persone di buon senso e intellettualmente oneste che c'è bisogno a sinistra.

  3. c.c.c.srl@tiscali.it scrive:

    Egregio Sig. Cameli hai detto bene alle Europee il 25% mentre per le Provinciali un misero 19%, indubbiamente gli elettori vi hanno mandato un messaggio, quale? Guardatevi allo specchio e vedete personaggi vecchi, arroganti e prepotenti che non rappresentano più nessuno, altrimenti si aveva lo stesso 25%. Aver perso significherà qualcosa.
    Le lotte interne, ai vertici, perché è sempre di chi piglia la poltrona che litiga, l’apparire sempre e comunque, e la logica della vecchia politica carbonara, dove di parla in un modo e si agisce in un altro, di nascosto anche contro gli stessi compagni, e che gli elettori non accettano più, siamo stanchi dei soliti nomi che danno la colpa a tutti meno che a se stessi, un esempio bastava che prima del ballottaggio il Sig. Mandozzi e altri, affermasse la scelleratezza della divisione chiedendo umilmente scusa. Un consiglio continuate così e perderemo anche la Regione e poi anche il Comune, se non casca prima.

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