Massimo Rossi: «Non ho nulla da rimproverarmi»
L'ex presidente della provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi (foto d'archivio)
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L’INTERVENTO L’ex presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi scrive un lungo e articolato intervento con la sua analisi a freddo di quanto accaduto prima e dopo il voto
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo un lungo e articolato intervento da parte di Massimo Rossi, ex presidente della Provincia di Ascoli, con la sua analisi del voto e le sue valutazioni sul futuro.
Al di là del successo personale che molti hanno sottolineato, nessuno più di me può rammaricarsi per la traumatica interruzione dell’esperienza amministrativa avviata in Provincia cinque anni or sono sulla scia di un consenso elettorale senza precedenti.
Ma nonostante il rammarico, analizzando a freddo le ragioni di questa sconfitta, ripercorrendo i fatti che l’hanno determinata ed osservando la realtà politica del nostro territorio, ritengo di non avere nulla da rimproverarmi in quanto nulla avrei potuto fare oltre quello che ho fatto per evitarla.
La vittoria del centro destra è infatti il risultato di una precisa strategia politica messa in atto dal gruppo dirigente del PD piceno che, assolutamente disinteressato alla qualità del lavoro compiuto dall’amministrazione provinciale, ai contenuti, ai risultati raggiunti, al consenso riscosso nell’ambito della comunità locale e nazionale, ha ritenuto di interrompere con “la forza dei muscoli” tale percorso al solo scopo di assumere in proprio, pienamente, la guida dell’Ente.
Per evitare che qualcuno possa inquadrare queste mie affermazioni, inconfutabili, nel solito scaricabarile che caratterizza la ricerca delle responsabilità di ogni sconfitta elettorale restituisco l’analisi documentata dei nodi cruciali dell’intera strategia.
Dalla cronaca: un progetto di rottura lucidamente premeditato ed attuato
Tempi e modi della strategia di rottura dell’unità del centrosinistra sono facilmente ricostruibili; basta ripercorrere la rassegna stampa e gli atti del consiglio dell’ultimo anno.
Per ragioni di spazio presento solo un piccolo estratto:
6 Gennaio 2008 (Corriere Adriatico, edizione di Ascoli Piceno): Luciano Agostini, all’epoca vice presidente della Giunta Regionale, rispondendo ad una polemica sollevata da Amedeo Ciccanti afferma testualmente: “Forse al Senatore Ciccanti sfuggono due cose fondamentali, la prima è che il PD sostiene lealmente l’Amministrazione Provinciale ed il suo Presidente, dando un giudizio positivo del suo operato e traducendo questa convinzione non votando mai contro né in Consiglio, né in Giunta…”
29 Giugno 2008 (Corriere Adriatico, pagina regionale): la giornalista Lolita Falconi scrive: “Agostini lancia di fatto un pesante siluro in direzione di Massimo Rossi.. accompagnato da termini neppure troppo ecumenici”. “Se debbo dare un giudizio che però è del tutto personale sull’operato del presidente – dice Agostini – non posso che esprimermi in maniera negativa e molto molto critica”
Cos’era successo nel frattempo?
12 Marzo 2008 (Seduta consiliare per l’approvazione del Bilancio di previsione 2008): il Consigliere PD del collegio Ripatransone-Offida, Remo Bruni, intervenendo a nome del partito afferma: ”queste relazioni mostrano la grande mole di lavoro che questa Giunta e che questa maggioranza hanno portato avanti. Non solo, anche la chiarezza delle idee, dei programmi che vuole seguire per il futuro sviluppo del nostro territorio. Una visione di insieme molto ampia e nello stesso tempo molto concreta che scende nei particolari senza perdere una visione generale…Questa Amministrazione ha fatto e continua a fare delle scelte strategiche per il nostro territorio in particolare sui temi dei trasporti, la viabilità, l’edilizia scolastica, e la cultura… Scelte fondamentali che delineano il futuro del nuovo Piceno”.
16 Febbraio 2009 (Seduta consigliare per l’approvazione del Bilancio di Previsione 2009): dopo un’estenuante maratona durata tre sedute, lo strumento finanziario viene approvato senza il voto favorevole del PD che presenta ben 18 emendamenti con i quali chiede tra l’altro soldi per progettare un inceneritore di rifiuti e studiare l’arretramento dell’autostrada, allo scopo di rimarcare, enfatizzando le differenze strategiche, una diversa visione politica rispetto al Presidente ed al resto della maggioranza.
Cos’era successo nel frattempo?
Nulla di sostanziale, se non le elezioni politiche del 13 aprile 2008. La rottura dell’unità del centro sinistra, come dimostra quanto ho sopra riportato e molti altri documenti che per brevità non è possibile citare, è stata infatti una scelta precisa, assunta lucidamente e perseguita pervicacemente con ripetute prese di posizione ed iniziative destabilizzanti proprio a partire da quella consultazione elettorale ritenendo il PD che il 40% dei voti ottenuti (oggi dimezzatisi!) lo legittimasse pienamente a rivendicare la presidenza della Provincia. In una becera ottica di potere, la presenza alla guida dell’amministrazione provinciale di un esponente politico non appartenente a quel partito, più o meno adeguato al compito assegnato, appariva assolutamente intollerabile.
Lo squallido pretesto della divisione della Provincia
Non si venga a dire che il problema sono stati i criteri della divisione del patrimonio della Provincia.
Anche qui, basta rileggere la stampa e gli atti per ripercorrere la squallida strumentalizzazione della vicenda.
Il Messaggero del 23 Luglio 2008, pag. 36. Sotto il titolo ”La Maggioranza si ricompatta. Rossi: spero che anche la minoranza aderisca”, il direttore Franco De Marco scrive: “Alla fine, dopo 5 ore di intensa discussione nella quale si sono intrecciate ragioneria e politica, la fumata bianca c’è stata. La maggioranza di centro sinistra, con gli ascolani più sorridenti ed i fermani consapevoli di aver eliminato forse l’ultimo ostacolo, ha raggiunto l’accordo sulla divisione degli immobili…”. “Non nasconde la sua soddisfazione il segretario del PD Gionni: abbiamo dimostrato di essere una forza responsabile e di aver difeso gli interessi della collettività ascolana”. ”…Il documento votato all’unanimità dall’assemblea -commenta il segretario comunale PD Anna Casini- è stato determinante per ottenere la giusta valutazione di immobili come l’Hotel Marche e la scuola di Via Cagliari che erano stati sopravvalutati..”
La settimana successiva, nella seduta del 31 Luglio 2008, la delibera di indirizzo frutto di quell’intesa veniva approvata dal Consiglio Provinciale con 19 voti favorevoli (tutti i voti dei consiglieri di maggioranza presenti più uno di minoranza) e varie astensioni della stessa opposizione.
La faccenda era chiusa …a parte gli attacchi dell’Onorevole Agostini (..ancora lui) che il giorno successivo (2 Agosto 2008) dalle pagine de Il Messaggero affermava sarcasticamente che il sottoscritto aveva “svolto un gran lavoro a favore di Fermo”.
…Salvo poi rimettere tutto in discussione, rimangiandosi parole date e scritture, senza cura neppure per la propria dignità, all’unico scopo di giustificare comunque la rottura e l’aggressione strumentale.
Un po’ come in quella fiaba in cui un lupo (ogni riferimento a pseudonimi o appellativi è puramente casuale) pur di giustificare l’aggressione nei confronti dell’agnello lo accusa di sporcare l’acqua del ruscello dove lui stesso sta bevendo, sebbene il malcapitato si stesse dissetando più a valle.
Un altro squallido pretesto: le primarie
Alla luce di tutto ciò e di ben altro ancora, che tralascio per ragioni di brevità, va inquadrata e valutata la proposta, che definirei ridicola, delle primarie di coalizione.
Proposta ridicola ed offensiva per l’intelligenza dei cittadini, perché non ha senso contrapporre, alla fine di un mandato, un presidente della Provincia ed il suo vice.
Su cosa ci saremmo dovuti misurare e contrapporre, io ed il mio vice presidente, dato che avevamo collaborato per 4 anni? ..forse su chi è più bello o più simpatico?
Che senso avrebbero avuto le primarie di un presidente alla fine del primo mandato, eletto peraltro con il 55% dei consensi di cui 12.000 personali (altro che primarie)?
A meno che non si cercasse un rinnovamento alla fine del primo mandato; in tal prospettiva, la prima cosa che ragionevolmente andava fatta (ma a me è stata negata) era valutare il lavoro svolto; e allora, delle due l’una: o, in caso di valutazione positiva del percorso fatto, la squadra e il presidente non andavano cambiati (almeno questo detta il famoso “buon senso”… di cui il PD, paradossalmente, ha fatto lo slogan della propria campagna elettorale) o, in caso di valutazione negativa, il presidente uscente non poteva essere ricandidato e, dunque, per insufficienza di risultati doveva essere escluso anche dalle primarie.
Solo in quest’ultimo caso si sarebbe posta la necessità di individuare, fra più possibili nuove candidature (esclusa dunque la mia), la migliore da sottoporre poi al consenso dell’intero corpo elettorale.
Ma non sarà stato, invece, che le primarie a tutti i costi dovevano essere un’ennesima, inutile prova di muscoli tra gli aderenti ai vari partiti della coalizione?
Ed aggiungo, a coloro che ancora si rammaricano per il mio rifiuto di partecipare alle primarie, questo quesito: ”Se, come probabile, avessi vinto le primarie, in caso di vittoria elettorale come avrei potuto successivamente affrontare un nuovo mandato amministrativo con la spada di Damocle del giudizio negativo e la sfiducia del partito di maggioranza relativa?”
Avrei dovuto accettare, legittimandone la perversa logica etico-politica, un “calvario” simile a quello vissuto nell’ultimo anno di amministrazione provinciale? Un calvario sopportato solo per senso di responsabilità e senso del dovere dal sottoscritto e da quanti hanno continuato a sostenermi allo scopo di non lasciare l’istituzione nel caos, con una divisone incompiuta e con l’abbandono a metà del guado, solo per fare qualche esempio, di progetti come quello della Sgl Carbon, della progettazione dei fondi europei con i bandi in scadenza, della stabilizzazione dei precari… .
Il rifiuto di quella farsa non è stato quindi la conseguenza di un colpo di testa, di un atto di superbia, del timore di perdere (che francamente, senza presunzione, non ho mai avuto) o ancora, della sicurezza di superare il primo turno. Si è trattato invece di una decisione ragionata e condivisa tra quanti hanno partecipato a quella che ritengo una straordinaria esperienza amministrativa.
In realtà l’unica cosa che avrei potuto fare per evitare la divisione era togliermi di mezzo.
Come molti ricorderanno non ho escluso neppure questa ipotesi, sottoponendola persino ad una valutazione collettiva, attraverso una lettera aperta ai cittadini. Cittadini attivi, attori socio economici coinvolti nei numerosi progetti dell’amministrazione, operatori della cultura e dell’istruzione, ragazze e ragazzi che in gran numero mi hanno chiesto di continuare il percorso per non disperdere la progettualità avviata.
L’astensione al ballottaggio: l’unità che paga è quella volta a costruire.
Sebbene abbia già avuto modo di motivare ampiamente l’indicazione di “voto secondo coscienza”, diffusa dalla mia coalizione, e la personale scelta dell’astensione al ballottaggio, ritengo opportuno sgombrare il campo, anche in questa occasione, da letture fuorvianti che parlano ancora di risentimenti e vendette personali.
Personalmente ho riflettuto a lungo e mi sono ampiamente confrontato sull’accettare o meno l’invito a garantire “l’unità del centro sinistra per non far vincere la destra”.
Abbiamo ragionato in tanti sulla relazione fra tale scelta, in questa situazione, e la necessaria crescita di una moderna cittadinanza attiva e responsabile. Ci siamo chiesti se il cittadino attivo e responsabile, di cui c’è bisogno per un cambiamento, sia quello che vota comunque e chiunque, a prescindere dai comportamenti, purché appartenga alla propria squadra. Se è quello che vota comunque e chiunque, purché il suo voto serva a far perdere qualcuno (in questo caso Celani, in altri Berlusconi) anche nei casi in cui chi vince è simile, uguale o per certi versi peggiore di chi perde.
Se non avessimo discusso e deciso in base a tutto ciò, avremmo dovuto ammettere che in fondo, fino a quel momento avevamo solo giocato; avremmo fatto intendere che sono solo facili parole le speranze che abbiamo seminato e coltivato in una politica per la quale i comportamenti hanno un peso fondamentale nell’attivare la fiducia della gente; che in fondo ….non era vero nulla.
Per noi, invece, essere cittadino consapevole significa sentirsi corresponsabile delle scelte di chi si indica a rappresentarci. Che chi si sceglie non deve portare indosso solo la mia casacca, ma dev’essere capace di tradurre in operato coerente, possibilmente alto e nobile, il sistema di valori a cui mi riferisco.
Ed allora, fermo restando che non avrei potuto votare Celani per la distanza che mi separa dai suoi programmi e dal suo stile di lavoro, come avrei potuto votare comunque chi, come Mandozzi, non mi rappresenta perché nei comportamenti nega consapevolmente e costantemente ciò che predica, compresa l’unità del centrosinistra?
Come avrei potuto sostenere col mio voto quel partito e quei i dirigenti che localmente hanno messo in campo azioni di una spregiudicatezza, disinteresse del bene comune, menefreghismo dell’unità della sinistra, indifferenza rispetto agli interessi del territorio, spregio dell’intelligenza dell’elettore che qui sommariamente ho provato a tratteggiare?
Non ci sto quindi a sentirmi accomunare, da chi si disinteressa ai fatti o non li conosce, al resto di questa sinistra, considerata tutta colpevole senza distinzione perché si divide e da un brutto spettacolo di sé. E’ ora che gli spettatori si chiedano: chi è che sbaglia? quale sinistra? e davanti a questo che si deve fare? Votare sempre e comunque in massa ai ballottaggi “per sconfiggere la destra”, che invece si rafforza proprio per questa assenza di qualità e coerenza?
Personalmente penso che questo pessimo spettacolo continuerà fino a quando ci saranno cittadini ed elettori pronti sempre e comunque a guardarlo ed a “pagare il biglietto”, con il proprio voto.
A meno che si provi a ragionare… e se necessario anche a “fermarsi per un giro”, come io ho fatto questa volta, per poi tentare irriducibilmente di ricostruire.
Le ragioni di un nuovo inizio investendo il patrimonio accumulato
Quindi nessun rimpianto ma ancora tanta voglia di cambiare veramente.
“Piceno al massimo” è già sul campo per sostenere questo percorso di rinnovamento che dovrà coinvolgere società e partiti e a cui lavorerò umilmente insieme a tanti altri.
Mi impegnerò senza secondi fini di tipo personale; al solo scopo di non disperdere il grande e prezioso patrimonio di passioni, competenze, buona politica e speranza, cresciuto in questi anni di lavoro. Per investirlo in un nuovo progetto che dal basso vuole costruire un territorio ed una comunità giusta, vivace, bella e moderna.
molti di noi hanno detto e pensato le stesse cose tante tante tante volte, sia attraverso questo giornale sia nei vari dibattiti "aperti" al pubblico. A qualsiasi dissenso hanno risposto picche demonizzandoci , e ci hanno additato come i sovversivi e pro-Rossi. Ma perchè ora dovremmo rendere conto a costoro e CONFORTARE sulla sconfitta chi ci ha voluto ignorare sino all'ultimo? Perchè non vanno a vedere i numeri dei votanti sostenitori del nascente PD con chi ha votato per le primarie Mandozzi e ancora peggio, sempre lui al ballottaggio ? Non di un crollo si può parlare ma di un buco nero!!! Squallore, squallore e ancora squallore. La disfatta subito da Mandozzi-Agostini a loro brucia ancora ma non riescono a a fare un esame di realtà che sia uno . Avrebbero solo una cosa da fare: dimettersi in massa e togliersi dai… per l'evidente inbsuccesso ottenuto. Chissà che a tornare ai veri lavori non guadagnino un pò di umiltà!
Massimo Rossi le chiacchiere stanno a zero.
I fatti sono che ha vinto la destra.
Grazie!
Potevi rinunciare alla poltrona di presidente e stare comunque con il centro- sinistra.
Non ho sentito solo io la gente con la tessera di Rifondazione dire "Voto Celani per far perdere Mandozzi".
E questo al di là dei bei discorsi è vergognoso!!!!!
IDV Monsampolo, Alfredo Macellari.
Presidente io ho 26 anni, mi sono candidato alle elezioni provinciali come purtroppo pochi altri ragazzi "giovani", al fine di dare un segno tangibile al fatto che la politica non è un mestiere per altri o una foresta per vecchi lupi (ogni riferimento a pseudonimi o appellativi è puramente casuale).
E' vero, molti fatti non li conosco. E' vero, il PD ha fatto un'altalena di dichiarazioni pubbliche e di prese di posizione che avrebbero fatto venire il mal di pancia anche ad un pragmatico come me. E' vero, sulla base di una sorta di rigurgito morale, non avrebbe potuto fare molto di più (essù, non dica che ha fatto il Massimo, si lasci sempre un piccolo margine di miglioramento, altrimenti mi somiglia troppo a Berlusconi!). E' vero, la decisione di non andare a votare il 21 e 22 giugno è pure il risultato di un comportamento tuttavia coerente, direi pure ineccepibile, da persona "tutta d'un pezzo".
Però ci sono cose che ancora non mi spiego. E mi creda Presidente, io non ce la faccio a mettere i buoni da una parte e i cattivi dall'altra, le analisi tento sempre di farle ruotando il punto di vista di 360 gradi. Sarà l'età, sarà il fatto che credo troppo in ciò che faccio, sarà che sono stato abituato ad fissare l'obiettivo dopo aver esaminato gli strumenti a disposizione per perseguirlo, sarà…
Non mi spiego perchè non è riuscito e tenere salda una coalizione che l'ha eletta, sostenuta e con cui ha collaborato 4 anni in modo unitario ed efficace. Non mi spiego perchè non ha chiesto spiegazioni o addirittura preso provvedimenti (ed era nelle sue facoltà e forse anche nelle sue responsabilità) per le dichiarazioni od azioni fuori luogo nei confronti degli interessati subito, o comunque con un tempismo più appropriato.
Non mi spiego sotto quale forma di "calvario" doveva sottoporsi se avesse svolto un lavoro di coordinamento più di polso quando di coordinamento invece doveva occuparsi, ossia nel corso della legislatura e soprattutto alla fine di questa, per porre le basi di una prosecuzione delle progettualità e degli impegni presi: vivadio la pluralità, ma il capo era lei, non doveva forse metterli in riga quando era il momento? Dopo questa analisi viene fuori quasi che sia stao proprio lei la vittima sacrificale del progetto di rottura premeditato ed attuato. Invece, lo ha capito si?, siamo stati noi cittadini e/o uomini di sinistra le vittime di tutto ciò!
Non mi spiego perchè avendo il sentore di non avere più in mano le redini delle dinamiche o logiche di coalizione non si fosse attrezzato per bloccare un eventuale colpo di coda. Un leader è si quello che impartisce gli ordini, ma anche quello che è in grado di farli eseguire, e talvolta di punire chi non li esegue, ma subito, non quando il "disertore"si è già fatto strada per sostituirlo. Un leader è quello che mantiene gli equilibri stabili, soprattutto, poi, quando c'è maretta. Insomma, quando ha visto che i suoi collaboratori se ne andavano un pò troppo per conto loro, perchè diamine non li ha richiamati a dovere?
Presidente secondo me non ne ha avuto la forza o le capacità.
Dimettersi? No ha ragione, per senso di responsabilità ha fatto più che bene, ma "fermarsi per un giro" non è forse la stessa cosa? Poi lei pensa che sia solo per UN giro? A parte che sono 5 anni, 5 anni in cui il suo lavoro e quello di tutta l'amministrazione potrebbe essere spazzato via dal pagamento delle cambiali eletttorali delle destre (perchè quelli non guardano in faccia a nessuno, e lei lo sa bene, sono competenti e alquanto più cinici di noi). A parte che ne firmeranno ancora durante questa legislatura e non so se a noi basteranno 5 anni per ricostruire e cambiare.
E poi io non "pago il biglietto" con il mio voto, con il mio voto esercito un diritto dovere costituzionale che ha permesso anche a lei di offrire un servizio amministrativo e politico sia ai cittadini di Grottammare sia a tutti i cittadini della Provincia. E le assicuro che lo spettacolo che ci avete regalato lei e gli altri della sinistra (quella che ha sbagliato, di cui faccio parte anch'io, è chiaro) non vale un centesimo, è valso solo una vittoria per chi è stato semplicemente alla finestra ed ha aspettato l'arrivo del 6 giugno leccandosi i baffi.
Infine mi chiedo e le chiedo: sulla base di ciò che ha scritto in queste righe, coerentemente anche al suo comportamento tra il 9 ed il 20 giugno, avrebbe o no chiesto agli elettori di Mandozzi di NON andare a votare al ballottaggio se allo stesso avesse partecipato lei al posto di Mandozzi? Perchè se questi hanno accettato il fatto che Mandozzi poteva succederle, quando mai avrebbe potuto accettare , lei, il loro consenso per essere riconfermato?
Non mi risponda, non è necessario. Forse non è rispettosa neanche la domanda, ma che ci posso fare, non me la sono potuta risparmiare.
Presidente, tutto considerato, io credo veramente alle ultime righe del suo articolo e, anche se non capisco perchè ci tiene a precisare di non avere secondi fini personali, sappia che può contare su di me e soprattutto sulla mia dimostrata umiltà per lavorare ad un percorso di rinnovamento dal basso. Che dal più basso non si può.
Cordialmente,
Alfredo Macellari, coord. IDV Monsampolo.
Può contare su di me e soprattutto sulla mia dimostrata umiltà per lavorare ad un percorso di rinnovamento dal basso
Alfredo Macellari, coord. IDV Monsampolo.
In un altro post ho letto che anche AMndozzi poteva contare su di lei…
ù
Mi sento di fare i complimenti ad Alfredo Macellari.
Anche io avrei voluto fare a Rossi ed ai suoi sostenitori una domanda.
Ma se voi foste andati al ballottaggio perchè, viste le premesse del suo articolo, avrebbe chiesto il voto agli elettori che al primo turno avevano votato per Mandozzi?
Sulla base di quanto detto da voi sarebbe stato incoerente farlo.
Inoltre volevo far presente a Mimma che la disfatta di mandozzi agostini puo' anche essere reale, ma non mi sembra che Massimo Rossi abbia vinto.
Ecco perchè non esistete piu', perchè siete talemnte presuntuosi da presentarvi alle Europee in due partitini dal 3% quando la soglia di sbarramento è 4%.
E' un mio parere, ma votare l'attuale PD non vuol dire sostenere la sinistra (al limite la parte sinistra della destra).
Non sono pochi i cittadini stufi di questo continuo contrastare la destra fine a se stesso.
Sviluppo infinito, infrastrutture, profitto ….
Questo è il leit motiv di PD e PDL.
Dove sta l'opposizione?
Occorre almeno un motivo ben preciso per opporsi.
Questa opposizione alla destra è in realtà funzionale alla stessa destra ed i dati nazionali parlano chiaro e da tanto tempo.
Sia chiaro che non sto facendo il difensore di Massimo Rossi, ma dire di aver fatto il massimo non significa non aver fatto errori, non aver bisogno di margini di miglioramento ….
Chapeau, prof. Rossi.
Ammiro la sua coerenza e condivido in pieno la sua scelta di non andare a votare.
L'unica cosa che mi spiace, è che nessuno dell'amministrazione uscente abbia fatto gli auguri a Celani.
@Alfredo Macellari,
mi permetto di farti notare che il tuo intervento avrebbe un senso molto diverso, più discreto e sincero, se fosse stato inviato in busta chiusa al presidente uscente, invece di essere pubblicato su questo giornale.
La domanda che poni a Rossi è abbastanza insensata: i voltagabbana, artefici della sconfitta sono Mandozzi-Agostini-Gaspari…
Leggere la lettera del ex-presidente Massimo Rossi, mi ha profondamente offeso.
Quando Lei parla del risultato strabiliante di 5 anni fa dimentica di menzionare che era l'unico candidato del centrosinistra e dimentica anche di scrivere che non fu la coalizione a sceglierla…Lei ricorderà qual è stato il suo iter per arrivare ad essere il candidato di 5 anni fa…o forse lo ha dimenticato?
O forse ha dimenticato che la sua fu una candidatura imposta dai piani alti?
I cittadini non hanno scelto lei, ma si sono ritrovati a votare lei, 5 anni fa, qualsiasi fosse stato il candidato del centrosinistra avrebbe vinto, quindi non si attribuisca meriti che non ha!
Cmq, da buon professore, è bravo con le parole , caro Massimo, ma tra le righe si può leggere un denigratorio"pecore" a quel 30% di cittadini che hanno al primo turno scelto Mandozzi!!!
Come se ci fossimo recati ai seggi come automi che adempiono ad un comando non consci di quello he stanno facendo!
Ma si rende conto di quello che scrive?
Al contrario di quello che pensa, non siamo pecore che obbediscono al padrone, non siamo automi, ma teste pensanti che fanno le loro scelte, che il 6-7 giugno hanno scelto Mandozzi come presidente,che NON hanno scelto Lei, e lei quella scelta avrebbe dovuto rispettarla, accettarla senza reticenze, e appoggiarla, invitando il suo 20% ad andare a votare, onorando la volontà della maggioranza dei cittadini di centrosinistra di questa provincia!!!
Ma come, non era la maggioranza quella che vinceva una volta?
Il popolo di centrosinistra aveva fatto una scelta, e quella scelta non era lei!!!
Ma questo forse non le è piaciuto, forse non se lo aspettava e così ha volutamente e ingiustamente invocato il non voto!!
Senza parlare poi di chi, rinnegando le proprie ideologie ha dichiaratamente e spudoratamente votato Celani per(le loro parole!) punire Mandozzi.
Ma questa è politica?
Questo è il modo di fare la giusta politica?
E' ignorando la maggioranza e boicottandone la volontà che lei pensa di fare politica?
Se è così, allora, forse è stato davvero un bene non averla riconfermata, perchè sicuramente non sarebbe stato il presidente di tutii, ma forse solo di quelli che le danno sempre ragione!!!
Notare quanti nuovi utenti dall vittoria di Celani in poi…
“la democratica” che si definisce tale dovrebbe (sapere forse?) almeno comprendere che, se nel 32 Hindenburg si fosse astenuto, non avremo avuto Hitler… e la storia aveva un’altro corso.
Non lo pubblicate, lo so bene visto che ultimamente avvengono cose strane nel vostro giornale!
IL DIRETTORE RISPONDE
Così strane che non riusciamo a capire a cosa si riferisce. Se non chiarisce lo strano/a è solo lei però. Per favore, inoltre, curi meglio la punteggiatura che devo continuamente correggere. Grazie.
IDV Monsampolo, Alfredo Macellari.
@Gundam,
apprezzo la segnalazione, ed il consiglio su come comportarmi.
Ribadisco, anche nei confronti di tale "pippo", che sono a disposizione di TUTTI coloro che hanno voglia di lavorare ad un progetto concreto e soprattutto costruttivo per il futuro di noi tutti. Io non ho pregiudizi, credo nella redenzione e nel perdono (politicamente parlando, si capisce), ma soprattutto non ho alcun bisogno di scrivere "in busta chiusa" ciò che penso. Se rileggeste BENE ciò che scrivo, capireste che proprio attraverso "difetti di comunicazione" (buste chiuse, dichiarazioni poco ponderate etc..) abbiamo mandato a rotoli 5 anni di lavoro.
Massimo Rossi è una persona molto intelligente, ed avrà capito benissimo quale era la mia domanda, qualora abbia potuto leggere il mio commento.
Non c'è il male da una parte ed il bene dall'altra…
Grazie e buon lavoro a tutti,
Alfredo Macellari.
"Fermarsi per un giro"??
Abbiamo votato ed eletto Rossi all'interno di
coalizioni come Sindaco e come Presidente della Provincia,
ed ora ci fermiamo per un giro che durerà ben
cinque anni !!!
Ho capito: preparo i documenti per prendermi la licenza di
pesca anch'io, e invito
gli elettori della sinistra a a fare altrettanto.
Non capisco dove voglia andare a parare puntualizzando sulla definizione che ho dato di me stessa.
Ma sa, non è casuale, un motivo c'è, se vuole perdo tempo anche a spiegarglielo:
il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
"La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo"
diceva Abraham Lincoln….
Ecco, da dove deriva il mio democratica.
Ora se sono stata abbastanza esaustiva volevo consigliarle di non interpretare la storia con i se e con i ma, così rischia di immaginare un mondo che, non solo non esiste, ma non è detto sarebbe esistito e che, in fin dei conti, non esisterà mai,…
Quindi lasci perdere e tenti di dare un senso alla storia che siamo chiamati a vivere oggi.
E per finire, lasci che le dica che paragonare Mandozzi ad Hitler…
è un po' una forzatura …non crede pippo?
E' proprio vero che i commenti "super anonimi" ben inteso si sono intensificati postelettoralemnte parlando! Per PD democratica che tanto democratica proprio non mi pare: guardi che il popolo di sinistra è un popolo molto ampio che non pende dalle labbra di Rossi o di qualcun altro. Per fortuna c'è chi al suo interno ragiona ancora con i propri neuroni non attivati dal direttivo del partito. Tanti ( le ricordo che sia Celani che mandozzi sono stati in definitiva votati dal 25-28 % del corpo elettorale reale, una vera schifezza) hanno preferito non appoggiare Mandozzi perchè nessuno ha capito cosa d'improvviso animasse questi loschi figuri (assolutamente non amati dalla base, e questa è la pura verità) appartenenti alla giunta governante nè perchè se ne stessero come serpi in seno ancora lì. Ora: saremo pure scemi ma la tal cosa non ci è piaciuta e rivendico il mio dissenso contro questa scriteriata manovra del PD. Nè una proposta diversa nè una vera alternativa era quella che animava mandozzi. Solo la sedia. Ma le ripeto: non è che siamo qua giusto per assecondare i loro giochi di potere. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. E ora che di zampe ne avete lasciate 4, chiederei a viva voce le loro dimissioni in blocco , cosa che si guardano bene dal fare! Ora, PD la democratica non ci venga a dire che la sconfitta mandozziana dipende dai comunicati stampa di Rossi, mi offende. PD la democratica, se avesse fatto un bel giro al mercato prima delle votazioni, avrebbe sentito commenti "interessanti" a proposito del suo candidato. E' che il PD ormai per tutte le sue colpe e disgrazie ha sempre qualche capro espiatorio da trovare, mai il proprio spessore nè la statura politica dei suoi vertici. Ora a livello nazionale che fate? 4 mesi di discussioni sul futuro segretario!!! Abbiamo bisogno di questo? Ma mi faccia il piacere. Per quanto mi riguarda me ne sono già andata (appena in tempo per non macchiarmi l'anima) e come me molti milioni di altre persone
Bella realzione Signor Rossi, tutto bello.
Peccato che parte dal presupposto che il Signor Rossi sia indiscutibilmente dalla parte della ragione. Anzi sia la ragione fatta uomo!
In politica ci sono le RAGIONI di tutti, anche di quelli che hanno le LORO RAGIONI che possiamo anche non condividere, ma ci sono.
Credere cecamente di essere sempre dalla parte della ragione è da presuntuosi e qualche volta ci porta a non considerare la ragioni degli altri.
Un bel bagno di umiltà non farebeb male neanche al Signor Rossi.
Ma è possibile che nessuno riesca a fare una riflessione sulle dichiarazioni fatte dai vertici del PD improvvisamente cambiate?
Le cose non cambiano in un batter d'occhio.
Cos'è accaduto?
Chi ha ragione e chi no…
tutti hanno le loro ragioni ….
Alcuni fatti non sono opinabili e le ragioni non si possono suddividere.
Il problema di fondo è l'atteggiamento profondamente ambiguo dei vertici del PD, ma sembra che nessuno del PD lo voglia ammettere, svicolando in tutte le maniere.
Pochi giorni fa, su questo quotidiano è apparso questo articolo in cui i vertici del PD sono stati messi di fronte alle loro responsabilità:
http://www.sambenedettoggi.it/2009/06/26/75328/pd-l%E2%80%99ala-ex-margherita-chiede-la-testa-di-gionni-e-gregori/
Ho letto bene?
Ripeto le dichiarazioni (stranamente opposte), fatte dai vertici del PD e riportate dalla stampa sono un fatto oppure no?
I giornalisti hanno scritto il vero oppure no?
Rispetto il punto di vista di tutti, ma gli elettori del PD che se la prendono con Rossi, e solo con lui, non riesco proprio a capirli.
Il PD, anzi, basta tirare in ballo entità metafisiche; Agostini voleva un suo uomo a capo della provincia, ha così benedetto il nome di Mandozzi. Rossi, di conseguenza, è stato desautorato, bocciato e sfiduciato.
I modi sono stati contrari a tutte quelle buone intenzioni che dovrebbero animare gli animi democratici del PD.
E allora? E allora bisognava incoronare Mandozzi, pur non sopportando le logiche di potere che gli stanno dietro?
Credo di no. E l'amica Democratica dovrebbe prendersela con i suoi vertici.
Rossi e i suoi elettori sono stati coerenti, oltre che dei gran signori.
Tra l'altro, da questi discorsi emerge l'arroganza che da sempre caratterizza il csx (PC, poi PDS, poi Progressisti, poi Ulivo, ora PD), loro sono i migliori, non sbagliano mai: è sempre colpa degli altri.
Non accetto di contro la voglia di rendere ignoranti ( ossia non informati) i cittadini del Piceno per colpa di un partito( il PD in particolare) che non riesce a scrollarsi i “responsabili” di tale debacle. A cui la stampa troppo indulgente (forse per i famosi compromessi) riserva un trattamento speciale! Le difese a “vuoto” che servono a coscienze “vuote” (e mi riferisco a la democratica) dove ci porterà? Cambiamento, è l’unica parola che vorrei ascoltare. Dimostrare di voler bene al nostro territorio e non alle tasche personali questo è da valutare in chi si propone.
IL DIRETTORE PRECISA
Nessuna intenzione di definirla ignorante, le ho solo chiesto di curare la punteggiatura perché potrebbe cambiare il significato delle sue parole.
Cara Giulia, se le piace criticare il nick faccia pure ma non mi sembra esserci "osimoro" tra il mio diminutivo e quello che scrivo.
Senta, non sto qui a spiegarle certe motivazioni perchè tanto non le farei cambiare idea, e nonostante quello che pensa non mi disturba affatto la sua posizione, anzi, la rispetto profondamente.
Ma nel commento che ho fatto alla lettera di Rossi non ho attribuitoa lui la colpa di questa sconfitta, ho soltanto scritto che per rispettare quel 30% dei cittadini che hanno appoggiato Mandozzi, avrebbe dovuto magari rifletterci un po' di più (come politico)e comprendere che invitare i suoi elettori a non votare avrebbe significato ignorare quel 30%…. e inoltre ho fatto anche riferimento a quelli che hanno scelto di votare Celani (e questo proprio mi inorridisce!!!) piuttosto che andare al mare come ha fatto lei!!!!
Poi di errori ne avremmo pure fatti tanti, anzi troppi e di varia natura, ma si lasci dire che nessuno è intoccabile…compreso Rossi!
Quindi nessun capro espiatorio, anzi…ho lasciato un commento giorni fa sulle dichiarazioni degli ex-margherita, lo legga(anche lei Sign.Marucci) forse vi sarà chiaro a chi si attribuiscono certe responsabilità.
Per quanto concerne i tempi per l'elezione del nostro segretario nazionale, si senta il discorso fatto da Debora Serracchiani a Torino magari l'aiuterà a capire di cosa abbiamo bisogno come PD…http://www.serracchiani.eu/
E adesso mi permetta una battutta senza prendersela:
Io non so di quale schieramento lei faccia parte(ma posso dedurlo) ma se da noi sono fuggite milioni di persone…voi praticamente siete rimasti 4 gatti!!!
VOI chi, 4 gatti, PD la democratica? Questo mi piacerebbe saperlo. Faccia bene i suoi conti. Nel piceno, in Italia sono mioni e milioni i voti non dati al PD o cambiati . Un conto sono le percentuali, un conto i voti assoluti. La differenza spero la conosca. E poi: sono contenta che sia comparsa la Serracchiani, ma poveretta fino a 15 giorni fa , chi potevamo invocare ? Franceschini, Bersani, Fassino? Oh, Dio, ecco il nuovo che avanza… Ma già la Serraccchiani si sta tirando indietro, mi spiace. Pressioni FORSE dall'alto? Un pensiero ce lo farei. E poi PD La Democratica, non ho mai detto di essere andata al mare…questo l'ha concluso lei, e me ne dolgo, perchè ho votato. Come vede , non tutti hanno ascoltato forse il Rossi della situazione. E' forse che ormai gli elettori non vedono sostanziali differenze tra un PD e un PDcon la L . E poi PD la democratica , impari ad usare al meglio la sua forbita preparazione: ossimoro si scrive con 2 r. Ci offende
naturalmente ossimoro con due s , volevo scrivere ..
Cara Democratica,
la Serrachiani ha già perso il suo smalto.
Si è schierata con Franceschini, perché è simpatico.
Andiamo bene…
A me sembra che al primo turno Rossi abbia avuto il 20% e Mandozzi il 30%.
Questi sono fatti.
Non si poteva governare con chi rappresentava (rappresenta?) una minoranza.
Il signor Rossi non ha voluto fare le primarie e poi non ha voluto riconoscere che al primo turno le primarie ci sono comunque state.
@mamie72:
Come si può valutare il risultato del primo turno confrontando come valori assoluti le percentuali di Mandozzi e di Rossi, 30 a 20 ? Non è un metodo corretto. Mandozzi aveva dietro i partiti del centrosinistra con relativo marchio, Rossi era praticamente da solo, con la sinistra radicale e due liste civiche. Il suo 20% è stato quindi, in modo incontestabile, un clamoroso successo personale, altro che minoranza!
Quello che rossi ha scritto, e ripetuto in più occasioni, è oggettivamente incontestabile, ne sono la riprova le esterrnazioni a mezzo stampa, riportate prontamente nell'intervento di rossi, dei dirigenti del PD. Infatti gli interventi contrari a rossi vertono essenzialmente sulla sua "caratterialità" e sul fatto che non abbia acconsentito al rito delle primarie. Sul primo punto mi permetto di osservare che la soggettività di tale giudizio lo rende poco "usabile" ai fini di una seria analisi politica. Sul secondo punto, quello delle primarie, mi permetto di farvi notare, lo dico senza polemica ma solo per dare un contributto spero utile alla riflessione post voto, che a nessun amministratore al secondo mandato è stato chiesto di sottoporsi alle primarie (vedi colonnella alle provinciali e perazzoli alle comunali; vediamo cosa si deciderà per gaspari.). Pertanto a mio avviso quello delle primarie è stato un pretesto per rompere la continuità di quel centrosinistra per aprire nuovi scenari e magari nuove alleanze. Infatti sono convinto che a spingere i vertici del PD verso la rottura sia stata la volontà di marginalizzare la sinistra, a favore di alleanze verso i partiti di centro (UDC). Questo ovviamente non è accaduto grazie alla avversione degli elettori (compresi una buona parte di quelli del PD vista la differenza fra europee e provinciali) che hanno bocciato un tale progetto politico. Al ballottaggio è chiaro che è prevalsa in noi la coerenza di continuare a bocciare tale progetto politico di rottura con la sinistra.
Ora non rimane che attendere gli sviluppi dell'analisi del voto all'interno del PD sperando che venga riconosciuto l'errore di quel progetto politico. Occore inoltre riaprire il dialogo fra movimenti e partiti del centro sinistra a partire dalla città di SBT, nell'ottica di un progetto amministrativo politico unitario in vista delle elezioni comunali.
Certo è che riaprire un dialogo con i fautori ed i sostenitori della rottura del CSX in provincia è cosa assai difficile se non altro per una questione di affidabilità di certi personaggi.
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Mandozzi aveva dietro i partiti del centrosinistra con relativo marchio, Rossi era praticamente da solo
Direi che questa è una risposta, non crede?