Tagliate per errore le tamerici sulla spiaggia di Villa Rosa
Numerosi alberi di alto fusto di proprietà demaniale sono stati tagliati dagli operai di una ditta che stava pulendo un’area privata sita nella zona sud di Villa Rosa. «In meno di una giornata – ha denunciato Viola dell’associazione Verdi – è stato distrutto un patrimonio pubblico cresciuto in 12 anni»
MARTINSICURO – La pulizia di un tratto di arenile privato nella zona sud Villa Rosa effettuato lo scorso lunedì 29 dicembre ha causato il taglio di decine di tamerici ad alto fusto facenti parte del biotopo costiero, tra cui una serie di alberi che per errore sono stati tranciati nel tratto adiacente di proprietà comunale.
A denunciare l’accaduto è stato Mario Viola, dell’Associazione Verdi, che ha prontamente avvisato sia i Vigili Urbani che il Comune dei lavori che venivano effettuati da una ditta privata sulla spiaggia di Villa Rosa, sulla scarpata del lungomare sud di fronte al biotopo costiero. Gli operai, infatti, impiegando ruspe e motosega, oltre alle piante tagliate nell’area privata, hanno anche per errore rimosso gli alberi piantati dal Comune nel 1996 grazie ai fondi dell’Unione Europea al fine di rinverdire la scarpata del lungomare.
Il Comune, avvertito da Viola, ha provveduto a inviare sul posto un dipendente che ha constatato quanto stava accadendo. Sul fatto i Vigili redigeranno a giorni una relazione.
«In meno di una giornata – scrive Viola in una nota – è stato annientato un patrimonio vegetale pubblico cresciuto nell’arco di dodici anni con una funzione ecologica (abbattimento della CO2) e la funzione di caratterizzare il paesaggio costiero con una specie autoctona. E’ l’ennesima “distrazione” di questa Amministrazione comunale, che in un anno e mezzo di governo si è distinta per il taglio di numerose piante, impoverendo il territorio di un bene essenziale».


In un anno da archiviare per la debacle in tanti segmenti dell'offerta turistica, uno dei pochissimi ambiti in controtendenza è quello del turismo natura che regge e cresce. Secondo il rapporto di Ecotur (la borsa del settore), nel 2007 si sono registrati oltre 95 milioni di presenza in parchi e riserve che hanno reso possibile un fatturato globale di quasi 10 miliardi di euro (fonte Italia Oggi). Oltre che per l'indiscussa valenza ecologica, forse conviene puntare al biotopo come alternativa turistica, piuttosto che allo chalet di Smaila!!! Inoltre sembra che le mareggiate non abbiamo intaccato quelle zone costiere dove è ancora presente flora autoctona rispetto a quelle dove il cemento ne fa da padrone…..meditate gente meditate.