Adesso tutti dicono: “Viva Menzietti”. Troppo tardi?
Dopo che il sindaco di Monteprandone si è fatto da parte escludendosi dalle Primarie del Pd, si è scatenato un coro a suo favore. I più clamorosi elogi quelli dei due suoi avversari più agguerriti.
Monteprandone – Veramente stucchevole questa polemica, tra l’altro intestina (fraterna sarebbe troppo), tra esponenti politici del Pd per cercare di aggiudicarsi il Comune di Piazza dell’Aquila.
La stranezza più grande è che tutti (compresi gli stessi “concorrenti” Straccia e Ruggieri) esprimono a parole stima per l’attuale sindaco Menzietti del quale esaltano le capacità, la correttezza e l’onestà, mentre lui (Menzietti) si sente costretto a lasciare spazio ad altri non avendogli il suo partito “ufficialmente” riconosciuto meriti (e quindi la naturale conferma) per come ha amministrato Monteprandone durante il suo mandato. Cosa che invece molti semplici cittadini gli stanno riconoscendo anche tramite commenti al nostro giornale.
Dal loro canto i candidati alle Primarie “Straccia e Ruggieri” si stanno accapigliando sia nel dir bene di Menzietti che nel farsi pesanti accuse reciproche.
Qualcosa non quadra e sta disorientando completamente i semplici cittadini e futuri elettori con probabili risvolti negativi per il partito che rappresentano. Un po’ sulla falsariga di quanto sta accadendo in tutta l’Italia. Eppure sia Stefano Stracci che Orlando Ruggieri possono vantare ottimi precedenti, il primo perchè stimato ed indiscusso leader del Pd monteprandonese, il secondo perché non si fanno due mandati da sindaco e non si diventa onorevoli senza i suffragi elettorali. Sono stati traditi dalla fame di potere? Possibile. Certo è invece che Bruno Menzietti non ha commesso lo stesso errore.
Un po’ la stessa cosa sta accadendo in Provincia. Farà in tempo l’attuale sindaco ad… accontentare tutti?


Partendo dalle vicende monteprandonesi, vorrei fare delle puntualizzazioni di etica politica.
Se in una grande nazione come l'America non si possono avere due mandati presidenziali, non si capisce perchè uno, dopo aver fatto il sindaco per dieci anni e l'onorevole per due, non senta la necessità di lasciare spazio ad altri e tornare tranquillamente alla “vita civile”
Delle due l’una: o se ritiene, presuntuosamente, di essere così indispensabili per la comunità da proporsi a vita o la politica, in Italia, è così ricca di privilegi da non poter essere abbandonata da chi ne ha goduto le uova d’oro.
O è una missione (e allora, si è in odore di santità) o è una droga (e allora, si è soggetti a terribili crisi di astinenza).
Io non vorrei né santi né drogati. Credo che questo paese possa e debba fare a meno sia di chi si sente investito da una missione sia da chi utilizza la politica per le sue scorribande.
Mi piacerebbe un paese in cui gente normale, normali professionisti, anche della politica (non ci vedo niente di male, perché anch’essa richiede tempo e una preparazione specifica), mettano semplicemente le loro competenze al servizio della comunità per un periodo LIMITATO onde evitare gli inevitabili perversi effetti collaterali (clientelismo, nepotismo, immotivati privilegi, intrecci con potentati economici, ecc) e favorire, nella politica come negli altri ambiti, un ricambio anche generazionale, ora quasi del tutto assente, salvo ineludibile morte.
caro Ruggieri,
possibile che la politica sia come una droga?
disintossicatevi e agite nella vita civile se ne siete capaci prescindendo dai voti,che non dimostrano proprio nulla
Caro Orlando, vai avanti se ci credi, ma un plauso va fatto al sindaco uscente:non abbandonare, viva gli ex DC sono sempre i migliori.