Economia, Oggi in Italia

Crisi finanziaria, la paura dell’Europa

La crisi dei mutui è sbarcata nel vecchio continente creando paura e psicosi

di: Reno Pompei 8 ottobre 2008 @10:20

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La crisi dei mutui e del sistema bancario americano è sbarcato in Europa coinvolgendoci pesantemente anche a livello mediatico, creando paura e psicosi. E’ la peggior crisi degli ultimi 20 anni e l’11 settembre 2001, a confronto, può essere paragonata ad un forte mal di pancia.
Sono due giorni di seguito che Wall Street subisce forti perdite, quando si fermerà questa caduta?
Il crollo delle borse ha tolto l’illusione che sia una crisi degli eccessi della finanza: è l’economia reale, iniziata in USA alcuni anni fa con la crisi prima della new economy, poi della borsa e oggi del mercato immobiliare, che ha portato a questo tracollo delle borse mondiali.
Il mercato non ha creduto al piano Paulson e la UE ha perso l’occasione per assurgere a leadership mondiale per mancanza di una risposta forte e unitaria.
In Europa Il governo tedesco, visto che doveva esporsi maggiormente, ha fatto subito capire chiaramente che non intendeva aiutare quei paesi che hanno un’amministrazione poco virtuosa, contrastando la proposta di un fondo di sicurezza e rassicurando i propri cittadini che le energie sarebbero state spese per salvare i loro risparmi. Altri paesi hanno seguito il suo esempio, prendendo provvedimenti analoghi a salvaguardia dell’economia nazionale.
A questo punto Sarkozy ha potuto solo rassicurare che ognuno dei paesi membri avrebbe fatto la propria parte per garantire stabilità al sistema finanziario e liquidità alle banche, ma questa rassicurazione non ha sortito effetto.
Le borse europee, prese dal panico hanno bruciato solo nella giornata di lunedì intorno al 10% della loro capitalizzazione, con Mosca che ha perso quasi il 20%.
I risparmiatori non si fidano più a lasciare i loro soldi alle banche che in questa occasione non hanno detto tutta la verità ; di conseguenza questa mancanza di liquidità alle imprese sta contribuendo al consolidamento della recessione.
Tutti parlano di una nuova Bretton Woods che dia nuovo ordine ai mercati mondiali, ma senza controlli di organi preposti e punizioni severissime per chi sbaglia, tutto ciò non avrebbe efficacia alcuna, come si è visto negli USA dove la tanto temuta SEC non ha assolto al suo primario compito.
Speriamo almeno che questa crisi si stabilizzi presto, per far ripartire l’economia servono certezze, un nuovo ordine mondiale più efficiente e allontanare tutti quei soggetti che hanno contribuito a sfasciarlo.

Tags:

Copyright © 2012 Riviera Oggi, tutti i diritti riservati

Commenti recenti

Un commento all’articolo

N.B. Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di Legge, con la morale e con il buon gusto. I contributi che risulteranno in contrasto con detti principi non verranno pubblicati. Si raccomanda altresì di rispettare la Netiquette.
  1. alessandro84 scrive:

    Lasciamo stare la bolla speculativa delle new economy…. quella è un'altra cosa…..
    Il colpevole principale di questa crisi è il management delle grandi banche che, avidi di copiose stock-options, propone strumenti di finanza "pervertita" che porta vantaggi nell'imminente ma non da garanzie nè a lungo nè a medio termine….
    In questo modo crolla il castello basato sul obiettivo target del profitto "non sostenibile".

Lascia un Commento

Devi aver eseguito il login per inviare un commento.