«Più che un consiglio comunale è stato un blitz»
Il consiglio comunale di San Benedetto
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L’esponente di Alleanza Nazionale, Pasqualino Piunti, spiega le motivazioni che hanno spinto il suo gruppo a lasciare la seduta del 7 agosto.
SAN BENEDETTO – «È irresponsabile convocare un consiglio comunale il 7 agosto, come un vero e proprio blitz, con la scusa di parlare della Samb e intanto far approvare in fretta e furia 5 punti di importante politica urbanistica». Così Pasqualino Piunti, capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio Comunale, spiega i motivi che hanno condotto l’opposizione ad abbandonare la seduta del 7 agosto, quando, in un quarto d’ora, sono stati approvati sei punti all’ordine del giorno e una mozione sul “testamento biologico”.
Sempre Piunti spiega: «Ce ne siamo andati perchè non ci sentivamo abbastanza informati su questi argomenti. Per quello che riguarda la Samb, avremmo comunque votato a favore, la Samb è importante, ma il comune non deve essere lo “sponsor” ufficiale della squadra».
Conclude Piunti: «Credo inoltre che il consiglio non sia valido poiché è iniziato dopo più di un’ora, per attendere l’arrivo di due consiglieri dell’opposizioen, ovvero Lazzari e Palestini».
Tra i punti all’ordine del giorno approvati, la delibera che permette la trasformazione degli hotel attraverso procedure dirette e Piani di riqualificazione urbana.
Approvati anche i due punti con i quali i privati potranno realizzare in opere i servizi richiesti dalla legge, in siti che il Comune indicherebbe, oppure corrispondere un valore equivalente, tramite cessione di aree o in denaro.
Approvata la trasformazione di un’ex fabbrica in via San Francesco a Porto d’Ascoli in appartamenti e locali commerciali. In cambio, il Comune riceve 40 posti auto pubblici e un locale di 75 metri quadrati netti con bagno, a disposizione del quartiere.
Via libera alla perimetrazione e all’approvazione definitiva del Catasto comunale sulle zone percorse dal fuoco.
Inoltre la mozione presentata dalla consigliera Palma Del Zompo (Partito democratico), chiede di sollecitare il governo ad intervenire sul “testamento biologico”, ovvero “il documento con il quale la persona decide, mentre è in condizioni di buona salute, nel pieno possesso delle sue capacità, di dare direttive anticipate di trattamento, nel caso infausto in cui in futuro possa perdere tali capacità di autodeterminazione a causa di una malattia acuta o degenerativa assolutamente invalidante”.
