Sabbia, mare e fantasia
Presepe di sabbia, Natale 2007
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29 dicembre, 18:18
Per il secondo anno consecutivo torna il presepe fatto dall’artista sambenedettese Sandra Toscana utilizzando solo arena, acqua e colla. L’opera inaugurata il 25 dicembre campeggerà in piazzetta Pazienza fino al 6 gennaio
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabbia, acqua e colla in grandi quantità: solo tre i materiali con cui è stato costruito il presepe di sabbia, una delle opere natalizie che arricchiscono la nostra città in questo periodo.
L’opera, realizzata per il secondo anno consecutivo, è stata allestita nel vecchio mercatino del pesce, l’attuale piazzetta Pazienza e c’è da dire che mai nome fu più appropriato perché di pazienza, l’artista sambenedettese Sandra Toscana – autrice dell’opera – deve proprio averne avuta tanta (oltre che l’estro proprio del grande fumettista a cui è intitolata la piazza).
Un lavoro lungo e impegnativo – tra l’altro quest’anno reso più difficoltoso da un becero atto vandalico sopraggiunto circa una settimana prima di Natale – ma non privo di soddisfazione, visto il successo riscosso tra i visitatori.
«È molto più bello dello scorso anno e soprattutto più rappresentativo dell’animo marinaro della nostra città. Bellissime le case che sembrano le tipiche abitazioni sambenedettesi degli anni Cinquanta» questa l’opinione di Elena Merlini, uno dei tanti visitatori del presepe. Le fa eco il signore Indomito Latini che ritiene l’opera «un motivo di orgoglio per i sambenedettesi».
«Mi piace perché è un po’ più riferito alla nostra città», è ciò che pensa invece Davide De Rossi, anche lui uno dei tanti estimatori del presepe.
Dalla rappresentazione del faro alla natività composta da un Giuseppe in abiti da pescatore, dalla stella marina alle palme, questa arenosa costruzione sembra dunque uscire vincente nel temporaneo mercato di rappresentazioni natalizie, perché vicina ai costumi e alle tradizioni sambenedettesi.
Il presepe di sabbia, inaugurato il giorno di Natale, campeggerà nel centro di San Benedetto fino al 6 gennaio.

E' un'iniziativa davvero bella, la fattura dell'opera è ottima e meriterebbe molto più risalto di quello che gli è stato dato. Spero che per i prossimi anni ci sia possibilità di dare maggiore visibilità e mezzi a chi, per puro volontariato, è in grado di creare vere e proprie opere d'arte utilizzando il materiale "povero" ma pregiatissimo che meglio interpreta le nostre vocazioni.
Un grande applauso all'autrice, e spero che guardando la bellezza dell'opera anche i disgraziati autori dell'atto vandalico si siano resi conto di aver fatto un gesto brutto ancor prima che sbagliato.