Informazione, ha ragione Beppe Grillo?
V-Day, Beppe Grillo in piazza Maggiore a Bologna
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L’ultimo post del comico-predicatore è una satirica invettiva contro i giornali e i media: «Riotta è uguale a Mimun che è uguale a Belpietro che è uguale a Giordano che è uguale a Fede. La Rai è uguale a Mediaset. Basta. Abbiamo bisogno di cittadini informati che non si lascino svendere da questi servi della politica». Cosa ne pensate?
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo di seguito l’ultimo intervento del comico-predicatore Beppe Grillo sul suo frequentatissimo blog. Grillo attacca, con i suoi toni come al solito molto sarcastici – a volte al limite della volgarità – quella che chiama la «vera casta», i giornalisti, «gli unici che hanno avuto veramente paura con il nostro V-day dell’8 settembre». Per questo, scrive Grillo, il prossimo V-day si terrà il 25 aprile e avrà per obiettivo proprio il mondo del giornalismo (ad esempio chiedendo di eliminare le sovvenzioni pubbliche per i giornali). Cosa ne pensate? Secondo voi sono solo provocazioni qualunquistiche o il comico genovese vede nel giusto? Fateci sapere la vostra opinione commentando questo articolo.
*****
Italiani! E’ finito un anno strepitoso! A settembre li abbiamo messi in crisi tutti, stanno delirando!
Però non sta andando male: è un Italietta che è in coma da 15 anni. Dal 1992 è tenuta in cura farmacologica da parte dei media. Dal 1992, da quando sono esplosi Falcone e Borsellino, non c’è più né Paese né altro. Il tritolo è scomparso, ma i magistrati scompaiono in un altro modo. C’è stata la corruzione della mafia! Chi se l’aspettava? La mafia corrotta dall’interno dalla politica, c’è stata questa fusione straordinaria, quasi nucleare. Si sono compattati. E’ un Paese che non capisce più dove vuole arrivare. Dov’è, cos’è. Siamo strangolati da due bandiere.
Io vorrei capire se sto delirando io o se c’è qualcosa che non quadra. Quello che non quadra è che non sappiamo più le cose che ci servono per fare una vita normale. Sappiamo milioni di stronzate che ci vengono catapultate ogni giorno dai giornali, dai media, dai telegiornali, dalle televisioni ma delle cose che ci servono – l’acqua pubblica o privata, l’energia, la connettività, i rifiuti cosa sono, da dove vengono, come fare a non farli, gli inceneritori – non sappiamo nulla, delle cose che ci cambiano veramente la vita. Allora cosa fare?
Bisogna cominciare a vedere chi è il nemico: nel V-Day scorso, dell’ 8 settembre, non si sono incazzati tanto i politici, ma i giornalisti, questa casta di gente, la vera casta che c’è in Italia. Ve ne siete accorti, no? Migliaia di schiavi vergognosi, messi li a pecorina, a 90°. Una cosa indegna.
Si somigliano tutti, non li distingui più se non quello grasso da quello magro. Riotta è uguale a Mimun che è uguale a Belpietro che è uguale a Giordano che è uguale a Fede. Sono tutti uguali. Si distinguono le élite di questi grandi maggiordomi. Quelli che parlano di libero mercato, che ogni tanto dicono qualcosina e poi rientrano subito. Sono meravigliosi. Parliamo di Scalfari, di Pansa, di Romano, di questi sarcofaghi dell’informazione che scrivono lenzuolate di editoriali che nessuno legge. Dei giornali vengono letti i titoli e i sottotitoli, l’informazione si fa con lo spazio, i centimetri. Bisognerebbe misurare coi righelli le informazioni.
E’ una poltiglia dove si sono mischiate imprenditoria, politica, mafia e media. Vai in un consiglio d’amministrazione di un giornale e ci sono gli imprenditori, vai in un consiglio d’amministrazione di una banca e ci sono imprenditori, politici e giornalisti. Un giornalista può diventare deputato. Altro che conflitti di interessi, siamo andati oltre. Sono tutte uguali, le società. Prendi la Fiat: se non era per la cassa integrazione, cioè l’intervento dello Stato, sarebbe fallita dieci anni fa e adesso va avanti con le Equity Swap. L’Eni e l’Enel sono dei monopoli di fatto. La Rai è uguale a Mediaset.
L’unico modo di far cambiare veramente questo Paese, secondo il mio punto di vista prima che diventi pazzo del tutto, è battere dove c’è la ragione della democrazia, dove dovrebbe essere tutelata: l’informazione. Scomparsi i grandi giornalisti come Biagi, Montanelli e altri, non ci rimane più nulla.
Ecco perché farò il V-Day prossimo il 25 aprile: il giorno della Liberazione. Liberiamoci da questa informazione, liberiamoci da questa gentaglia. Gli togliamo i finanziamenti, vediamo di impostarla bene perché la mia vita ormai è su queste cose. Perché il compito che mi sono messo in testa non è di fare politica. Oggi sul Corriere della Sera sono indicato come il secondo politico, dopo Veltroni al 50%. E’ questo il nostro Paese: io sono uno dei più grossi politici che ci sono in Italia! Se facessero la classifica dei comici sarei in decima o quindicesima posizione, ci sarebbero i politici al primo posto. Il V-Day bisogna farlo su questo: togliere i finanziamenti ai giornali. Il 25 aprile del 2008 ci sarà una liberazione vera, in tutte le città succederà qualche cosa. Dovremo far succede qualcosa, con i media in silenzio e ci mancherebbe che ne parlassero. Sarà la loro condanna.
Vi do appuntamento al 25 aprile per avere un’informazione libera in un Paese finalmente libero e ricominciare dall’inizio. Liste civiche e cittadini informati, abbiamo bisogno di questo non di politici. Cittadini informati che sappiano le cose, che si occupino del loro quartiere e delle loro città, che non le lascino svendere da questi partitini e da questi piccoli servi della politica. Abbiamo bisogno di cittadini liberi, di un’informazione libera per essere un Paese libero.
Italiani!!! Coraggio, coraggio verso la catastrofe ma sempre con ottimismo.
Grillo può aver ragione ma la soluzione non sono lle sue "Liste civiche e cittadini informati".
Perchè il problema è l'uomo.
E' vero che manca l'informazione vera , corretta e utile.Ma è anche vero che persone intelligenti e che amano la verità, se vogliono, attraverso il Web e altre fonti possono avere tutte le informazioni possibili.
Il pigro ,la donna di casa,il giovane spaesato,gli anziani e tanti altri invece si accontentano delle notizie di mamma Rai, Mediaset e Stampa nazionale.
I primi non si accontentano delle notizie ufficiali ,perchè col tempo hanno preso coscienza e consapevolezza che nelle famose notizie standard manca qualcosa.
Quindi asisistiamo a due categorie di cittadini quelli informati in maniera più completa e quelli informati in maniera parziale e a volte inquinati da notizie spazzatura.
Ora secondo Grillo i problemi si risolverebbero da soli se tutti potessero avere questa benedetta informazione completa.Si capisce che non basta solo questo.
L'uomo , la persona onesta, seria, disponibile,capace,dove stà?
Per governare bene si ha bisogno di persone con qualità umane eccezzionali,se la società non riuscirà a formarle queste persone non avremo miglioramenti significativi.
Io vedo in giro che tutti si lamentano di tutti,ma se a questi si chiede se è disponibile a fare qualcosa gratuitamente per un miglioramento della società, tutti accampano mille motivi per il loro disimpegno.
Conclusione: questi politici che ci governano e che hanno scelto di fare i propi interessi invece che quelli della comunità ce li meritiamo perchè ce li abbiamo messi noi. Sono sicuro che troveremo politici più onesti e capaci di questi solo se svilupperemo un uomo futuro con più coscienza e consapevolezza.
Buon anno e felicità a tutti !!!!!!!!!
IL POST DI GARRONE NON FA UNA GRINZA, MA TRA LA REALTA' E QUELLO CHE DICE CI PUO' STARE IL FARE UNA POLITICA E UN GIORNALISMO MIGLIORE.
L'UOMO E' QUESTO DA SEMPRE, PER QUESTO ESISTONO LE REGOLE E LE LEGGI.
BASTEREBBE CHE I NOSTRI POLITICANTI LE RISPETTASSERO ALMENO QUANTO LA MEDIA NAZIONALE, PERCHE' A ME SEMBRA CHE ABBIANO VERAMENTE PASSATO IL SEGNO.
VIVONO A MILIONI DI ANNI LUCE DA NOI.
BASTI PENSARE A BUTTIGLIONE CHE SI E' LAMENTATO CHE AL SENATO MANCA UNA GELATERIA!!! EH ????????????
SONO DIVENTATI DI UN'ARROGANZA E SFACCIATAGGINE PALESE.
E LA CASTA DEI GIORNALISTI CHE FA? LECCA I PIEDI E BASTA, DIVENTANDO COMPLICI DEI LORO IMBROGLI.
GRILLO SBAGLIA A DEFINIRLI UNA CASTA, IN REALTA' SONO BURRATTINI MESSI DAI POLITICI A RECITARE COPIONI SCRITTI PER LORO.
DIRE CHE GRILLO E' UN POPULISTA E' IL VERO POPULISMO.
COL GARANTISMO CI HANNO SEMPRE TAGLIATO FUORI. BASTA!!!
GRILLO VEDE E DICE QUELLO CHE SUCCEDE VERAMENTE, PERCHE' LA REALTA' DEI TG E' QUELLA DI UN MONDO CHE NON ESISTE.
BUON ANNO A TUTTI
Premetto che sono sempre stato un fan del Grillo comico, e ho sempre trovato estremamente divertente anche il Grillo satirico; mi piace meno è il Grillo capopopolo.
Un primo appunto: Grillo non può prima indire manifestazioni nazionali e raccolte di firme per proposte di legge di sua iniziativa, e poi sostenere di essere "soltanto un comico", solo per tutelare la sua libertà espressiva e permettersi di dire tutte quelle cose che a un comico sono consentite e a un politico no. E' una paraculaggine che non gli è consentita. Grillo farebbe bene a scegliere cosa vuole fare da grande.
Fatta questa piccola parentesi, Grillo scopre l'acqua calda. Giorni fa ho visto allibito il telegiornale di stato (TG1) che ha dato più spazio al viaggio di Sarkozy e Carla Bruni (ecchissenefrega??!?!?!) di quanto ne abbia dato ai morti della thyssenkrupp. Così oggi tutti sappiamo con chi va a letto il premier francese, sappiamo che "gli italiani spenderanno in media 100 euro in meno per natale e capodanno" (in assoluto la frase più ascoltata degli ultimi 15 giorni), sappiamo tutto sul contenuto calorico dei dolci di natale e i sequestri dei botti di capodanno a napoli, ma sono anni che i canali d'informazione istituzionali ci riempiono di non-notizie, non è certo una sorpresa. Forse Grillo i TG 10 anni fa non li vedeva. Ma il fatto è che questi canali il monopolio assoluto non ce l'hanno mai avuto. Esistono decine di pubblicazioni "alternative" che si possono e si potevano trovare in edicola, e oggi su internet, per scovare le notizie vere. Il fatto è che le notizie NON INTERESSANO A NESSUNO. E' per questo che nessuno le scrive: non c'è mercato. La nostra pancia piena ci impedisce di guardare al di là del naso, e qualunque servizio televisivo denso di gambe e tette è molto più appetibile di un dotto reportage sul riciclo dei rifiuti. Lucignolo batte TG1 4 a zero, diciamocelo. E' il secondo che rincorre il primo e non certo viceversa.
Certi episodi della storia recente sono lì a testimoniarlo, benchè di pubblico dominio. L'episodio di Genova 2001, su cui la giustizia ha fatto quantomeno chiarezza sui pesantissimi abusi della polizia, in un paese civile avrebbe provocato uno scandalo, giorni di manifestazioni, rivolte. Sarebbero "saltate" molte teste di funzionari e politici, che invece da noi sono ancora tutti lì. Pagati per essere RESPONSABILI di quel che succede, loro rispondono sempre che non c'erano, che se c'erano dormivano, che non hanno visto, che quindi non sono responsabili. Altro che assenteismo! Loro battono tutti, assecondati dal nostro placet. E nel peggiore dei casi i funzionari vengono PROMOSSI, mentre i "mandanti" rimangono a fare i leader di partito (se qualcuno ha voglia si rilegga le dichiarazioni di Fini all'indomani degli assalti alla Diaz e alle torture di Bolzaneto) e incredibilmente vengono votati come nulla fosse. Tutto questo è successo da noi, non in un paese del Sudamerica. Noi italiani ne siamo stati protagonisti. Ma se ne fregano tutti, tanto è sempre colpa degli altri. Dei politici, che non sanno fare il loro mestiere di politici. Dei giornalisti, che non sanno fare il loro mestiere di giornalisti. Non è mai dei cittadini che non sanno fare i cittadini. Quelli hanno sempre ragione, specie quando scendono in piazza a comando e sono disposti a pagare 50 euro di biglietto per vedere un comico moralizzatore e mettersi a posto la coscienza, sentirsi civicamente impegnati. In questo senso Grillo è esattamente identico ai peggiori politici e giornalisti: non morde mai la mano di chi gli dà da mangiare.
Scusate la lunghezza.
Come purtroppo gli capita da quando si è autoinvestito di questo compito messianico di cambiare l’Italia, Grillo fa di tutta un’erba un fascio con il risultato – paradossale, secondo me – di aumentare la confusione e azzerare la possibilità di cambiare veramente qualcosa.
Le molte cose giuste che dice vengono vanificate dal suo mettere tutti sullo stesso piano e dall’insultare quelli che, a suo parere, ci prendono per i fondelli.
Non tutti i giornalisti sono servi né tutti i politici sono disonesti. Il metodo di Grillo è sbagliato. L’insulto è inutile oltre che gratuito. Lui è l’ennesimo santone, l’ennesimo uomo della Provvidenza che ci dice quello che dobbiamo fare. Non ce ne sono stati a sufficienza nella storia dell’uomo e anche del nostro piccolo Paese? La moltitudine dei cittadini ha bisogno di questo per svegliarsi e prendere coscienza? Io non credo. L’unica via è indicata nelle conclusioni di Garrone ma come può ciascuno di noi sviluppare più coscienza e consapevolezza? Questo è il problema.
Io credo solo nella cultura, intesa in senso ampio, affiancata da una condizione economica accettabile, che permetta di soddisfare i bisogni primari. Nessuno potrà ampliare la propria cultura se non ha un tetto sotto cui ripararsi e qualcosa da mangiare. E non è una cosa banale quella che dico se si pensa che una buona parte della popolazione mondiale sta in questa condizione. E non a caso sono posti dove infuriano guerre e atrocità. E’ vero che anche qui da noi, nel mondo cosiddetto civilizzato e nel pieno del benessere economico, le cose non vadano molto meglio ma, almeno, mi pare che ci sia più possibilità di non subire fatalisticamente gli eventi e qualche “arma” per reagire.
Le cose cambieranno nella misura in cui ciascuno di noi potenzierà la capacità d’ascolto di più fonti e la propria capacità di farsi una opinione la più possibile libera dai condizionamenti dei vari Prescrittori di norme (la Chiesa, la TV, gli opinion makers, i Grillo di turno) che ammorbano il nostro Paese. Devono guidarci la nostra coscienza individuale e il rispetto di norme universali che non appartengono ad alcuna ideologia o religione ma sono scaturite dalla storia dell’uomo (anche attraverso le cose terribili che è riuscito a produrre nel corso della sua esistenza): il rispetto dell’opinione e della dignità altrui, la ricerca della verità che non scaturisce dal fideistico e comodo appoggiarsi ad una sola verità ma dal confronto di più verità scremate dalla propria opinione di parte e confortate dalla conferma sperimentale, l’onestà, il rifiuto della violenza per dirimere le controversie e così via.
Finché ci sarà qualcuno che ci dirà cosa dovremo fare (senza che noi lo abbiamo chiesto) e molti che si affideranno ciecamente e fideisticamente a lui, senza lavorare su se stessi, le cose continueranno ad andare male. In Italia e nel mondo.
Buon anno alle persone “ragionevoli”!
L'affermazione di Grillo non fa una piega.
L'italia (volutamente con la "i" piccola) è l'unico paese occidentale ad avere una informazione così scadente.
Non ci si lamenti se la gente non legge i quotidiani; perchè spendere soldi per aquistare giornali dove già prima di sfogliarli sai cosa c'è scritto a seconda dell'orientamento politico della testata?
Mai una analisi interessante.
Meglio leggersi un bel libro.
La cosa più scandalosa comunque consiste nel fatto che gli stessi telegiornali non danno più notizie nel senso che qualsiasi cosa accade ha 1 secondo di spazio per poi far monopolizzare la notizia ai politicanti di turno che sentenziano su tutto.
Alcuni tg sono talmente ridicoli che dedicano più della metà dello spazio al gossip…
Io come cittadino mi sento preso in giro da tutti questi lacchè, bigotti, senza orgoglio professionale genuflessi al politicante di turno.
Per dirla alla Travaglio: mentre nei paesi anglosassoni la stampa è il cane da guardia della politica, in italia è il cane da riporto.
VERGOGNA!!!
Quanti in questo paese sanno che Andreotti avrebbe commesso il reato di “associazione mafiosa” fino agli anni ‘80 e che non è stato condannato perchè il suddetto reato è stato prescritto?
Quanti sanno che Previti è stato condannato a circa 7 anni di reclusione indultati grazie al governo di centrosinistra per aver corrotto dei giudici per conto del sig. Berlusconi allo scopo di “rapinare” il colosso Mondadori attualmente di proprietà dell’ex presidente del consiglio?
Quanti sanno che Rete 4 trasmette da ‘99 abusivamente a scapito di una emittente che ha vinto tutti i ricorsi giudiziari e che si chiama Europa7 ?
Se tutto questo (e mi fermo qui) non è di dominio pubblico di chi è la colpa: forse della gente che non si informa?
Il giornalista non deve avallare bugie raccontate ad arte dal politicante di turno senza intervenire per il rispetto degli spettatori e anche della sua dignità professionale.
Invece che fà il Vespa di turno?
Concorda l’intervista con l’addetto stampa del politico…
VERGOGNA, INFINITA VERGOGNA di abitare il paese dei “pulcinella” e dei “pinocchio”.
La cultura si forma attraverso l'informazione. Più informazioni si hanno su un argomento, più si sviluppa la capacità di esprimere un gudizio e una critica in merito.
Bisognerebbe quindi dare a tutti la possibilità di essere informati, anche a coloro che non sono in grado di andare a reperire i dati attraverso internet ( perchè non hanno un computer o non sanno usarlo) o attraverso giornali indipendenti che spesso non hanno una diffusione a larga scala o sono di difficile reperimento.
Una informazione obiettiva dovrebbe essere una forma imprescindibile di democrazia alla base di quasiasi stato democratico. Se attraverso i mezzi di comunicazione di massa (e sottolineo di massa, quindi stampa nazionale, radio, tv) si provvedesse ad effettuare un servizio informativo sulle questioni essenziali del Paese (un resoconto "oggettivo" delle attività dei parlamentari, le iniziative e le attività a favore dei vari settori dell'economia italiana, della sanità, del sociale e quant'altro, i vari disservizi che ci sono in Italia) i cittadini avrebbero di che riflettere e conversare su argomenti ben diversi che Sarkozy e Carla Bruni o le spese di natale o le vacanze dei vip di turno. E' come se a suola venissero sostituite la storia, la matematica e l'italiano con materie come videogiochi, gossip e pubbliche relazioni.
Quale coscienza e capacità di giudizio potrebbero sviluppare a questo punto gli studenti? E la colpa non può essere attribuita a loro che non sanno o non vogliono informarsi, bensì ai propri insegnanti che propongono queste materie.
Attualmente purtroppo i mezzi di comunicazione di massa sono diventati "mezzi di distrazione di massa", per cui si tende a far vedere e a risaltare solo alucni aspetti della società e ad occultarne altri.
Visto che il sistema politico ormai è allo sfascio e c'è connivenza tra le varie lobby per modellare l'informazione e contribuire quindi al mantenimento del proprio potere personale, dato che i cittadini sono all'oscuro di tante cose che accadono e non vengono dette, se Grillo mette la propria faccia per offrire un'informazione alternativa a quella "ufficiale" non vedo cosa ci sia di male. Perchè solo i politici sono legittimati a parlare al popolo e non può farlo un comico, un panettiere o un farmacista? Perchè se si parla direttamente al popolo senza passare dalla politica si deve parlare per forza di "populismo"? in fondo i media con le loro norizie becere e ossessive sui vari omicidi di Perugia, Garlasco, Cogne e chi più ne ha più ne metta, non si rivolge direttamente al popolo con l'intenzione di creare un interesse pruriginoso verso argomenti innocui e su cui non c'è possobilità di replica?
Ormai quando si parla di grillo si abusa della parola populismo, quasi come fosse uno scandalo che si parli direttamente al popolo per informarlo e spingerlo a sollevarsi di fronte alle ingiustizie che subisce in maniera subdola, ma io credo che sia molto più scandaloso il sistema di connivenze, di intrighi e di manovre varie tra sistema poitico ed economico volte solo a perpetrare i propri interessi personali a spese del popolo stesso.
"QUARTO POTERE" sapete cos'è, oltre che essere il titolo di un vecchio film?! Ebbene i media in una società evoluta hanno un importantissimo compito: quello di tenere informati i cittadini soprattutto riguardo l'operato del potere, e cioè degli eletti dal popolo. Certo che ha ragione Beppe Grillo quando si lamenta, seppur a modo suo, del grado d'informazione in Ialia (o Italietta). E' un lamento che non può che essere condiviso dalle persone intelligenti. E' altrettanto sicuro che il primo modo di far funzionare la politica è innanzitutto renderla intelligibile. Questo è il compito dei buoni giornalisti. Ma di buoni giornalisti ce ne sono pochi in giro… Altrimenti non ci si lamenterebbe tanto.
La stampa dovrebbe essere la bocca della verita'.
La gente smaliziata immagina il mondo che la stampa disegna quindi il condizionamento sociale e' inevitabile.
Ci sono questioni in essere che condizionano la vita di tutti ma li' la stampa non insiste ; esce forse una volta sull'argomento ma solo per dire di aver trattato l'argomento poi ..il silenzio.Vergogna!!
Vedo che e' piu' facile criticare Beppe Grillo invece che attaccare le fonti delle connivenze;bella roba!!!
Guardiamo le cose nella nostra citta' :
comportamenti di politici
questioni trattate dai politici
situazione questioni trattate dai politici
approfondimento argomenti delle testate giornalistiche locali
sanita'
gestione del commercio
gestione prezzi dei commercianti
carriere dei politici
incarichi di carriera ai politici
inquinamento marino ed ambientale urbano
ecc ecc ecc
assunzioni nel pubblico
E' molto probabile che molti giornali abbiano rinunciato al ruolo e molti inviati debbono solo eseguire.Grillo ha ragione e la ragione gliela concedono i fatti.
Vorrei chiedere ai politici che intervengono pubblicamente se si spendono senza remore oppure se badano solo a strategie di equilibrio "gestionale".
Un politico soprattutto verniciato a sinistra non puo' esprimersi criticando i cittadini che dovrebbero denunciare misfatti.E lui che fa ????????? Se temete di dire le cose come stanno ..DIMETTETEVI!!!!!!!!
Perché ostinarsi a contestare Grillo e le sue iniziative?
Quando promuove un V-Day per la stampa non vuol dire che tutta la stampa è malata, ma la maggior parte si e prima di lui lo hanno detto gli stessi giornalisti, ma nessuno lo sa.
Anche io non sono d'accordo su tutto quello che dice (per esempio sui trasporti ed anche su internet come unico modo per informarsi, comunicare, vendere e acquistare…), ma Grillo enfatizza, fa caricature, mette in grande evidenza un problema.
Eccede nell'enfatizzarlo? Probabile, ma il problema esiste.
Nessuno gli ha chiesto di promuovere un V-Day? Nessuno, infatti è obbligato ad aderire.
Con questo metro di giudizio, ogni proposta deve essere annullata o condannata perché non richiesta: quante volte aderiamo a delle iniziative senza aver chiesto nulla ai/al promotori/e?
Questi pregiudizi devono venir radicalmente eliminati.
Restiamo sull'oggetto della discorso.
Condivido il commento di Cinzia Rosati perché molte persone non possono e non devono essere obbligate a cercarsi con il lumicino la vera informazione (di cui nessuno ne è il detentore).
Non posso pretendere che le persone vadano su internet a guardarsi ore di filmati e testimonianze (per esempio sul G8) sia perché c'è chi non è avvezzo all'uso di internet, sia perché, pur potendo, non ha il tempo materiale.
Informarsi da più di una fonte è doveroso, ma dover fare lo speleologo no.
La Rai e soprattutto il TG non dovrebbe avere nulla di gossip e simili, come anche i tormentoni invernali sull'influenza.
Perché non fanno un bel servizio sull'ultimo disastro di Torino? Non parlo del necrologio, ma dell'andare a scavare le cause e se queste sono diffuse sul nostro territorio.
Primavera (di cui non condivido l'idea che per esprimersi lo si debba fare da politici altrimenti si deve decidere cosa fare da grandi) ha parlato anche del G8.
Sul G8 c'è una grave non e disinformazione.
Perché?
La proposta di Grillo non fa una piega e soprattutto non ha inventato nulla perché altri prima di lui hanno denunciato ciò. Grillo permette che ciò assuma una certa rilevanza nazionale.
Un paio di precisazioni. La disattenzione di massa io credo che sia evidente già guardando i dati della carta stampata, o ancora meglio entrando in un bar. Il giornale più letto è la gazzetta dello sport. Non credo che leggere un giornale "qualunque" diverso da un giornale sportivo sia "fare lo speleologo".
Da ragazzino cominciai ad informarmi comprando, prima di entrare a scuola, ogni giorno un giornale diverso. Fu un approfondimento completamente individuale che però mi aiutò molto nelle scelte che feci poi. Io credo che una pratica di questo tipo sia alla portata di tutti. Chi non ha mai fatto niente del genere, per quanto mi riguarda, è uno che non ha VOLUTO farlo. E la grande maggioranza degli italiani, mi dispiace dirlo, è così. I dati delle vendite parlano chiaro.
Va inoltre chiarito il senso di che cosa vuol dire "fare politica". Oramai "fare politica" ha assunto un significato terribile; quasi che chi rivendica il proprio sacrosanto diritto di fare libera politica, conquistato col sangue della resistenza, commetta oggi un crimine.
La politica non la fanno solo i presidenti del consiglio e i segretari di partito. La politica non la fanno solo i sindaci e i consiglieri comunali. Non la fanno gli iscritti ad un partito o i tesserati in un movimento. La politica la fanno, volenti o nolenti, tutti coloro che si pongono domande sull'organizzazione della società. Tutti noi che scriviamo questi commenti facciamo politica. Anche i giornalisti hanno una funzione chiaramente politica nel momento in cui fanno (o dovrebbero fare) approfondimenti che al singolo individuo non sarebbe possibile fare.
Grillo fa chiaramente politica almeno quanto la può fare un segretario di partito, sicuramente più di quanto non riesca a farla io. La sua è una proposta politica che merita attenzione (ad esempio i 3 punti del v-day), anche se non li condivido. Ma non è pensabile fare una proposta politica e poi dichiararsi anti-politico. E' una contraddizione in termini. Se si vuole fare una proposta politica poi bisogna sostenerla con argomentazioni politiche, non con battutine e insulti grotteschi.
Invito quindi i sostenitori di Grillo a non confondere Politica e Partitismo. Grillo è un antipartitico, non un antipolitico. Un antipolitico lavorerebbe per la distruzione dello stato, o comunque predicherebbe il disinteresse, non farebbe proposte di riforma. Chi si interessa della cosa pubblica, fa domande e (soprattutto) tenta di dare risposte, è automaticamente un politico, almeno quanto me. Anche se poi, naturalmente, la responsabilità delle scelte ricade sugli amministratori eletti e non sulle tante voci seppur importanti che alimentano un dibattito.
Ad ogni modo, sono completamente contrario anche all'antipartitismo. Non esiste in nessun paese del mondo una democrazia senza partiti – sebbene la loro esistenza, naturalmente, non sia garanzia del diritto democratico. Dove i partiti sono più deboli, ridotti a gruppi di comitati elettorali (vedi stati uniti, a cui purtroppo parte del nostro mondo politico si ispira) secondo il mio modesto parere abbiamo una democrazia certamente inferiore rispetto alla nostra. Tanto che le votazioni diventano più sull'uomo che sul programma o sull'identità politica delle coalizioni. Credo che questo sia un grosso impoverimento della democrazia.
Scusate la digressione, ma mi pareva necessaria.
Riguardo a Beppe Grillo che si sarebbe dichiarato "anti politico" è una cosa inesatta e dimostra quanto l'informazione influisca sulla capacità di ragionamento delle persone.
Il termine "anti-politica" è stato creato dai mass media dopo il V-Day dell'8 di settembre per screditare sia la persona Grillo che chi ha partecipato liberamente a quell'iniziativa.
Un po' come i termini "anarco-insurrezionalista" o "disobbedienti" (questi termini tanto cari a Fede).
E' una delle strategie più usate dal "quarto potere", etichettare una persona od un movimento con termini che abbiano una connotazione negativa in modo tale che la massa che si "nutre" solo della informazione mass-mediatica si faccia un opinione su qualcosa che in realtà non conosce ed a quel punto invece crede di conoscere.
Ecco come si creano movimenti di opinione basati su pseudo informazioni.
Molti quì ne hanno dato dimostrazione evidenziando quanto in realtà un informazione superficiale falsi completamente tutta una "struttura" di ragionamento.
Beppe Grillo non si è mai definito antipolitico, così l'hanno definito i mass-media.
L'informazione è la chiave di volta per far si che il cittadino abbia la possibilità di fare scelte consapevoli.
Sapere è Potere.
Il problema è che le persone credono di essere informate solo perchè guardano 3 o 4 telegiornali al giorno e una notizia è vera perchè "l'hanno detto in televisione"!
Grillo non fa altro che dare informazioni che generalmente i mass media preferiscono non dare o affrontare in modo superficiale.
Fa da cassa di risonanza per mettere sotto la lente di ingrandimento certe informazioni che secondo lui sono importanti… tutto qui.
E come cittadino cerca di fare (oltre che a parole) anche azioni concrete per cercare di cambiare un po' le cose.
Si può condividere o meno il suo pensiero od i suoi modi ma di certo non è lui il problema!
Filippo
Qualcosa sta cambiando, ad ogni modo:
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-sorpassa-tv/internet-sorpassa-tv/internet-sorpassa-tv.html
Riguardo Beppe Grillo, è naturalmente un “politico” che sta dando origine ad un movimento “politico” che però non pende assolutamente dalle sue labbra. Per quel che ho potuto capire, i meet up di San Benedetto e Ascoli si muovono a livello locale in maniera autonoma rispetto al vertice (e quale sarebbe?).
Mi dispiace Daniele ma la tua analisi è sincera ma sbagliata. I partiti come li conosciamo ora hanno deragliato dalla loro funzione di rappresentazione democratica per diventare, insieme ad essa, strumenti di gestione del potere, di accordi, di occupazione di posti pubblici, di carriera, di lavoro (ci sono tante persone appassionate che ancora si dedicano alla politica; però di solito riescono a muoversi nel recinto creato dai gerarchi di partito, non oltre). Purtroppo scrivendo queste cose passo facilmente per un “qualunquista” e un “populista”: se qualcuno mi prova il contrario porgerò le mie scuse.
In questi giorni stiamo assistendo allo scandalo Dini, un 77enne che ha creato un pugnetto di senatori solo per ricattare un governo e un Paese, e nessuno ha il coraggio di pubblicare reiteratamente la sua immagine affianco della moglie condannata per bancarotta fraudolenta (e non mi si venga a dire che lui non lo sapeva…).
E’ solo l’ultimo scandalo e non credo che accusando Grillo di qualunquismo il sistema politico-mediatico riesca a farla franca (faccio un esempio per “lodarci”: il giornalismo di Riviera Oggi-Sambenedetto Oggi ad uno come Dini non gliela avrebbe fatta passare liscia così!). Anzi, gli italiani sono talmente assuefatti a queste vergogne che i più lasciano che avvengano. Ma, come diceva qualcuno, è bene che gli scandali avvengano. Ed è bene che ci siano i “grilli” parlanti; almeno quelli, per ora.
Caro Primavera, lei ha detto cose che io condivido.
Da tempo pensavo a cosa vuol dire "fare politica" e pensavo di scriverlo oggi, ma lei mi ha preceduto.
E' impossibile, infatti, non "fare politica", anche chi dice di disinteressarsi in realtà "fa politica". Il Presidente della Repubblica, il ministro, Sindaco …. sono cariche amministrative, non il bollino che distingue chi "fa politica" da chi non la "fa".
Riguardo ai termini "antipolitica e antipartitico, come ha messo in evidenza FilippoB, non mi sembra di averli ascoltati o letti da Grillo, ma solo dai giornalisti.
Antipolitica, antipartitismo: lei sa bene che recentemente viene usato il termine "no-global" alternato a quello di "disobbedienti".
Questi termini non significano nulla e sono usati a mo' dell'illusionista.
Non usi più i termini "antipolitica" e "antipartitismo" perché così darà validità anche ai termini "no-global" e "disobbedienti" che non penso condivide.
Un Paese stretto fra una casta di politici arroganti, incompetenti ed ignoranti (qualcuno li avrà pur tuttavia votati….) e una popolazione che per liberarsene, invece di usare le difficili armi della democrazia partecipata e dell’autoresponsabilizzazione, non sa far altro che affidarsi semplicisticamente e con preoccupante cadenza storica all’opera salvifica dell’Uomo Pieno di Certezze con la Soluzione Immediata per ogni Problema (Mussolini? Berlusconi? Grillo?), beh, a me pare un povero Paese destinato alla scomparsa in una lotta di tutti contro tutti. E' facile distruggere. Ben più difficile costruire.
Soluzione immediata per ogni problema??!! Certo che no! E dov' è che si parla di SOLUZIONE IMMEDIATA?? Grillo non lo ha mai fatto, e poi come si fa ad accostare Grillo a Berlusconi o Mussolini??!! Grillo neppure appartiene al mondo politico, e continuamente dichiara di non volerlo fare. Quindi di quale soluzione immediata si sta parlando??!! INFORMAZIONE!! Manca l'informazone!! V DAY!