Crisi Foodinvest. Gaspari: «Noi non sosteniamo nessuno»
L'azienda Foodinvest di San Benedetto del Tronto
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Il sindaco auspica un ritorno del settore agroalimentare nella nostra zona, con la possibilità delle industrie di investire nel territorio. Marco Lorenzetti (Udc) spera in un accordo istituzionale per il reinserimento nel mondo del lavoro di tutti gli operatori del settore.
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Durante il Consiglio Comunale del 27 dicembre, il capogruppo dell’Udc, Marco Lorenzetti, ha spostato l’attenzione della Giunta verso il caso Foodinvest e la crisi dell’agroalimentare, domandandosi qual’è la posizione del Comune nei confronti di questo problema e quale sarà il futuro occupazionale di tutte le maestranze che, da tempo, lavorano nel comparto agroalimentare.
«La crisi del settore è iniziata nel 1992 – risponde il sindaco Giovanni Gaspari – quando le aziende vennero private delle partecipazioni statali garantite dall’Iri. Oggi, purtroppo, le grandi aziende non sono intenzionate ad investire nel settore agroalimentare poiché il mercato non è redditizio. Per quanto riguarda il nostro territorio, credo che la filiera alimentare debba tornare ad essere un elemento di rilevanza per la nostra zona, proprio per la professionalità acquisita dai nostri lavoratori».
Per quanto riguarda la Foodinvest, ci sono diversi gruppi industriali interessati all’acquisizione, ma c’è un problema: bisogna vedere quale sarà la situazione finanziaria dell’attuale proprietà. Del caso, attualmente, se ne discute a Roma, con i rappresentanti del Ministero del Lavoro e dei sindacati: «Noi non sosteniamo nessuna cordata industriale che vorrebbe entrare nel settore – ha continuato Gaspari – poichè quello che ci sta a cuore è l’indotto industriale, lo stoccaggio, il trasporto del materiale e soprattutto gli agricoltori. Vorremmo una soluzione che possa dare al territorio l’opportunità di investire in questo settore».
Lorenzetti ha concordato sulla scelta del Comune anche se auspica la creazione di un accordo istituzionale che possa agevolare il reinserimento al lavoro di tutte le persone che operavano in questo settore, magari partendo dalle maestranze che si trovano in una situazione gravosa.

Il signor Gaspari fa bene a non sostenere nessuna cordata, il problema principale è la mancanza della cultura d'impresa totalmente assente negli imprenditori locali.