Economia, Politica

«Edilizia a Porto d’Ascoli? Sono stato frainteso»

Il sindaco Gaspari sulle prossime modifiche al piano di assetto idrogeologico del fiume Tronto: «Passo avanti per l’economia cittadina. Ma non è il semaforo verde per la cementificazione».

di: 4 giugno 2007 @19:17

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Le modifiche del piano di assetto idrogeologico non avranno ricadute in termini di cementificazione ulteriore a Porto d’Ascoli».
Giovanni Gaspari, all’indomani della pronuncia positiva da parte dell’Autorità di Bacino interregionale sulla sicurezza del fiume Tronto, vuole tranquillizzare coloro che temono una ripresa in grande stile dell’attività edilizia nella zona sud della città.

«Lo sblocco del Pai non significa nuovi palazzi e cemento al posto del verde. La revisione di alcune norme di salvaguardia non può modificare la pianificazione urbanistica generale di una città, che può essere definita solo da un nuovo Piano regolatore».
Per Gaspari dunque è fuori luogo temere un aumento della congestione urbanistica. Del resto, ci tiene a precisare il sindaco, «credo che sia stato proprio il piano regolatore del 1990 a determinare interpretazioni sbagliate di questo territorio. Non per nulla lo staff dell’architetto Zazio sta lavorando a una programmazione urbanistica del tutto innovativa».
In concreto, la riduzione della categoria di rischio di esondazione a Porto d’Ascoli permetterà di concludere una serie di operazioni spesso già autorizzate prima dell’entrata in vigore del Pai nel 2005, che da più parti venne definita una «mannaia su delle legittime aspirazioni da parte dei cittadini».
Il Pai, aggiunge Gaspari, impediva in un’area di attività produttive tutta una serie di operazioni edilizie “minori”, come per esempio erigere muri divisori all’interno di abitazioni già esistenti.
Ora che sono in vigore nuove perimetrazioni, però, non bisognerà comunque abbassare la guardia sulla messa in sicurezza di Porto d’Ascoli dai rischi di un’esondazione del Tronto. Giova ricordare che le opere infrastrutturali necessarie per questo scopo sono i nuovi ponti sul fiume che divide Marche e Abruzzo (stradale e ferroviario) e il sottopasso in contrada San Giovanni che l’Ipercoop deve realizzare a proprie spese. (L’accordo tra Comune di San Benedetto e Centro Commerciale non si è ancora concretizzato nonostante che la somma necessaria alla realizzazione del sottopasso sia a disposizione della Giunta da alcuni anni. ndr)   
Solo quando verranno portati a termine questi interventi, che in gran parte esulano dalle competenze del Comune di San Benedetto, si potrà stare sicuri.

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  1. gmarucci scrive:

    Dal precedente articolo "San Benedetto del cemento" di Flammini, è riportata questa frase: …«Se riparte l'edilizia aumentano le entrate per il Comune derivanti dagli oneri di urbanizzazione», ha spiegato il primo cittadino….

    Da quest'articolo sembra, invece, che di edilizia non si parli (tranne che per qualche piccolo intervento di edilizia minore addirittura all'interno di abitazioni esistenti)

    A quali oneri di urbanizzazione si riferiva il Sindaco, se ora dice di non avere intenzione di costruire?

    Saluti

  2. Pier Paolo Flammini scrive:

    Caro Marucci,
    la frase da me riportata era relativa al precedente articolo di Oliver Panichi. Il sindaco Gaspari dice di essere stato frainteso, forse la cosa è stata reciproca.
    Sgombriamo il campo da un potenziale grande equivoco: questa giunta, soprattutto per il poco tempo di governo, non può sicuramente essere additata come “cementificatrice”.
    Tuttavia io scrivevo: “Cambiare mentalità“. Questa città avrà un futuro (e con lei il mondo intero, ma restiamo sul locale) solo serà in grado di diminuire il proprio “peso” in termini di consumi idrici, energetici, spazi per automobili, traffico, rumore, inquinamento, suolo impermeabilizzato. San Benedetto (e il mondo…) si trova in una situazione simile a quella di un tossicodipendente, che solo attraverso una ulteriore “dose” riacquista momentanea calma. Con il rischio, finale, del collasso.
    Se il sindaco si è rallegrato per lo sblocco dell’edilizia a Porto d’Ascoli, ovvero per la possibilità di edificare laddove il Piano Regolatore del 1990 lo prevedeva, per una questione di entrate contingenti, non si entra in una analisi di lungo respiro.
    Se questa città volesse essere governabile, senza troppi individualismi e invidie, tutti si dovrebbero sedere attorno ad un tavolo per decidere le linee strategiche di sviluppo. Purtroppo per un politico è, ancora oggi, più facile “costruire” che “pensare e creare”. E’ più facile e dà più visibilità ai cittadini, intendo, realizzare opere faraoniche come svincoli, sopraelevate, o anche asfaltature che, invece, fornire servizi anche di alto livello.
    Sono convinto però che, se ci fosse veramente voglia di una massima trasparenza, pur tra le difficoltà, un po’ tutti saremmo d’accordo su alcuni aspetti: basta superfici impermeabili perché c’è un problema di gestione delle acque meteoritiche; basta costruzioni specie in collina per problemi di viabilità, stabilità dei terreni e per evitare che il flusso delle acque invada “la marina”; sì alla pedonalizzazione delle strade, come ad esempio tutto il lungomare est. C’è poi il discorso del parco marino, del turismo da rendere eco-compatibile, ecc… ecc…
    Pensare che nuove case possano risolvere i problemi grazie agli oneri di urbanizzazione (quando invece li creano); pensare che ogni nuovo architetto vuole lasciare una sua minima impronta incrementando edifici ed abitanti, altrimenti sembra che sia stato chiamato per far nulla; queste sono cose che a San Benedetto non servono più, o servono al minimo, solo per ottenere altri servizi (project financing…).
    Per concludere, dico che ci potrebbe essere stato un fraintendimento generale. Io sono dispiaciuto che un sindaco si rallegri per “oneri di urbanizzazione”, relativi allo “sblocco dell’edilizia a Porto d’Ascoli”.
    Gaspari però qui parla di “opere edilizie minori come muri divisori all’interno di case“.
    Non sono un architetto, ma gli oneri di urbanizzazione si riferiscono a ben altre attività edilizie:
    http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=7&IDSezione=2178

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